“La specialità della Guardia di Finanza con riferimento ad Esercito, Marina ed Aeronautica”. Di Fabio Piccolo

ai sensi art. 21 Costituzione

ai sensi art. 21 Costituzione

Ultimamente lo stanco ma eterno dibattito sulla riforma della rappresentanza militare ha avuto un improvviso sussulto.

Perché?

Perché una recente sentenza della Corte Europea sui Diritti dell’Uomo ha, nella sostanza, censurato la preclusione normativa che vieta al personale con le stellette di poter disporre di una struttura di tutela sul modello sindacale.

I riflettori si sono miracolosamente riaccesi, le discussioni rianimate, le dispute politiche ripartite ed i contrasti relativi alle differenti posizioni assunte tra Forze Armate e Guardia di Finanza, riemersi: mentre nella G.d.F. il dibattito sulla sindacalizzazione o meno della rappresentanza militare è entrato in una fase di appassionata discussione, nelle FF.AA. il dibattito sul tema resta debole perchè la strada maestra è sempre e più che mai quella di una mera riforma dell’attuale sistema della Rappresentanza Militare.

Da questa differenza di vedute e da tante altre manifestatesi nel passato, prendo spunto per focalizzare l’attenzione su quella che ritengo essere la nostra vera peculiarità che ci contraddistingue dai colleghi delle FF.AA. ed in qualche modo genera frequenti diversità di pensiero.

“I compiti della Guardia di Finanza sono sanciti dalla legge di ordinamento del 23 aprile 1959, n. 189 e consistono nella prevenzione, ricerca e denunzia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, nella vigilanza sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico e nella sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria. Inoltre, la Guardia di Finanza concorre al mantenimento dell’ordine e della sicurezza pubblica ed alla difesa politico militare delle frontiere”.

Questo è quanto rinvenibile all’indirizzo www.gdf.it/gdf/it/chi_siamo/organizzazione/compiti_istituzionali/.

Ciò significa, senza voler sminuire gli altri aspetti del servizio istituzionale, che comunque l’obiettivo prioritario del Corpo è il contrasto all’attività criminale nel campo economico e finanziario, perché siamo sì una Forza di Polizia a competenza generale, ma con attribuzioni specifiche ed esclusive su tutta la citata materia.

Questo è ciò che ci rende “speciali” rispetto alle altre FF.PP. e ancor di più rispetto alle FF.AA..

Del resto, tale specialità è riconosciuta dal legislatore che ha conferito agli appartenenti al Corpo, in aggiunta alle qualifiche di Polizia Giudiziaria e di Pubblica Sicurezza, anche ed in via esclusiva, le qualifiche di Polizia Tributaria.

Per poter svolgere il nostro servizio, non possiamo vivere di routine perché agire nella piena conoscenza della norma, in un settore dove le norme sono infinite ed in alcuni casi tra loro quasi confliggenti e di dubbia interpretazione, non è certo agevole.

Bene. Vengo al punto.

Questa necessaria opera di costante aggiornamento ci ha reso una dote che forse non conosciamo o non apprezziamo sufficientemente.

Quella dote che ci consente di poterci confrontare con i professionisti del mestiere – commercialisti ed avvocati – senza assolutamente sfigurare. Anzi.

Di cosa sto parlando?

Sto parlando della capacità di leggere la norma, di comprenderla, di interpretarla, di non lasciarci intimorire dai tanti “combinato-disposto”, della curiosità nel ricostruire il pensiero del legislatore, dell’interesse ad investigare tutte le possibili soluzioni a disposizione.

Non è qualcosa di scontato. E’ qualcosa che si crea grazie alle difficoltà del servizio al quale siamo chiamati.

Ed uso il plurale con coscienza perché intendo riferirmi a tutte le fiamme gialle, che operino sul territorio  o non, in quanto comunque tutti (almeno spero….) ci siamo misurati con il servizio operativo.

E ciò ha permesso di sviluppare in noi quella capacità investigativa che, sommata ad un sano orgoglio, ci ha consentito di competere con successo, contrapposti ad interlocutori dotati di ben altri mezzi rispetto ai nostri.

Non parlo per piaggeria o spirito di corpo.

Parlo perché questa nostra specialità, l’ho vista emergere personalmente e con forza quando abbiamo operato in contesti interforze, sia in team che in missione isolata, sia in Italia che all’estero.

In tutti i casi, il nostro operare suscitava l’interesse dei colleghi delle FF.AA. dei quali, dopo un breve periodo di approccio iniziale, diventavamo i consulenti per ogni sorta di problematica che li riguardava, sia a livello di servizio che di vita privata.

Molto spesso a digiuno della normativa riguardante il tema del quesito, ci procuravamo il necessario, lo studiavamo, ci “sbattevamo la testa” ma puntualmente, dopo, fornivamo quelle che erano a nostro giudizio le soluzioni migliori. E così ci guadagnavamo la stima dei colleghi e molto spesso anche la loro amicizia.

Ecco e concludo.

Quello che voglio dire, nell’assoluto e consapevole rispetto dei differenti ruoli dei colleghi delle FF.AA. che godono della mia stima totale, è che i compiti istituzionali della Guardia di Finanza sono nettamente differenti da quelli delle FF.AA e collimano solo nel caso di difesa politico – militare delle frontiere. Inoltre, a motivo della particolarità del nostro lavoro, siamo dotati di una capacità critica che molto spesso ci porta su posizioni per altri troppo ardite.

Quindi non mi meraviglio del fatto che anche il pensiero sulla rappresentanza militare sia differente.

Quello che mi chiedo è se non sia tempo che la nostra specialità venga considerata e valorizzata dal legislatore, con soluzioni che vadano anche oltre l’attribuzione di qualifiche specifiche in seno al comparto FF.PP. – FF.AA..