«La lezione del finanziere Novembre». di Riccò Martina – Gazzetta di Reggio

10 dicembre 2014

CORREGGIO II tradizionale e prestigioso riconoscimento dell’Ambrogino d’Oro di Milano quest’anno è stato assegnato, tra gli altri, all’ex finanziere Silvio Novembre, l’uomo che, insieme all’avvocato Giorgio Ambrosoli, aveva indagato sul giro d’affari di Michele Sindona. E se, per quanto condivisibile, la scelta del sindaco Giuliano Pisapia sembra non c’entrare nulla con Correggio, è il nome dell’attore correggese Andrea Gherpelli a dimostrare il contrario. E stato lui, infatti, a interpretare Silvio Novembre nella fiction Rai intitolata “Qualunque cosa succeda”. «Ho dovuto intraprendere un lungo percorso personale per riuscire a interpretare al meglio questa personalità così positiva» ci racconta Gherpelli, stando attento a non pronunciare la parola “eroe”. «Davanti alle imprese degli eroi viene sempre da alzare le braccia – spiega – e viene da pensare che se loro hanno compiuto una certa azione è perché non sono persone comuni. Invece Silvio Novembre era un uomo semplice, che amava la sua famiglia e la divisa che portava. A un certo punto della sua vita si è trovato di fronte alla possibilità di intraprendere un’azione importante e non ci ha pensato due volte. Di fronte a Sindona avrebbe potuto fare finta di niente, invece ha deciso, così, su due piedi, di non farsi frenare, di non farsi distogliere dai doveri del suo lavoro, dai suoi valori. E non si è fatto travolgere dai timori. Ecco la sua grandezza».

E se Gherpelli parla di personalità positiva e non di eroe, è per far sì che davanti alla storia di Novembre non si alzino le braccia, ma si aprano gli occhi. E, perché no, il cuore. «L’aver interpretato il finanziere – sottolinea – mi ha insegnato che ciò che ognuno di noi può fare va ben oltre ciò che riteniamo possibile. II servizio alla collettività, oggi, è un valore probabilmente dimenticato ma la storia di Novembre insegna che la propria felicità non vale più delle altre». Secondo Gherpelli, il personaggio interpretato da un attore non scompare con la fine del film, ma entra nel suo Dna, e vi resta. Lo dimostra, per esempio, quando ci dice: «Sono felice che il sindaco Pisapia abbia deciso di assegnare l’Ambrogino d’Oro a Novembre, ma sono stanco di sentire ripetere frasi come: “In un momento del genere ci voleva proprio”. E da tempo immemore, ormai, che lo ripetiamo. Ma questo “momento’ passerà mai? Ci siamo dentro da troppo tempo, è ora che proviamo farlo terminare. Dal canto mio proverò a portare avanti i valori che ho incontrato interpretando la figura straordinaria dell’ex finanziere. Perché nella vita non basta avere la bella faccia, ci vuole anche dell’altro. E se si ha dell’altro lo si dimostra quando il film è finito».