LEGITTIMA DIFESA: il tuo parere in pochi click

16 maggio 2017

La Camera dei Deputati ha approvato in prima lettura, il 4 maggio 2017, una proposta di legge diretta a regolamentare le ipotesi in cui è riconosciuta la legittima difesa domiciliare. Il provvedimento passa all’esame del Senato.

La LEGITTIMA DIFESA, di cui all’art. 52 del vigente Codice Penale, prevede che:

“””Non è punibile chi ha commesso il fatto, per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio od altrui contro il pericolo attuale di una offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa. Nei casi previsti dall’articolo 614, primo e secondo comma (vds violazione di domicilio), sussiste il rapporto di proporzione di cui al primo comma del presente articolo se taluno legittimamente presente in uno dei luoghi ivi indicati usa un’arma legittimamente detenuta o altro mezzo idoneo al fine di difendere:

a) la propria o la altrui incolumità;

b) i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo d’aggressione.

La disposizione di cui al secondo comma si applica anche nel caso in cui il fatto sia avvenuto all’interno di ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.””””

La proposta approvata dalla Camera consta di due articoli che intervengono sulle disposizioni del codice penale relative alla legittima difesa domiciliare e sulle spese di giustizia a carico di chi è dichiarato non punibile per avere commesso il fatto per legittima difesa o stato di necessità.

Il primo articolo interviene sugli artt. 52 e 59 del codice penale.

La modifica all’art. 52 considera legittima difesa, nei casi di violazione di domicilio:

  • la reazione a un’aggressione commessa in tempo di notte;
  • la reazione a seguito dell’introduzione nel domicilio con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno.

Tale modifica è integrata da un ulteriore intervento sull’art. 59 del codice penale, relativo alle circostanze del reato, non conosciute o erroneamente supposte.

In particolare, viene aggiunto un comma in base al quale, nella legittima difesa domiciliare (di cui all’art. 52, secondo e terzo comma comma, c.p.), è sempre esclusa la colpa della persona legittimamente presente nel domicilio che usa un’arma legittimamente detenuta contro l’aggressore, se sussiste la simultanea presenza di due condizioni:

  • se l’errore è conseguenza di un grave turbamento psichico causato dalla persona contro cui è diretta la reazione;
  • se detta reazione avviene in situazioni che comportano un pericolo attuale per la vita, per l’integrità fisica o per la libertà personale o sessuale.

L’articolo 2 della proposta di legge pone, poi, a carico dello Stato onorari e spese spettanti al difensore della persona dichiarata non punibile per avere commesso il fatto per legittima difesa o per stato di necessità.

Il tema è particolarmente delicato, perché si parla della garanzia del diritto a difendersi da un’aggressione, che è cosa ben diversa dal farsi giustizia da soli.

Purtroppo la cronaca di questi anni, i conflitti sociali, la diverse posizioni sulla gestione di un’immigrazione difficile da controllare, i rischi del terrorismo interno e internazionale, spingono a farsi trascinare dall’emotività del momento, o addirittura rischiare facili strumentalizzazioni, incidendo sul difficile equilibrio contenuto nel nostro codice penale, sulle cui modifiche bisogna fare molta attenzione. Innanzitutto, va precisato che la sicurezza non è un tema di esclusiva appartenenza a questo o quello schieramento partitico, ma è un diritto dei cittadini, la cui garanzia è affidata alle istituzioni. Vero è che in caso di aggressione esista un diritto a difendersi, ma altrettanto vero è che bisogna tener contro del diritto dell’inviolabilità della vita umana. Quando si toglie una vita umana nel tentativo di difendersi, sia esso il reo o la vittima, si tratta sempre di casi limite ed in quanto tali controversi.

Se vuoi contribuire ad un confronto costruttivo, sereno e pacato sulla delicata tematica della legittima difesa, di estrema attualità ed oggetto di dibattiti e posizioni politiche a volte diametralmente opposte ed ancora oggi in fase di revisione in sede parlamentare, dacci il tuo parere.

La norma riportata nasce da una impostazione filosofico-idealista in cui lo Stato è il c.d. pater familias. Nel caso in cui una persona si difenda all’interno della sua proprietà da un’aggressione ingiusta viene comunque sottoposto ad un’indagine, il cui esito non è ovviamente mai scontato.

Lo Stato vieta al cittadino di esercitare un completo esercizio del diritto individuale all’autotutela, in quanto si ritiene garante della sua incolumità. Ma quella limitata possibilità di esercitare un’ipotetica difesa viene “blindata” tra il concetto di attualità del pericolo e quello della reazione proporzionata

Se lo Stato non riesce a tutelare appieno il cittadino, a quest’ultimo deve essere concesso di tutelare i suoi diritti inalienabili, quali la propria vita e quella dei suoi familiari

L’articolo 2 della proposta di legge pone, poi, a carico dello Stato onorari e spese spettanti al difensore della persona dichiarata non punibile per avere commesso il fatto per legittima difesa o per stato di necessità.

Grazie per il tuo contributo.

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