La Guardia di Finanza: una splendida opera d’arte contemporanea, viva e pulsante (tratto da un libero pensiero)*

La Guardia di Finanza: una splendida opera d’arte contemporanea, viva e pulsante (tratto da un libero pensiero)*

Poco più di un anno fa, con un colpo di spugna “imbevuta di dolce fragranza europea”, la Consulta ha cancellato dal panorama normativo nazionale il divieto assoluto e incondizionato per i militari di costituire associazioni professionali a carattere sindacale che li rappresentino e tutelino.

Gli “addetti ai lavori” – forse in misura minore la collettività – sono a conoscenza delle alacri attività parlamentari dalle quali deriverà la nuova legge che disciplinerà, tout court, le “regole del gioco”, ossia, il modello, lo schema, il campo d’azione in cui i novelli sindacalisti militari dovranno/potranno confrontarsi con l’altra Parte sociale per negoziare il negoziabile. Romanticamente, c’è chi sostiene che in questi giorni si stia scrivendo la storia, proprio come accadde agli inizi degli anni ’80 per la Polizia. Noi immaginiamo questi tempi come un diario, nuovo di zecca, con tante pagine da riempire di contenuti – si spera – condivisi.

È facile intuire quanto il compito del legislatore sia, al tempo stesso, stimolante e pernicioso, avuto riguardo alle ontologiche differenze (di attribuzioni, ordinamentali, etc.) che contraddistinguono i “membri-conviventi” della grande famiglia “Difesa e Sicurezza”.

E come in ogni famiglia che si rispetti, fondamentali per la sopravvivenza sono la cura e le attenzioni dei capifamiglia (o i capostipiti) che, nel caso di specie – tanto per non farsi mancare nulla – sono ben tre: il ministro degli Interni, quello della Difesa e quello dell’Economia e Finanze.

Detto ciò, si vogliono accendere i riflettori su uno dei protagonisti della “casa comune”, segnatamente, il Corpo della Guardia di Finanza.

Già la denominazione evoca il riconosciuto valore e importanza del “convivente” – riconosciuti a livello internazionale – e le attribuzioni affidatigli, alcune delle quali in via esclusiva: un Corpo di polizia economico finanziaria moderno e poliedrico, altamente specializzato, proprio in ragione degli strategici interessi che presidia – nazionali, europei e internazionali – mutevoli, a tratti sfuggenti, differenziati, variegati e disomogenei, proprio come l’odierna società.

Il “convivente” è molto anziano (è ultra bicentenario!) e ha esperienza da vendere.

Avendo a cuore la società in continua evoluzione, si è saputo reinventare, rinnovare e innovare, ha cambiato modo di approcciare e pensare alla realtà, ha sviluppato grandi doti e sensibilità: insomma, uno studente da 10 e lode.

Questa sua opera di rinnovamento prosegue in perpetuo, con maggiore energia e consapevolezza, vivendo nell’era della globalizzazione, degli enormi flussi migratori e dell’informatica generalizzata.

Solo per citare una delle ultime conquiste, la Guardia di Finanza ha assunto la veste esclusiva di Autorità di Pubblica Sicurezza in mare[1].

Innumerevoli, poi, sono le altre attribuzioni e competenze padroneggiate[2], alcune delle quali storiche, altre, come detto, più vicine ai giorni nostri; talune prioritarie o esclusive, talaltre da esercitare in concorso con gli altri “conviventi”.

Sebbene offerti in forma estremamente sintetica, i superiori cenni assertivi avranno, con tutta probabilità, consentito al lettore di farsi una propria idea intorno alla straordinaria importanza ed “immanente essenza” della Guardia di Finanza, equiparabile – a nostro avviso – a una splendida opera d’arte contemporanea che si evolve assieme alla società (globalizzata), secondo un mutuo affidamento e scambio di idee.

Corre l’anno 2019…

Non tutti, forse, sanno che la Guardia di Finanza “[…] fa (anche, n.d.r.) parte delle Forze Armate dello Stato […] e ha il compito di […] concorrere […] in caso di guerra, alle operazioni militari”, così recita l’art. 1 della Legge di ordinamento (n. 189) che risale al lontano 23 aprile del 1959.

Che Dio ci scampi dalla guerra!”… in tal caso, i Finanzieri, al pari di tutti coloro che vestono una divisa, farebbero senz’altro la loro parte per difendere l’amata Patria, fino al sacrificio estremo: vuoi che un Poliziotto, in quella drammatica circostanza, si tiri indietro? Inimmaginabile.

Fortunatamente, i nostri lungimiranti Padri Costituenti ebbero modo di rimarcare graniticamente che “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali” (art. 11 Cost.).

Avviandoci alla conclusione – che, diversamente da ciò che sovente ci si aspetta, consisterà in una serie di domande all’attento lettore – occorre puntualizzare un ultimo dato che sta in ciò.

In Italia esistono quattro Forze Armate: Esercito, Marina, Aeronautica e Carabinieri.

Questi ultimi sono assurti a rango di “quarta e autonoma Forza Armata”, una conquista di cui vanno, giustamente, fieri[3].

Ebbene, a differenza del “convivente” appena nominato, la Guardia di Finanza non sembra essersi mai interessata a perseguire tale importante obiettivo, restando fiera degli storici e strategici compiti a essa demandati, consistenti – tra gli altri – nella prevenzione, nella ricerca e nella denunzia delle evasioni e delle violazioni finanziarie, nella vigilanza sull’osservanza delle disposizioni di interesse politico-economico e nella sorveglianza in mare per fini di polizia finanziaria e di Pubblica Sicurezza in via esclusiva (v., supra, note nn. 1 e 2).

Eppure, parrebbe che il “concorso” (marginale e del tutto eventuale) in operazioni tipiche della Difesa risultino ancora “assorbenti” (v. cit. art. 1 Legge n. 189/1959), con le discendenti conseguenze, prime fra tutte, l’applicazione sic et sempliciter (salvo manifeste incompatibilità) del Codice dell’Ordinamento Militare (C.O.M.) di cui al D.Lgs. 66/2010 e del Testo Unico Regolamentare in materia di Ordinamento Militare (T.U.R.O.M.) di cui al d.P.R. 90/2010 – che, non a caso, menzionano sempre e solo le Forze Armate – nonché dei pertinenti Codici militari di pace e di guerra.

Riflessi, che si stanno riverberando pesantemente anche nel processo di riconoscimento della libertà sindacale. Una polizia economico-finanziaria, il cui personale si interfaccia con giuristi, economisti ed organismi di tutto il mondo economico e finanziario, deve essere messa sullo stesso piano del soldato?

Corre l’anno 2019…

Ci avviamo alla conclusione e, come anticipato, poniamo alcuni quesiti al lettore, secondo un approccio critico e costruttivista (fornendo spunti de iure condendo).

Al lume di quanto detto sopra e degli approfondimenti suggeriti, appare evidente che, attualmente, la Guardia di Finanza:

  • è un Corpo di polizia a competenza generale su tutta la materia economico finanziaria;
  • ha competenze esclusive di polizia economico finanziaria in mare:
  • è legittimata a promuovere e sviluppare, come autorità competente nazionale, iniziative di cooperazione internazionale con gli organi collaterali esteri ai fini del contrasto degli illeciti economici e finanziari;
  • ha in affidamento esclusivo il comparto della sicurezza del mare (gli ufficiali e gli ispettori Comandanti dei reparti navali e delle unità navali sono Ufficiali di Pubblica Sicurezza);
  • ha la preminente competenza in ordine alla sicurezza in materia di circolazione dell’euro e degli altri mezzi di pagamento;
  • è composta da personale avente le qualifiche di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria, di polizia tributaria, polizia valutaria e di agenti pubblica sicurezza (ma si veda anche quanto detto circa la funzione esclusiva di Autorità di Pubblica Sicurezza in mare);
  • ha, fra gli altri, compiti a tutela: delle Entrate dello Stato e dell’UE; delle Uscite dello Stato e dell’UE; del mercato dei capitali; del contrasto al finanziamento del terrorismo; del mercato dei beni e servizi; del contrasto alla criminalità organizzata, al traffico di stupefacenti e armi; della sicurezza pubblica; e agenti di pubblica sicurezza;
  • collabora con Autorità giurisdizionali, amministrative indipendenti e altri Enti.

Nel rispetto delle prerogative degli Organi dello Stato – correndo l’anno 2019 – si chiede, dunque, al lettore:

  • è ancora confacente agli interessi del Paese e dell’Unione Europea che il Corpo della Guardia di Finanza adotti un modello organizzativo di tipo militare, solo perché chiamata, in via del tutto eventuale, a “concorrere” a operazioni belliche (tipiche delle Forze Armate), ex art. 1 Legge 189/59?
  • Un modello organizzativo di tipo civile potrebbe conferire maggiore snellezza e incisività all’azione della Guardia di Finanza, anche alla luce degli importanti interessi che essa tutela, di livello nazionale, europeo e internazionale?
  • Allorquando fosse irrinunciabile il mantenimento dell’organizzazione militare, sarebbe ragionevole pensare a un “congruo temperamento” (i.e. “deroghe”) dell’applicazione del C.O.M., del T.U.R.O.M. e dei pertinenti Codici militari?
  • Come si pone tutto ciò rispetto all’Arma dei Carabinieri che, diversamente dalla Guardia di Finanza, ha fortemente voluto assurgere ad “autonoma quarta Forza Armata”?
  • Quale potrebbe essere il modello ordinamentale più opportuno per un moderno Corpo di polizia economico finanziaria che tenga conto dei principi di diritto europeo e costituzionali[4], avuto anche riguardo alle motivazioni sottese alle scelte organizzative adottate dagli altri Stati UE per i propri apparati di polizia economico finanziaria?

In ogni caso, la Guardia di Finanza, correndo l’anno 2019, resta e resterà sempre un’eccezionale e unica opera d’arte contemporanea, viva e pulsante.

Ai posteri le ardue sentenze…

 (…si narra che qualcuno, tempo addietro, manifestò l’idea di cancellarla… sarà forse vero? Con tutto il cuore, ci auguriamo che questa “favola” resti tale…)

 

*Ivan Giampetruzzi  Socio Sicurezza CGS e componente del Direttivo Nazionale SINAFI Sindacato Nazionale Finanzieri

[1] Cfr. art. 2, lett. “c” (n. 1) del recentissimo D.Lgs. 19 agosto 2016 recante “Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo forestale dello Stato, ai sensi dell’articolo 8, comma 1, lettera a), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” ove sono annoverati alcuni dei nuovi ed esclusivi compiti istituzionalmente affidati alla G. di F., fra cui, la “[…] sicurezza del mare” (per la quale è Autorità di P.S., alla stregua della Polizia di Stato, come precisato nel d.m. 15 agosto 2017 del Ministro dell’Interno).

[2] Per cenni d’approfondimento, si confronti il link:

http://www.gdf.gov.it/amministrazione-trasparente/disposizioni-generali/atti-generali/http-www.gdf.it-gdf-it-amministrazione_trasparente-disposizioni_generali-atti_generali-info-571723001.html/organizzazione-e-attivita-1.pdf

[3] Per gli approfondimenti e la storia, si invita a consultare il sito dell’Arma dei Carabinieri, cliccando qui:

http://www.carabinieri.it/arma/ieri/storia/vista-da-2015/fascicolo-43/i-carabinieri-quarta-forza-armata

[4] Ex aliis: buon andamento, efficacia, efficienza, economicità, affidamento, proporzionalità, buona amministrazione, etc.

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