La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato ammissibile il ricorso contro il blocco stipendiale (D.L. n.78/2010).

Il 09 dicembre 2015 avevamo evidenziato che, non essendoci più aspettative di tutela con i mezzi di gravame previsti dall’ordinamento interno in merito al noto “Blocco salariale”, non vi era altra via da seguire se non quella di adire gli Organismi e gli Organi di giustizia internazionali, con specifico riferimento alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, che già aveva dimostrato una particolare attenzione verso tutti i lavoratori in generale ed anche nei confronti dei lavoratori militari (sentenze Cedu del 02 ottobre 2014 sull’associazionismo e sulla costituzione di sindacati tra militari) (Clicca qui per il contenuto dell’articolo).

Sulla scorta di tali considerazioni, uno Studio Legale aveva inteso occuparsi delle problematiche dei lavoratori del comparto e delle loro esigenze di tutela, proponendo e presentando uno specifico ricorso collettivo alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, l’unica che avrebbe potuto vagliare l’illegittimità del c.d. “blocco salariale” per violazione della normativa comunitaria, ricorso rivolto a tutto il personale delle Forze di Polizia, sia ad ordinamento civile (Polizia di Stato Polizia Penitenziaria e Corpo Forestale dello Stato) che militare (Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza), nonché delle Forze Armate (Esercito Marina e Aeronautica), illegittimamente penalizzato dal blocco stipendiale, avendo percepito in busta paga una somma inferiore a quella dovuta.

A tale ricorso l’Associazione Sicurezza Cum Grano Salis aveva inteso aderire con convinzione, attraverso la partecipazione dei membri dei suoi organi associativi e dei suoi soci interessati dal blocco stipendiale, nella convinzione che fosse necessario perseguire ogni tentativo per restituire dignità economica, oltre che giuridica, al personale del comparto, che per anni ha pagato caramente il prezzo del dissesto economico-finanziario di questo Paese, a cui di certo non ha contribuito.

E’ di questi giorni la notizia che la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha dichiarato ammissibile il ricorso e che lo stesso verrà esaminato il prima possibile.

Pur essendo consapevoli che non si tratta già di una pronuncia favorevole, la circostanza ci lascia comunque ben sperare, se si tiene conto che più del 90 per cento dei ricorsi non viene nemmeno esaminato dalla C.E.D.U.

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