La battaglia per i diritti sindacali per i finanzieri é diventata sostanza anche grazie a coloro che ebbero l’ardire di manifestare liberi dal servizio nelle piazze

SLOGAN E MANIFESTI: LA RABBIA DEGLI AGENTI. HANNO APERTO IL CORTEO I FINANZIERI SFIDANDO IL DIVIETO DI MANIFESTARE IN PIAZZA (LA REPUBBLICA)

Giovedi 29 ottobre 2009

 Slogan e manifesti: la rabbia degli agenti

di Alberto Custodero

Gli agenti della Guardia di Finanza hanno sfidato il divieto per i militari di manifestare in piazza. E hanno aperto il corteo dei trentamila agenti delle forze dell’ordine che hanno protestato contro la politica dei tagli del governo, sfilando dalla Bocca della Verità – luogo forse non scelto a caso – a Piazza Navona. “Il Cocer dei finanzieri oggi c’è insieme a voi”, era lo striscione-provocazione delle Fiamme gialle.

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Venerdì 1 Luglio 2011

Rivisitazione Legge 121/81: un’occasione per rendere moderno il Paese.

La rivisitazione della Legge 121/81, annunciata dal Ministro Maroni, sia l’occasione per rivedere in chiave moderna la sicurezza del Paese senza tralasciare le condizioni professionali e di vita del personale delle Forze di Polizia ad ordinamento militare attraverso il riconoscimento di strumenti di trasparenza e tutela collettiva ed individuale, autonome ed esterne dalle Amministrazioni.A trent’anni dalla Legge 121 sono profondamente mutati l’assetto economico e sociale del Paese, nonché lo spessore culturale degli operatori della sicurezza.

Finalmente, oggi sono disponibili tutti gli elementi per riformare in modo moderno, serio ed utile per la collettività  la sicurezza del Paese, avendo riguardo anche alle condizioni di lavoro del personale delle Forze di Polizia ad ordinamento militare.La politica, attraverso la “Commissione di studio per l’aggiornamento della Legge 121/81” ci dirà , al termine degli studi voluti dal Ministro Maroni, se abbiamo a disposizione anche l’ultimo ingrediente, ossia la capacita del Governo e/o del Parlamento – ovvero dell’attuale classe politica – di elevarsi al ruolo di “statista” per mettere in atto una riforma che esuli dall’interesse dei pochi a favore dell’interesse dei tanti.

 * Daniele Tisci, Eliseo Taverna, Maurizio Dori

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28 Novembre 2008

INTERVENTO DEI DELEGATI ELISEO TAVERNA E DANIELE TISCI  NEL CORSO DELL’INCONTRO IN DATA 13 NOVEMBRE 2018 DEL COCER GDF CON IL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE DIFESA DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, ON. CIRIELLI

Signor Presidente,

noi siamo molto preoccupati perché i segnali che arrivano da più parti non sono molto rassicuranti, alcuni giorni fa abbiamo appreso dalla stampa che durante una riunione del Consiglio Supremo della Difesa si sia parlato di un nuovo modello organizzativo delle Forze Armate, prevedendo peraltro, l’abolizione dell’orario di servizio e di conseguenza del lavoro straordinario nonché dei riposi compensativi. Se questo corrisponde al vero, c’è da preoccuparsi, il nostro personale ha ottenuto qualche miglioramento economico e normativo proprio da quando fu istituito l’orario di servizio. Noi Presidente non permetteremo un ritorno al passato.

Per quanto riguarda l’approvazione dell’emendamento 39 bis, che porta il suo nome, siamo amareggiati del fatto che sia stato notevolmente riformato e, quindi, ridimensionato nei contenuti.

Avete avuto una grande occasione per poter fare, senza alcun onere economico, un’importante riforma per i Co.Ce.R. che riconosceva loro il ruolo negoziale e soprattutto dava la possibilità di poter svolgere una reale contrattazione, presso la Funzione Pubblica, per quanto concerne il rapporto d’impiego e la previdenza. Purtroppo, non avete avuto il coraggio di fare questo passo, una scelta del genere avrebbe potuto dare un segnale di apertura, ma purtroppo, il rinnovamento ha subito delle sostanziali limitazioni a causa delle pressioni esercitate dal Ministero della Difesa, così come lei ha confermato. Noi riteniamo che il solo ruolo negoziale per il rinnovo contrattuale non ci porterà da nessuna parte, soprattutto se consideriamo che il Ministro della Funzione Pubblica ha recentemente fatto approvare una norma riguardante tutto il pubblico impiego, che gli riconosce la facoltà di poter assegnare a tutti i dipendenti pubblici il novanta per cento delle somme stanziate per il rinnovo contrattuale, anche qualora le OO.SS. e le R.M. non condividono i contenuti dell’accordo. Questa procedura crea una sorta di contrattazione unilaterale, svilisce il ruolo dei sindacati e dei Co.Ce.R. fino al punto da annullarne il ruolo di “parte sociale”.

Oltretutto, prendiamo atto che la riforma della Rappresentanza Militare è ferma. Ribadiamo, quindi, la necessità di estendere anche al mondo militare lo stesso modello di rappresentanza e le medesime tutele riconosciute alle Forze di Polizia ad ordinamento civile e/o la possibilità di costituirsi liberamente in Associazioni Professionali, così come deliberato all’unanimità nell’assise generale di tutte le rappresentanze del Corpo, tenutasi a L’Aquila nello scorso mese di gennaio.

Il Parlamento non cerchi d’imporre una riforma non condivisa, fatta calare dall’alto, dovete sentire al riguardo le parti sociali e cercare di soddisfare le loro richieste.

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18 Dicembre 2007

CASO VISCO-SPECIALE, COMUNICATO STAMPA DEI DELEGATI DEL COCER GDF ELISEO TAVERNA E DANIELE TISCI: “BASTA SCONTRI AVVILENTI E INACCETTABILI TRA POTERI DELLO STATO, CI VUOLE LA SINDACALIZZAZIONE DEL CORPO PER TUTELARE I FINANZIERI ONESTI”

E’ inaccettabile che sessantatremila donne e uomini delle Fiamme Gialle debbano ogni giorno trovarsi, ormai da troppo tempo, alla ribalta delle cronache nazionali senza neanche avere la possibilità di comprendere cosa sia accaduto, cosa sta accadendo e come s’intenda salvaguardare l’onorabilità dell’Istituzione, la dignità professionale dei suoi appartenenti e l’interesse della collettività.

Collettività che, al pari dei finanzieri, è disorientata e sconcertata nell’assistere continuamente ad uno scambio di accuse tra distinti poteri dello Stato consistenti in denunce, in smentite, in controsmentite, riguardanti episodi che hanno visto – da un lato – presunte indebite ingerenze governative nell’organizzazione e nel funzionamento della Guardia di Finanza, dall’altro, presunti abusi commessi da chi è stato alla direzione di un Corpo al quale è demandata la delicata funzione di salvaguardare, con rigore, l’integrità del sistema economico-finanziario nazionale.

Alla luce di tale avvilente scenario sorge spontaneamente un’inevitabile e legittima serie d’interrogativi, per i quali sia gli appartenenti alla Guardia di Finanza sia l’intera collettività hanno sacrosanto diritto di risposta: in quale maniera s’intende scongiurare in futuro il verificarsi di gravi simili eventi? E soprattutto: vi erano gli strumenti idonei per cercare di prevenirli? Non è forse il caso che – stanti tali ricorrenti storture – l’intera classe politica prenda finalmente in seria considerazione l’ipotesi di un’ormai necessaria sindacalizzazione del Corpo che contribuisca, in maniera determinante, a salvaguardare e a tutelare l’operato onesto del proprio personale e dell’amministrazione cui appartiene, a garanzia dello stato di diritto e nell’interesse dei contribuenti italiani.

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INTERVISTA DI BARBARA PALOMBELLI (TG5) AI DELEGATI COCER DALESSANDRO TISCI E TAVERNA SUI DIRITTI SINDACALI AI MILITARI E SULLO SCANDALO DEGLI INCENTIVI ANTIEVASIONE NEGATI AI FINANZIERI

Durante l’intervista sono stati poste all’attenzione l’esigenza della sindacalizzazione del personale della Guardia di Finanza ed il grave danno che subiscono le Fiamme Gialle a causa dell’esclusione fin dal 1997 dal premio antievasione riconosciuto solo ai dipendenti civili dell’Amministrazione Finanziaria a seguito della lotta all’evasione ed all’elusione fiscale.

Importanti anche le affermazioni della conduttrice che ha sollecitato il Governo a impegnarsi per superare queste situazioni di grave discriminazione evidenziando anche l’importanza del ruolo e lo sforzo delle Fiamme gialle nell’azione di contrasto alle illegalità tributarie.

 

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