Interrogazione parlamentare in tema di scatti stipendiali per le Forze di Polizia al momento della cessazione dal servizio.

In data 24 luglio 2018 è stata presentata una interrogazione a risposta scritta (n.4/00713), firmata dall’Onorevole Galeazzo Bignami, del Gruppo Forza Italia, in merito agli scatti stipendiali attribuibili al personale delle Forze di Polizia che cessa dal servizio per età o perché divenuto permanentemente inabile al servizio o perché deceduto.

TESTO DELL’INTERROGAZIONE

BIGNAMI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’interno, al Ministro del lavoro e delle politiche sociali. — Per sapere – premesso che:

il decreto-legge 21 settembre 1987, n. 387, convertito dalla legge n. 472 in data 20 novembre 1987, recante «copertura finanziaria del decreto del Presidente della Repubblica 10 aprile 1987, n. 150, di attuazione dell’accordo contrattuale triennale relativo al personale della polizia di Stato ed estensione agli altri Corpi di polizia», disciplina le situazioni di cessazione dal servizio per gli agenti che operano nelle forze di polizia di ordinamento civile;

l’articolo 6-bis, comma 1, del suddetto decreto recita: «Al personale della Polizia di Stato appartenente ai ruoli dei commissari, ispettori, sovrintendenti, assistenti e agenti, al personale appartenente ai corrispondenti ruoli professionali dei sanitari e del personale della Polizia di Stato che espleta attività tecnico-scientifica o tecnica ed al personale delle forze di polizia con qualifiche equiparate, che cessa dal servizio per età o perché divenuto permanentemente inabile al servizio o perché deceduto, sono attribuiti ai fini del calcolo della base pensionabile e della liquidazione dell’indennità di buonuscita, e in aggiunta a qualsiasi altro beneficio spettante, sei scatti ciascuno del 2,50 per cento, da calcolarsi sull’ultimo stipendio ivi compresi la retribuzione individuale di anzianità e i benefici stipendiali di cui agli articoli 30 e 44 della L. 10 ottobre 1986, n. 668, all’articolo 2, commi 5, 6, 10 e all’articolo 3, commi 3 e 6 del presente decreto»;

tuttavia, l’articolo 6-bis, al comma 5, recita anche: «al personale della Polizia di Stato, nonché a quello del Corpo forestale dello Stato in possesso delle qualifiche di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza, ai soli fini dell’acquisizione del diritto al trattamento di pensione normale, si applica l’articolo 52 del testo unico approvato con D.P.R. 29 dicembre 1973, n. 1092». Tali disposizioni negli anni avrebbero fornito elementi di confronto e interpretazioni controverse;

le controversie interpretative riguarderebbero l’effettiva data di decorrenza e di entrata in vigore delle disposizioni previste dalla normativa e l’ampiezza della platea di coloro che possono effettivamente beneficiare del trattamento pensionistico disciplinato dalla normativa stessa –:

se si intendano assumere iniziative, anche di carattere normativo, volte a rendere maggiormente chiara la disciplina di cui in premessa, superando dunque le criticità di carattere interpretativo e, permettendo di individuare con chiarezza i beneficiari del trattamento pensionistico delle disposizioni in questione. (4-00790)

Lascia un commento