Interrogazione parlamentare in merito al rimborso delle spese legali per i dipendenti delle amministrazioni centrali, inclusi gli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate.

In data 07 dicembre 2018 è stata presentata una interrogazione a risposta scritta (n.4/01815), firmata dall’Onorevole Edmondo Cirielli, del Gruppo Fratelli d’Italia, in merito al rimborso delle le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità.

In particolare, l’Onorevole Cirielli:

  1. ha evidenziato come la norma sia “oggetto di interpretazione restrittiva e la sua ratio è quella di tenere indenni i dipendenti della pubblica amministrazione dall’onere economico che gli stessi si potrebbero trovare a dover sopportare, a causa dell’apertura di procedimenti civili, penali o amministrativi, connessi all’espletamento delle loro attività istituzionali”;
  2. ha chiesto “se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e, considerata la gravità degli stessi, quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare per impartire precise indicazioni alle amministrazioni centrali sul tema della rimborsabilità delle spese legali sostenute dai dipendenti pubblici nonché per fornire un’interpretazione autentica della disciplina”.

TESTO DELL’INTERROGAZIONE

CIRIELLI. — Al Ministro della giustizia, al Ministro per la pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che:

il rimborso delle spese legali per i dipendenti delle amministrazioni centrali, inclusi gli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate è disciplinato dall’articolo 18 del decreto-legge n. 67 del 1997 che prevede, nello specifico, che «le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti ed atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’Avvocatura dello Stato»;

la norma è oggetto di interpretazione restrittiva e la sua ratio è quella di tenere indenni i dipendenti della pubblica amministrazione dall’onere economico che gli stessi si potrebbero trovare a dover sopportare, a causa dell’apertura di procedimenti civili, penali o amministrativi, connessi all’espletamento delle loro attività istituzionali. La disciplina deve essere interpretata nel senso che vi è l’obbligo di rigettare ogni richiesta risarcitoria che non sia suffragata da un provvedimento che escluda qualsiasi profilo responsabilità del dipendente, risultando applicabile ai soli casi espressamente disciplinati ex lege (Corte di cassazione, 3 gennaio 2008, n. 2);

da ciò deriva che se il procedimento a carico del dipendente si conclude perché viene dichiarata la prescrizione del reato durante, ad esempio, la fase delle indagini preliminari e quindi prima dell’udienza preliminare, il giudice emette un provvedimento di archiviazione che non va ad escludere la responsabilità e l’indagato non può fare alcunché per rinunciare ad avvalersi della prescrizione ed ottenere la piena assoluzione. Ciò comporta l’impossibilità per il dipendente pubblico di ottenere il rimborso delle spese legali sostenute durante il procedimento;

l’articolo 7-bis del decreto-legge n. 78 del 2015 è recentemente intervenuto sul rimborso delle spese legali per gli amministratori e i dipendenti degli enti locali, prevedendo che «il rimborso delle spese legali per gli amministratori locali è ammissibile, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, nel limite massimo dei parametri stabiliti dal decreto di cui all’articolo 13, comma 6, della legge 31 dicembre 2012, n. 247, nel caso di conclusione del procedimento con sentenza di assoluzione o di emanazione di un provvedimento di archiviazione, in presenza dei seguenti requisiti: a) assenza di conflitto di interessi con l’ente amministrato; b) presenza di nesso causale tra funzioni esercitate e fatti giuridicamente rilevanti; c) assenza di dolo o colpa grave»;

ad oggi, pertanto, da quanto riportato, emerge una immotivata disparità di trattamento tra i dipendenti pubblici della pubblica amministrazione centrale e quelli della pubblica amministrazione locale nonché quindi tra un appartenente alle forze di polizia nazionali e un appartenente alla polizia locale: il tenore letterale della nuova norma indirizzata agli appartenenti alle amministrazioni locali, prevedendo espressamente la rimborsabilità anche in caso di emissione di un provvedimento di archiviazione, andrebbe implicitamente a penalizzare l’appartenente alla pubblica amministrazione statale, in quanto l’articolo 18 del decreto-legge n. 67 del 1997, già citato, non contiene medesima previsione;

tale situazione potrebbe comportare un fenomeno di inefficienza da parte della pubblica amministrazione, in quanto i dipendenti, a causa dell’attuale assetto normativo, per evitare di essere dichiarati responsabili e accusati di reati contro la pubblica amministrazione potrebbero preferire non prendere alcuna decisione, con la conseguenza di bloccare la macchina amministrativa e quindi contribuire alla creazione di quelle disfunzionalità che frenano la nazione;

attualmente, a causa del recente dibattito in tema di modifica del sistema della prescrizione, è stato appurato che oltre il cinquanta per cento delle prescrizioni verrebbero rilevate prima dell’udienza preliminare; ciò comporta la definizione del procedimento con l’archiviazione e quindi senza alcuna sentenza;

a parere dell’interrogante l’attuale conformazione del sistema del rimborso delle spese legali per i dipendenti della pubblica amministrazione centrale, inclusi gli appartenenti alle forze di polizia e alle forze armate risulterebbe iniquo, soprattutto alla luce delle nuove proposte di legge presentate al Parlamento che vorrebbero modificare in modo capillare la disciplina della prescrizione dei reati –:

se il Governo sia a conoscenza dei fatti esposti e, considerata la gravità degli stessi, quali urgenti iniziative di competenza intenda adottare per impartire precise indicazioni alle amministrazioni centrali sul tema della rimborsabilità delle spese legali sostenute dai dipendenti pubblici nonché per fornire un’interpretazione autentica della disciplina. (4-01815)

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