Il Ministro dell’Interno da’ l’interpretazione politica sulla volontà del Governo di stabilizzare il bonus sicurezza e fare il riordino delle carriere

In data 08 Novembre u.s., in occasione della discussione di diverse mozioni parlamentari inerenti il Comparto Difesa e Sicurezza,  il Ministro dell’Interno Angelino Alfano  è intervenuto presso l’aula del Senato ed ha confermato la volontà politica del Governo di corrispondere e stabilizzare sia gli 80 euro del bonus sicurezza sia di provvedere al riordino dei ruoli  e delle carriere del personale.

 

Signor Presidente,

ringrazio il Senato e in particolare modo i Gruppi parlamentari che si sono fatti promotori della discussione odierna. Ritengo sia una discussione tutt’altro che inutile, perché ripropone nel dibattito pubblico la questione della centralità delle Forze dell’ordine, della loro gratificazione, della collocazione del tema della sicurezza nell’ambito delle priorità del Governo.

Sono certo che sia visibile a tutti come nell’ultimo triennio la sicurezza sia stata una priorità del Governo, non a chiacchiere, non a parole, ma con opere di bene, ossia con stanziamenti.

Mi permetto, signor Presidente, di chiedere di allegare al mio intervento alcune tabelle che non sono tabelle di partito, ma sono venute fuori dai conti del Viminale, del dipartimento della pubblica sicurezza, che testimoniano l’incremento degli stanziamenti nell’ultimo triennio per quanto riguarda non solo il dato di sintesi ma anche specificamente le spese di funzionamento, gli investimenti e anche gli investimenti tecnico-logistici.

Noi abbiamo fatto sì che, in un tempo di contrazione della spesa pubblica, la spesa in materia di sicurezza si espandesse, e lo abbiamo fatto in ogni ambito perché, se allegherò i dati relativi all’aumento degli investimenti per quanto riguarda anche le spese di funzionamento, le infrastrutture interne e tutto quanto attiene alla organizzazione, vi è un punto al quale siamo particolarmente affezionati, e cioè la valorizzazione del lavoro delle nostre Forze dell’ordine.

Da quando siamo al Governo, nella sostanza abbiamo centrato alcuni obiettivi, che non voglio declinare per evitarvi un lungo elenco, ma ce n’è uno al quale siamo e sono particolarmente affezionato, che è lo sblocco del turnover che, superando un anglismo al quale non sono affezionato, significa che abbiamo ricominciato ad assumere lo stesso numero di persone rispetto a quelle che vanno in pensione.

Prima funzionava diversamente; noi, in modo progressivo, abbiamo superato il blocco delle assunzioni e ora, nel 2016, sarà assunto lo stesso numero di donne e uomini delle Forze dell’ordine rispetto a quelli che nell’anno precedente sono andati in pensione. Questo è un dato oggettivo.

Qual è l’obiettivo che ci riproponiamo in ambito legge di stabilità 2017 e anche anno solare 2017? Stabilizzazione degli 80 euro, riordino delle carriere, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni.

So che è un poker d’assi che non conosce molti precedenti negli ultimi dieci, quindici anni, però noi lo centriamo con certezza.

Siamo certi di fare un poker d’assi a favore delle forze di polizia. Voglio ripeterlo: stabilizzazione degli 80 euro, riordino delle carriere, rinnovo dei contratti e nuove assunzioni.

Abbiamo già deciso politicamente questi quattro obiettivi e li centreremo dal punto di vista economico.

Sulla stabilizzazione degli 80 euro e sul tema del riordino delle carriere abbiamo stanziato le risorse necessarie e anche sufficienti.

L’onorevole Gasparri, adesso nella veste di Presidente, faceva un riferimento ad un «ovvero» che avrebbe potuto rappresentare una condizione di alternatività tra la stabilizzazione degli 80 euro e il rinnovo dei contratti.

Avendo il vocabolario della lingua italiana migliaia di termini e di sfumature, vorrei restasse agli atti anche la definizione che dà l’Accademia della Crusca – per farlo, basta quindi andare sul sito dell’Accademia – della parola «ovvero»: vi è un significato di un certo tipo, che giustifica l’interpretazione del presidente Gasparri, e vi è un altro significato che rimanda al concetto di «anche».

Ora, non so quale dei due significati potesse avere in mente il funzionario del MEF che ha compilato materialmente la norma, ma a me compete l’interpretazione politica autentica, che è la seconda opzione del dizionario dell’Accademia della Crusca rinvenibile su Internet, e cioè la parola «anche».

Noi faremo sia l’uno che l’altro: procederemo sia alla stabilizzazione del bonus degli 80 euro, che al riordino delle carriere.

Sul tema del rinnovo dei contratti ho sentito il ministro Madia e, a nome suo e dell’intero Governo, annuncio che a brevissimo saranno convocati i rappresentanti dei sindacati delle Forze dell’ordine per il rinnovo dei contratti e che le nuove assunzioni sono già in atto, per quanto riguarda lo sblocco del turnover di cui alle leggi precedenti, e le nuove assunzioni sono già finanziate con la legge di stabilità.

Vorrei fare una considerazione con riferimento a quanto ha detto il senatore Crimi sulla scarsa serietà di questa discussione.

Infatti, quando si vuole negare un significato positivo si hanno molteplici argomenti per farlo e il senatore Crimi ha scelto quello di dire che questa discussione è semplicemente irrilevante.

Ebbene, per parlare della rilevanza di questo nostro dibattito e ribadendo quello che in modo pertinente ha detto il presidente Gasparri (ossia il fatto che, a differenza di quanto avvenuto alla Camera dei deputati, questa discussione si svolge dopo la presentazione del disegno di legge di stabilità da parte del Governo), faccio alcuni riferimenti.

In particolare, vorrei richiamare l’attenzione sul fatto che dal 2017 per la contrattazione del pubblico impiego sono state stanziate risorse pari a 1,9 milioni di euro e che ai settori dei Vigili del fuoco, delle Forze dell’ordine e delle Forze armate verrà destinata una parte considerevole del fondo complessivo, tale da consentire il piano di assunzioni straordinario, il riordino delle carriere e la stabilizzazione del bonus degli 80 euro, che pesa mediamente sulle retribuzioni per il 3,4 per cento.

Cosa intendo dire con questa precisazione quantitativa?

Al di là del fatto che nel mondo del pubblico impiego italiano tante sono le ambizioni, che ritengo tutte legittime, proprio per il fatto politico della priorità che le Forze dell’ordine e il tema della sicurezza hanno nell’agenda del Governo, i temi di cui stiamo parlando in questa sede vengono prima di tutti gli altri, per quanto ci riguarda.

La prova sta nella circostanza che il ministro Madia si accinge a convocare i rappresentanti delle Forze dell’ordine proprio per affermare esattamente tutto questo e tradurlo dalle parole in fatti di Governo.

A beneficio dell’intervento del senatore Mazzoni desidero precisare che i Vigili del fuoco sono considerati non un gradino più in alto o più in basso delle altre Forze dell’ordine, bensì allo stesso livello.

I Vigili del fuoco sono il fiore all’occhiello del soccorso pubblico italiano. Colgo l’occasione per ringraziarli per la tempestività, la forza, l’energia, la qualità e la competenza che hanno messo.

Desidero ribadire in quest’Aula che aver salvato oltre 200 persone in occasione del terremoto di fine Agosto è una prova che non ha eguali in Europa o in altre parti del mondo.

Vi faccio presente che il salvataggio non avviene in gruppo, ma una persona dopo l’altra e, quindi, solo la tempestività e l’efficacia dell’intervento hanno potuto consentire di salvare più di 200 vite.

Noi non abbiamo tagliato le risorse ai Vigili del fuoco e, anzi, in questo triennio – vi invito a verificarlo – abbiamo operato un numero di assunzioni che non ha precedenti nei decenni passati.

Abbiamo infatti finestre di assunzioni frequenti e anche numerose, al punto da poter dire che abbiamo incrementato la dotazione di circa il 10 per cento rispetto al totale dei componenti del Corpo nazionale Vigili del fuoco.

Vi invito a considerare quale altra amministrazione pubblica o privata abbia incrementato il personale del 10 per cento in un tempo di contrazione della spesa. Questo si è potuto verificare per i Vigili del fuoco, a cui noi assicuriamo, unitamente alle altre forze di polizia, un incremento delle dotazioni dell’equipaggiamento e dell’infrastrutturazione interna (mi riferisco proprio alle dotazioni tecniche e ai mezzi che servono per la loro azione).

Vi è un altro capitolo, più politico, che vorrei chiarire dal mio punto di vista perché aleggia nelle discussioni molto frequentemente, ed è quello dell’andamento della spesa e delle assunzioni in materia di sicurezza.

Ho fatto parte anche di un altro Governo che approvò il decreto n. 78 del 2010 che bloccò il turnover e tagliò la spesa delle Forze dell’ordine.

Il Ministro dell’interno di allora era Maroni, non io che ero alla giustizia ma fui votante, consapevole di quel taglio e parte lesa relativamente alla Polizia Penitenziaria.

Erano tempi di taglio della spesa ma le circostanze della politica e della vita, e anche una certa mia perseveranza, mi hanno dato la possibilità, che io ho colto con grande piacere, di rimediare a quei tagli, di rilanciare gli investimenti in materia di sicurezza e di rilanciare la politica sul personale delle Forze dell’ordine.

Quindi sono vere entrambe le cose: c’è stato un periodo di tagli necessitati dalla crisi economica del drammatico periodo 2010 – 2011 e adesso che le cose vanno un po’ meglio vi è l’affermazione politica della priorità delle Forze dell’ordine relativamente al tema della sicurezza che, a sua volta, è prioritario. Credo di avere detto, dal mio punto di vista, una parola di verità in questo ambito.