IL CO.CE.R. GUARDIA DI FINANZA HA INCONTRATO IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE PROF. GIOVANNI TRIA

Pubblichiamo il documento presentato dal Co.Ce.R. della Guardia di Finanza al Ministro dell’Economia e delle Finanze nel corso dell’incontro tenutosi nella mattinata odierna, nel quale sono state affrontate tematiche che coinvolgono l’intero comparto nonché di particolare interesse per il personale del Corpo.

TESTO DEL DOCUMENTO

COMANDO GENERALE DELLA GUARDIA DI FINANZA

Consiglio Centrale di Rappresentanza

Viale XXI Aprile, 51 – 00162 Roma – Tel 06/44222631 – Fax 06/44222633

 

INCONTRO CON IL SIGNOR MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE PROF. GIOVANNI TRIA

  1. INTRODUZIONE

Siamo convinti che la qualità e la stabilità delle relazioni con l’Autorità politica siano fondamentali per portare avanti le iniziative rivolte al benessere dei finanzieri che rappresentiamo. Quei finanzieri che quotidianamente, come da Lei ricordato in occasione della cerimonia del 244° Anniversario della fondazione del Corpo, affrontano “le molteplici ed impegnative sfide che li attendono con straordinaria professionalità, altissimo senso del dovere e immutato spirito di abnegazione”.

Per questo, avvertiamo la forte esigenza, nel solco di quanto è avvenuto negli ultimi anni, di potersi interfacciare con un interlocutore politico.

Pur comprendendo come il ruolo che riveste il Ministro dell’Economia e delle Finanze nell’ambito di questo tipo di relazioni non sia certo dei più agevoli, visto che nella fase concertativa è chiamato al tempo stesso ad essere interlocutore istituzionale, unitamente agli altri esponenti di Governo e gestore dei conti pubblici, chiediamo dunque che il percorso positivo già avviato venga consolidato ed ulteriormente implementato.

  1. RINNOVO CONTRATTUALE E RIORDINO DEI RUOLI E DELLE CARRIERE

Sono numerose, infatti, le questioni che attengono alla vita lavorativa, al trattamento economico, alle progressioni di carriera ed ai trattamenti pensionistici del personale che rappresentiamo.

Molte di esse sono a fattor comune con le altre Forze di Polizia e la loro risoluzione dipende, senz’altro, da tavoli politici d’interlocuzione molto più ampi; altre, invece, concernono, in modo specifico, la peculiarità del lavoro che i finanzieri svolgono quotidianamente.

Comprendiamo le difficoltà economiche che il Paese sta vivendo, ormai da alcuni anni, ma non possiamo non rilevare come le scelte fatte nel passato quali i ripetuti e gravosi blocchi stipendiali e delle dinamiche salariali per diverse annualità abbiano prodotto significative ripercussioni sulle retribuzioni del personale e sui futuri trattamenti previdenziali.

Il rinnovo contrattuale concluso nel 2018, in ordine al quale non è stata definita la prevista coda contrattuale per fissare le rivalutazioni delle indennità accessorie e definire gli aspetti normativi che dovevano armonizzare o innovare il comparto, dopo circa dieci anni di blocco, non ha soddisfatto appieno le legittime aspettative del personale.

A fine 2018 il contratto di lavoro è scaduto e la legge di bilancio per il 2019, approvata senza la preventiva consultazione di questo Organismo prevista dall’articolo 8 bis del D. Lgs. n.195/1995, non ha visto stanziamenti di risorse adeguate e non svilenti il delicato ruolo che il personale ricopre.

Ancora in termini di risorse finanziarie riteniamo che vada fatto uno sforzo ulteriore anche rispetto a quanto stanziato nella legge di bilancio e nel decreto sicurezza, per integrare e correggere ulteriormente i provvedimenti di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di Polizia come già evidenziato da questo Consiglio in sede di audizione davanti alle Commissione I e IV della Camera e del Senato.

  1. PREVIDENZA

Sul versante previdenziale, il comparto difesa e sicurezza è in attesa ormai da più di vent’anni dell’avvio del secondo pilastro della previdenza, quella complementare, che avrebbe dovuto colmare il detrimento economico derivante dal passaggio del sistema di calcolo con metodo retributivo a quello contributivo. Questa carenza verso coloro che sono al servizio del Paese sta causando seri danni ai trattamenti pensionistici dei militari, soprattutto a coloro che sono stati assunti dopo il 1996. Emerge, dunque, l’urgente necessità di prevedere forme di compensazione che possano colmare il danno economico patito dal personale più anziano e di avviare al più presto la previdenza complementare del comparto per i più giovani.

Ad aggravare la situazione contribuisce anche il differimento e frazionamento del trattamento di fine servizio, misura che andrebbe rimossa nell’ottica di alleviare le difficoltà per coloro che cessano il servizio attivo.

Nel medesimo ambito e tenendo conto dell’elevata età media del personale, confliggente con la funzionalità dell’Amministrazione, riteniamo necessario superare il criterio delle finestre mobili e contenere gli effetti delle aspettative di vita su coloro che maturano i requisiti previsti.

  1. PREMIO ANTIEVASIONE E FONDO DI POTENZIAMENTO

Venendo ai temi che hanno maggiore attinenza al Dicastero da Lei retto, ci preme sottoporre alla sua autorevole attenzione la questione della forte ed oramai non più tollerabile disparità di trattamento tra il personale della Guardia di Finanza e quello civile del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in relazione alle risorse di cui all’articolo 12 del D.L. 28 marzo 1997, n. 79 ed al D.L. 25 giugno 2008, n. 112, destinate al Fondo Assistenza Finanzieri quale “premio antievasione”. Riteniamo, infatti, che il contributo fornito dalla Guardia di Finanza nell’attività di contrasto all’evasione fiscale e di controllo sulla spesa pubblica, con i conseguenti provvedimenti di recupero all’Erario delle somme evase o eluse, nonché di risparmio di spesa, sia di assoluto rilievo e, come tale, meriti maggiore riconoscimento di risorse  in termini percentuali e monetari, da destinare al personale per il tramite del menzionato Fondo Assistenza Finanzieri. Sul punto, in passato era stato assunto un chiaro impegno da parte dei titolari del Dicastero.

Per quanto attiene poi al “fondo di potenziamento” di cui al D.M. 482300 del 28 dicembre 2015, assegnato alla Guardia di Finanza per i servizi necessari al conseguimento dei prioritari obiettivi in materia di lotta all’evasione fiscale ed al controllo della spesa pubblica, si rende necessario implementare le risorse finanziarie a ciò destinate, per garantire il completo pagamento del compenso per lavoro straordinario reso dal personale del Corpo, che negli anni, malgrado la contrazione della forza effettiva, ha sempre garantito il raggiungimento degli obiettivi assegnati.

  1. ASSOCIAZIONISMO PROFESSIONALE A CARATTERE SINDACALE

In conclusione, reputiamo necessario affrontare il tema della sentenza della Corte Costituzionale n.120/2018, che ha sancito il venir meno del divieto per i militari di fondare associazioni professionali a carattere sindacale, consentendone sin da subito la costituzione, con i limiti già previsti per gli organismi della Rappresentanza, nelle more dell’emanazione delle norme che ne regoleranno il funzionamento.

Sotto tale profilo, segnaliamo che la Rappresentanza della Guardia di Finanza aveva rivendicato, al termine delle assise plenarie degli Organismi della Rappresentanza del Corpo di L’Aquila 2008 e Castelporziano 2011, il riconoscimento di strumenti di tutela moderni e coerenti con i trattati internazionali, nella piena consapevolezza del rispetto del dettato costituzionale in tema di libertà dei diritti fondamentali e dell’opportunità di crescita che, senza limitare le prerogative dell’Amministrazione e la sua funzionalità, contribuirà a migliorare sensibilmente il clima lavorativo, con effetti positivi in termini di produttività e sulla qualità del servizio a beneficio della collettività.

Al momento è in corso l’esame parlamentare di due disegni di legge in materia di sindacalizzazione del personale militare. In merito riteniamo che si debba perseguire l’obiettivo di consentire la formazione di sindacati “di mestiere” ovvero costituiti da personale appartenente esclusivamente alla singola Forza Armata o Corpo di Polizia ad ordinamento militare, evitando quindi che si formino aggregazioni sindacali interforze che reputiamo inconciliabili con le specifiche esigenze di tutela del personale. Ricordiamo in particolare la diversa dipendenza del personale della Guardia di Finanza (Ministro dell’Economia e delle Finanze) rispetto a quello delle Forze Armate (Ministro della Difesa), che già di per sé evidenzia l’inopportunità di sindacati “interforze”.

In merito, cogliendo con favore la costituzione, in seno al Comando Generale, di un apposito ufficio dedicato ai rapporti con le organizzazioni sindacali – peraltro il Corpo è l’unica Amministrazione militare ad averlo formalmente istituito – oltre alle preventive autorizzazioni da Lei già concesse alla formazione di sindacati tra il personale della Guardia di Finanza, Le chiediamo, in qualità di Autorità di vertice del Dicastero dell’Economia e delle Finanze, di agevolare l’agibilità sindacale in questo momento transitorio e sostenere il passaggio al nuovo sistema di relazioni sindacali, nella fase di definizione delle norme di competenza del Parlamento.

Roma, 26 febbraio 2019

 

 

 

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