Dopo quelli di Esercito e Carabinieri anche la Finanza ha il suo sindacato. di Francesca Musacchio. Il Tempo – Roma.

03 marzo 2019

Forze Armate Nasce il Sinafi, ma va ancora approvata la legge per disciplinare le rappresentanze. 

La Guardia di Finanza ha un sindacato. Svolta storica all’interno del mondo militare che ieri ha visto la nascita del Sinafi, il Sindacato nazionale finanzieri. Dopo la costituzione delle associazioni di Carabinieri e Esercito prosegue, dunque, il percorso delle forze armate verso una rappresentanza senza limiti che ha avuto il battesimo di fuoco con la sentenza della Corte costituzionale dell’aprile 2018. I problemi, però, non mancano. Al momento, uno dei nodi più spinosi è la legge da approvare proprio per disciplinare la rappresentanza. La Consulta, infatti, si è espressa in favore della possibilità che anche i militari possano avere una vera e propria rappresentanza sindacale parlando di «necessario intervento del legislatore» e dichiarando illegittimo l’articolo 1475, comma 2, del Codice dell’ordinamento militare che ne limitava la possibilità. Il ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, ha firmato il via libera per la costituzione di diverse associazioni ma ancora non è stata approvata una legge per disciplinare i sindacati. Alla Camera sono stati depositati due disegni di legge, di cui uno presentato dalla capogruppo del M5S in Commissione Difesa, Emanuela Corda, e l’altro dall’esponente di Forza Italia Maria Tripodi. Entrambi i disegni di legge, però, al momento non sembrano convincere i rappresentanti delle forze armate perché «minano la funzionalità del sindacato con una serie di divieti che non appartengono alla libertà appunto dei sindacati». Tra gli esempi portati a supporto di questa tesi, il mondo militare cita il divieto di sciopero e quello di associarsi alle confederazioni nazionali. Temi su cui è intervenuto anche il segretario Confederale Cisl, Ignazio Ganga, presente ieri alla costituzione del Sinafi. «Non meno importante riteniamo sia il tema della materie da includere nella contrattazione e le regole della rappresentanza – ha detto – Nel vostro specifico ci sembra che i temi esclusi dalla possibile competenza sindacale siano ancora eccessivi. Pensiamo ai contenuti dell’ordinamento, dell’addestramento, del rapporto gerarchico funzionale, dell’impiego del personale etc. Materie che riteniamo debbano essere iscritte fra quelle oggetto di confronto fra le parti allo scopo di contribuire a rendere il processo negoziale più rispondente alle necessità del personale militare da tutelare professionalmente». Inoltre, da qui all’approvazione di una legge che disciplini i sindacati per le forze armate, coesisteranno Cocer e associazioni sindacali con limitazioni per i secondi che non potranno, ad esempio, sedere ai tavoli di contrattazione con la funzione pubblica. I militari, infatti, chiedono «sindacati liberi e svincolati dalle logiche verticistiche sul modello della polizia, con regole precise sulla rappresentanza senza limiti». Un problema, quello della rappresentanza, che colpisce anche il Corpo forestale dopo l’assorbimento nell’Arma dei Carabinieri. Il Sim, il sindacato dei carabinieri, il primo nell’ambito delle forze armate, nelle scorse settimane ha presentato la sua squadra. Presidente Sergio De Caprio, il capitano Ultimo. Già nella prima fase Sim potrebbe superare 8.000 tesseramenti. Ma ieri è stata la giornata della Guardia di Finanza. Eliseo Taverna, già delegato Cocer, è stato eletto segretario generale del Sinafì. «Oggi è stata una giornata epocale che ha visto circa 150 appartenenti alla GdF, provenienti da tutte le regioni d’Italia partecipare alla costituzione del Sinafi – ha detto Taverna. II nostro sarà un sindacato non corporativo, che oltre a guardare gli interessi prioritari dei finanzieri, non perderà mai di vista gli interessi della collettività e saprà trovare il giusto equilibrio tra i diritti ed i doveri degli operatori. Sono fermamente convinto, peraltro, che questo processo di democratizzazione nel mondo militare e nella GdF contribuirà ad elevare la fiducia che i cittadini ripongono nei corpi di Polizia».

Articolo Il Tempo

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