E’ morto Carrer, criminologo e fra i massimi esperti di polizia. di Marco Preve – da Repubblica.it

12 novembre 2018

Si era occupato del “malessere” fra le divise e dei rapporti fra Ps e politica

Il suo nome al grande pubblico non dirà probabilmente molto ma la scomparsa di Francesco Carrer, criminologo, esperto del Consiglio d’Europa e consulente del Censis, priva l’Italia di uno dei massimi esperti di polizia, intesa sia come politiche relative alla criminalità che come capacità di analisi  del livello di democrazia interno alla Ps.
Carrer è morto sabato pomeriggio all’ospedale San Martino dove  era ricoverato e il suo funerale si terrà domani, martedì, alle 11.30 nella stessa chiesa dell’ospedale.
Carrer ha scritto numerosi testi scientifici ma i suoi lavori avevano spesso un respiro che assai più ampio, servivano a scoprire fenomeni criminali e a capire le dinamiche interne della polizia. Pur avendo lavorato e collaborato con numerosi sindacati e con varie strutture del Viminale, e pur avendo rapporti di amicizia con  alcuni dirigenti, il suo spirito critico non era mai venuto meno. Tra i suoi lavori più recenti sul malessere dei “commissari” e poi sullo stress e il burnout nei lavoratori in divisa. Grande sostenitore della riforma del 1981 sulla smilitarizzazione della polizia, nei suoi testi sottolineava come il corpo negli anni si fosse reso sempre più dipendente dalla politica.
Sui fenomeni criminali ha scritto di ‘ndrangheta e fu tra i primi ad occuparsi del commercio di merci falsificate, studiando in particolare la situazione di Ventimiglia. Era membro di importanti istituzioni che studiavano la sicurezza e le politiche di prevenzione e repressione dei diversi stati europei.

Fonte: https://genova.repubblica.it/cronaca/2018/11/12/news/e_morto_carrer_criminologo_e_fra_i_massimi_esperti_di_polizia-211484281/?ref=search&refresh_ce

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Per meglio ricordare la figura di Francesco Carrer, piace citare un passaggio nella prefazione del libro scritto insieme a Sergio Garbarino “Lavorare in Polizia: Stress e burnout”, edito da Franco Angeli:

“””La descrizione delle realtà professionali delle Forze di Polizia, la complessità dei compiti e l’eterogeneità dei rapporti personali con l’insieme dei cittadini, oltre che il continuo sforzo per adeguare alle necessità contingenti la formazione del personale e gli equipaggiamenti di cui questo è dotato, fanno comprendere a chi legge la delicatezza e le difficoltà del lavoro dell’operatore di polizia e la necessità che questi possa svolgerlo con le più ampie tutele possibili. La possibilità di gestire persone maggiormente consapevoli delle proprie capacità e dei propri limiti, più tutelate nella propria attività quotidiana rappresenta un’importante svolta culturale e può costituire un ulteriore strumento di crescita nel difficile processo di costruzione di una Polizia civile e democratica al servizio di una comunità sempre più dinamica ed eterogenea. Per raggiungere questo obiettivo è fondamentale, come viene sottolineato nel libro, un’attenta azione di supporto preventiva e terapeutica rispetto ai primi segnali d’allarme. Gli strumenti per contrastare lo “stress” sono già disponibili ma deve crescere la sensibilizzazione al problema a tutti i livelli. Se siamo consapevoli che il personale di Polizia – anche per l’impegno e la professionalità quotidianamente espresse al servizio dei cittadini – rappresenta l’insostituibile capitale umano di questa Organizzazione, soprattutto in un periodo come quello attuale, caratterizzato da una razionalizzazione delle spese del settore pubblico, allora questo contributo può rappresentare per tutti coloro che rivestono responsabilità all’interno delle Forze di Polizia, della loro organizzazione e delle loro modalità di lavoro, un ulteriore stimolo per la tutela del personale, per un miglioramento del servizio assicurato alla comunità e per un significativo ulteriore risparmio delle risorse pubbliche”””.

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