Disservizi nella fornitura di riscaldamento ad alloggi del personale militare a Taranto. In IV Commissione Difesa del Senato il sottosegretario Gioacchino ALFANO risponde ad una interrogazione parlamentare, rilevando che “la Difesa ha provveduto ad assegnare alla Marina una quota parte dei fondi necessari ai pagamenti” e che si sta valutando anche “l’incremento dell’utilizzo di fonti di energia alternative, mediante l’utilizzo di pannelli fotovoltaici”.

Nella seduta n. 114 di oggi 12 febbraio 2015 della IV Commissione Difesa del Senato il sottosegretario Gioacchino ALFANO ha dato risposta all’interrogazione parlamentare n.3/01551 nella quale si chiedevano ragioni di un disservizio che aveva coinvolto la Marina Militare di Taranto.

Si tratta della nota vicenda, di cui avevamo dato notizia con la pubblicazione di un articolo apparso sul “FattoQuotidiano” del 02 gennaio 2015 (Clicca qui per la notizia completa), relativa al fatto che più di cento famiglie, di pensionati e militari in servizio che abitano gli appartamenti delle palazzine sopra la Base Navale di Taranto erano rimaste per settimane senza riscaldamento, nonostante avessero regolarmente pagato quanto dovuto per le utenze ogni mese insieme all’affitto, a causa di inadempienze nei pagamenti delle bollette da parte dei Comandi e degli enti della giurisdizione Marina sud.

Nella menzionata interrogazione si chiedeva al Ministro della Difesa:

  • se non intenda verificare le cause dei mancanti pagamenti da parte dell’ente deputato e quali iniziative intenda intraprendere nell’ambito delle proprie attribuzioni, affinché non abbiano a ripetersi ulteriori disagi nella fornitura di tutti i servizi primari destinati ai cittadini coinvolti”;
  • se risulti a quanto ammonti l’eventuale debito residuo del Genio della Marina militare nei confronti del fornitore e in quanto tempo l’ente deputato al pagamento intenda rientrare da tale debito”.

Nella risposta fornita, il Sottosegretario ha, in particolare, evidenziato che:

  • il distacco dalla rete di distribuzione eseguito dalla società ENEL Energia “è stato motivato dall’azienda a seguito di una situazione di morosità sui pagamenti delle forniture di energia elettrice e gas delle infrastrutture dei Comandi e degli enti della giurisdizione Marina sud”;
  • non potendo interrompere le forniture primarie (come quelle relative, ad esempio, al funzionamento di radar ed apparati elettronici), l’azienda ha agito su quelle di natura meno essenziale (come quelle degli alloggi militari)”;
  • i singoli utentinon hanno responsabilità nella vicenda, in quanto hanno proceduto a versare all’Amministrazione della Difesa (unico organo titolato ad effettuare il pagamento alla ditta), le somme dovute”;
  • per sanare il problema la Difesa “ha provveduto ad assegnare alla Marina una quota parte dei fondi necessari ai pagamenti: lo scorso dicembre è già stato possibile effettuare il pagamento di un primo acconto di 1,6 milioni di euro, facendo permanere un’esposizione debitoria residua di 292.613,83 euro”;
  • sulla situazione hanno anche inciso le necessità di rimodulazione della spesa imposte dalle ristrettezze di bilancio, e che la Difesa sta valutando, in linea generale, anche l’incremento dell’utilizzo di fonti di energia alternative, mediante l’utilizzo di pannelli fotovoltaici”.

L’interrogante, Vicenzo Santangelo (M5S), si è dichiarato insoddisfatto delle delucidazioni ricevute.

Ancora una volta i tagli “dissennati” alle risorse delle Amministrazioni del comparto si ripercuotono su chi assicura loro un regolare funzionamento, siano essi le società che forniscono beni e servizi (creditrici di somme anche considerevoli per tempi lunghissimi) sia il personale amministrato e le loro famiglie che nella circostanza, come correttamente evidenziato, non hanno mai avuto alcuna responsabilità nella vicenda.

Commento di Alessandro Margiotta