Disegno di legge di Stabilità 2015: La I Commissione Affari costituzionali, Presidenza del Consiglio e Interni ricorda al Governo che il blocco stipendiale del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico aveva “carattere de tutto eccezionale e provvisorio” e chiede che venga chiarito quindi l’ambito soggettivo di applicazione della norma di cui all’art. 21 – comma 3.

Si sta ormai formando in sede consultiva nelle Commissioni parlamentari (I e IV) l’esigenza di “impegnare” il Governo sul tema dello sblocco stipendiale del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico. E’ infatti ormai sufficientemente evidente come si debba chiarire definitivamente che a partire dal 1° gennaio 2015 le retribuzioni del comparto riprenderanno il loro corso normale, interrotto sin dal 1° gennaio 2011, pur senza riconoscimento di emolumenti arretrati.

Difatti, pur essendo state date ripetute assicurazioni in tal senso da esponenti politici e di Governo e pur essendo stato inserito lo sblocco all’interno del comma 3 dell’articolo 21 del Disegno di Legge di Stabilità 2015, permangono ancora alcune “diffidenze”, in parte dovute alla cripticità del linguaggio tecnico-normativo ed in parte alle rigidità dimostrate dal Presidente del Consiglio dei Ministri su ogni richiesta di integrazione o modifica di provvedimenti governativi.

Auspichiamo ora che il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i membri del suo Governo vogliano tener conto del parere consultivo formatosi nelle Commissioni parlamentari, adeguatamente sostenuto da diversi deputati e senatori dei partiti di maggioranza che sostengono l’Esecutivo, confermando definitivamente le rassicurazioni formulate in proposito ed accogliendo le richieste di modifica del testo di legge che dovrà essere valutato dall’Assemblea il prossimo 24 novembre, con particolare riferimento all’articolo 21 – comma 3 – in maniera tale che siano risolutivamente fugati dubbi interpretativi e vengano ripristinati con assoluta certezza i meccanismi retributivi del personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico.

Dopo gli interventi della V Commissione Bilancio (http://www.sicurezzacgs.it/disegno-legge-stabilita-2015-stralciate-disposizioni-in-materia-rappresentanza-militare-dichiarazioni-presidendete-iv-commissione-difesa-elio-vito/) e della IV Commissione Difesa (http://www.sicurezzacgs.it/disegno-legge-stabilita-2015-in-iv-commissione-difesa-sottosegretario-gioacchino-alfano-assicura-sblocco-trattamento-economico-personale-comparto-decorrere-dal-1-genna/), ora anche la I Commissione Affari costituzionali, Presidenza del Consiglio e Interni, nelle sedute del 4 e 5 novembre 2014, ricorda al Governo che “il blocco della contrattazione nel pubblico impiego, per la parte economica, è operante dal 2010 e che le Commissioni riunite I e XI, lo scorso anno, in sede di esame dell’atto del Governo n. 9 recante lo schema di regolamento di proroga della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti per il 2014 (decreto del Presidente della Repubblica n. 122 del 2013) aveva posto una condizione in cui si chiedeva al Governo di tenere conto del fatto che «le misure adottate devono avere un carattere del tutto eccezionale e provvisorio rendendo, per il futuro, non ipotizzabile un ulteriore allungamento temporale, che rischierebbe di trasformare un intervento che doveva essere una tantum e limitato nel tempo in una vera e propria deroga al meccanismo medesimo, da valutare attentamente rispetto alle previsioni costituzionali, con particolare riguardo a quelle recate dagli articoli 3, 36, 39 e 97 della Costituzione»”.

La stessa Commissione ha inoltre evidenziato come occorra a questo punto “indicare in maniera puntuale l’ambito soggettivo di applicazione della norma” sullo sblocco stipendiale.

Commento di Alessandro Margiotta