Disegno di Legge A.S. 1307 (abbinati A.S. 803 – A.S. 1337 e A.S. 1412) – Disposizioni in materia di identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine che espletano attività di ordine pubblico. Chiesto un coinvolgimento delle Forze dell’ordine al fine di condividere possibili soluzioni. Il Governo preannuncia un proprio disegno di legge in materia di sicurezza urbana.

Commento di Alessandro Margiotta*

Il 13 marzo 2015 vi avevo aggiornati sul prosieguo dell’esame congiunto, con rinvio, del disegno di legge a.s. 1307 in materia di identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine che espletano attività di ordine pubblico (Clicca qui per il contenuto).

Rammento che si tratta di un disegno di legge con il quale si propone che il personale di tutti i ruoli e gradi che svolge mansioni di ordine pubblico, che per particolari ragioni di servizio sia stato autorizzato a non utilizzare la divisa, sia obbligato ad indossare indumenti che lo identifichino chiaramente, anche a distanza, come appartenente ad un Corpo di polizia. La stessa proposta prevede che il casco di protezione e le divise indossati dal personale delle Forze di polizia debbano riportare un codice alfanumerico, visibile a distanza, finalizzato a consentire l’immediata identificazione dell’operatore.

Nelle sedute del 10 ed 11 marzo 2015 il sottosegretario PIZZETTI aveva chiesto il rinvio dell’esame del disegno di legge e connessi, in quanto il Ministero dell’interno aveva manifestato l’esigenza di compiere ulteriori approfondimenti, prima di formalizzare le proprie proposte emendative; rinvio al quale si era opposta la senatrice DE PETRIS (Misto-SEL) che aveva ritenuto inopportuno rinviare ulteriormente l’esame di disegni di legge che erano ormai in una fase di avanzata trattazione in Commissione.

Analoga richiesta di rinvio era stata formulata dal il vice ministro BUBBICO, in attesa del completamento dei lavori di approfondimento da parte del Ministero dell’interno.

Dal dibattito era comunque emersa ancora una volta la necessità, prospettata da più parti e condivisa dal Governo, di contemperare entrambe le esigenze: il riconoscimento della responsabilità personale dei cittadini e di quella degli stessi agenti di polizia e, al tempo stesso, la tutela dell’incolumità degli appartenenti alle forze dell’ordine impegnati nello svolgimento dei loro compiti istituzionali.

L’esame dei disegni di legge era stato quindi rinviato.

Nella seduta n. 256 del 26 marzo 2015 è quindi proseguito l’esame dei disegni di legge.

Nel corso della stessa seduta il ministro dell’interno ALFANO:

  • ha ringraziato la Commissione “per la particolare sensibilità dimostrata nell’attendere un intervento del Governo prima di proseguire l’esame del provvedimento in materia di identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine”;
  • sottolineato l’importanza “del tema del diritto della sicurezza dei cittadini in occasione di manifestazioni pubbliche” e riconosciuto “quale compito indispensabile dello Stato l’ascolto delle richieste che provengono dalle manifestazioni di piazza, a tutela delle legittime istanze di democrazia”;
  • si è soffermato “sulle soluzioni attuate negli altri Stati europei: alcuni ordinamenti adottano codici identificativi personali, altri ricorrono a un codice di reparto, altri ancora non prevedono l’utilizzazione di alcun codice”;
  • informato la Commissione che il Governo “sta elaborando un disegno di legge in materia di sicurezza urbana, volto a incrementare il sistema di difesa dei centri storici e delle periferie, in vista dei prossimi grandi eventi, quali l’Expo che avrà luogo a Milano e il Giubileo straordinario. Tra i principi cardine di questo provvedimento vi è la sicurezza integrata, ovvero la previsione di una maggiore collaborazione tra Stato ed enti locali. In particolare, saranno definiti i poteri dei sindaci in materia e sarà favorito il raccordo sul territorio con i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza. Parimenti saranno introdotte norme più severe per contrastare il degrado urbano e difendere i centri storici da azioni criminose. Tale piano di intervento investe le modalità di azione sul territorio, prevedendo anche un rafforzamento della cooperazione tra le forze di polizia. In questa ottica sarebbe auspicabile l’avvio di un’analisi organica della materia che potesse includere anche i disegni di legge attualmente all’esame della Commissione”;
  • concluso “assicurando che il disegno di legge in materia di sicurezza urbana sarà presentato alle Camere in tempi congrui”.

E’ quindi intervenuto nel dibattito il senatore ZANDA (PD), il quale ha:

  • ricordato che “il disegno di legge adottato dalla Commissione quale testo base è stato proposto da un gruppo parlamentare di opposizione e perciò merita particolare riguardo”;
  • richiamato “l’esigenza primaria che tutti siano sempre riconoscibili, comprese le forze dell’ordine”;
  • ritenuto “necessario tenere in debito conto anche il principio della necessaria identificabilità di chi manifesta, principio che troppo spesso risulta violato durante lo svolgimento di manifestazioni pubbliche”;
  • valutata la esposizione alla quale sono soggetti gli esponenti delle forze dell’ordine, chiamati a difendere la legalità, ritenuto “opportuno favorire un coinvolgimento dei soggetti interessati dal provvedimento, al fine di condividere con questi la soluzione, nella convinzione che le forze dell’ordine debbano avere necessariamente un rapporto positivo con lo Stato”;
  • concluso prendendo atto con favore “dell’intento del Governo di confrontarsi con il Parlamento su questo tema, meritevole, a suo avviso, di un adeguato inquadramento”.

Il senatore GASPARRI (FI-PdL XVII) ha quindi:

  • espresso “valutazioni molto critiche in merito all’adozione di codici identificativi per gli agenti di polizia”;
  • richiamato “l’attenzione della Commissione sulle ripetute violazioni della normativa vigente da parte dei manifestanti”;
  • ritenuto quindi non necessario “un intervento legislativo in materia”;
  • chiesto “lo stato del provvedimento allo studio del Ministero dell’interno in materia di ordine pubblico, con particolare riguardo ai sistemi oggettivi per svolgere accertamenti e identificazioni”;
  • chiesto anche “se il tema delle regole d’ingaggio rientri nel provvedimento del Governo appena annunciato”;
  • ricordato “altri temi, quali gli organici delle forze di polizia e le risorse economiche che, pur incidendo in modo significativo sulla gestione della sicurezza pubblica, rientrano in un più ampio ambito di discussione”.

Il senatore AUGELLO (AP (NCD-UDC)) ha:

  • espresso “contrarietà al provvedimento in esame, rilevando come questo non possa rientrare tra le priorità dell’attività parlamentare”;
  • ritenuto, da un punto di vista tecnico, che “questa materia debba essere disciplinata per via regolamentare”;
  • auspicato “l’inizio di un confronto più ampio, volto a verificare la possibilità di acquisire il consenso degli stessi operatori di polizia in vista di una nuova disciplina”.

La senatrice DE PETRIS (Misto-SEL), intervenendo nel dibattito ha:

  • precisato “che i contrassegni identificativi sulla divisa e il casco del personale di Polizia in servizio di ordine pubblico consentono l’individuazione dell’identità degli operatori soltanto ai funzionari di Polizia e non equivalgono a un’indicazione nominativa”;
  • richiamato “l’opportunità di applicare anche in Italia le indicazioni sull’identificazione degli agenti di polizia contenute negli standard del Consiglio d’Europa, quali il Codice europeo sull’etica di polizia”;
  • ricordato come, in riferimento al tema della frequente impossibilità di identificare i partecipanti a manifestazioni di piazza, “la normativa vigente preveda già il divieto di indossare caschi, maschere o altri mezzi di travisamento”;
  • ritenuto invece “necessario introdurre delle modalità di individuazione dei singoli esponenti delle forze dell’ordine che, se necessario, tutelino quanti tra di loro svolgono il proprio dovere assumendo comportamenti conformi alle norme e alle circostanze”;
  • concluso dichiarandosi “favorevole ad avviare una sessione di discussione sul tema, ma non a trasferire le norme sui codici identificativi in un altro provvedimento”, valutando poi “positivamente un intervento del Governo in materia di sicurezza urbana, alla luce della difficile situazione, più volte denunciata, in cui versano molte grandi città”.

Il senatore MAZZONI (FI-PdL XVII), nel condividere le osservazioni del senatore Gasparri, ha:

  • ritenuto “irragionevole un intervento normativo volto a introdurre strumenti di identificazione degli appartenenti alle forze dell’ordine, senza agire contestualmente, con un adeguato apparato sanzionatorio, per prevenire i comportamenti illegali – e talvolta eversivi – di quanti approfittano delle manifestazioni pubbliche per alimentare il disordine”;
  • evidenziato come il contenuto delle proposte appaia, a suo avviso, “sproporzionato allo scopo che esse intendono perseguire. I casi di abusi sono infatti eccezionali, mentre è di assoluta evidenza che le forze di polizia sono spesso sottoposte a forti pressioni emotive, soprattutto quando operano in contesti difficili, spesso con risorse umane e materiali insufficienti”;
  • reputato “prioritario garantire la massima tutela a tutto il personale che opera per la sicurezza dei cittadini”.

Il senatore VOLPI (LN-Aut) ha quindi:

  • ritento che la materia presenti “aspetti di competenza del Ministero della giustizia, che non possono essere sottovalutati e che richiedono opportuni coordinamenti, soprattutto per i profili penalistici”;
  • formulato “riserva di esprimere i propri orientamenti in materia”, avanzando comunque “profonde riserve su alcuni aspetti dei disegni di legge all’esame e sulla ratio ad essi sottesa”;
  • rappresentato di comprendere “l’esigenza del Governo di discutere le questioni riguardanti gli strumenti identificativi delle forze dell’ordine all’interno di una più organica definizione della materia della sicurezza urbana”, ma di condividere “la posizione che la senatrice De Petris ha espresso quanto al metodo di trattazione dei diversi argomenti, ritenendo anch’egli opportuno distinguere l’oggetto specifico dei disegni di legge dai temi più generali richiamati dal Ministro nel suo intervento, che potranno essere trattati quando sarà presentato alle Camere il disegno di legge d’iniziativa governativa”;
  • ritenuto la trattazione dei disegni di legge “necessaria anche per il rispetto dovuto alle prerogative di un gruppo di opposizione, che ha esercitato una facoltà prevista dal Regolamento e che non dovrebbe essere frustrata.

Il senatore CAMPANELLA (Misto-ILC), intervenendo nel dibattito, ha:

  • rappresentato di temere “che la proposta avanzata dal Ministro, volta a trattare la questione all’interno di un più ampio contesto di riforma riguardante la sicurezza urbana, possa determinare un rinvio della discussione, suscettibile di frustrare la necessità di definire, in tempi congrui, una materia a suo avviso urgente”;
  • ritenuto “opportuna una soluzione normativa adeguata, per identificare gli appartenenti alle forze dell’ordine che abusano degli strumenti di contenimento dei manifestanti. Tale urgenza nasce, in primo luogo, dalla necessità di tutelare la componente maggioritaria degli operatori della sicurezza, che svolge le proprie funzioni nel pieno rispetto della legalità. In secondo luogo, occorre garantire a tutti i cittadini la libertà e la serenità di partecipare alla manifestazioni, espressione, per altro, di un fondamentale diritto costituzionale”;
  • espresso la propria non condivisione del rischio, paventato da alcuni, “che gli strumenti identificativi possano compromettere la sicurezza degli appartenenti alle forze dell’ordine, dal momento che si tratta di mezzi ad esclusivo uso degli operatori stessi e non suscettibili di rendere pubblica l’identità dell’agente”;
  • auspicato “la trattazione possa svolgersi speditamente e che si giunga ad una soluzione quanto più possibile condivisa”.

Il relatore CRIMI (M5S), dopo aver ringraziato il ministro Alfano e i senatori intervenuti nel dibattito, ha:

  • ritenuto “che una discussione generale sul tema della sicurezza urbana, al momento della presentazione del disegno di legge d’iniziativa governativa in materia, possa ricomprendere molte questioni tra loro profondamente connesse e certamente può essere condivisa in quella sede la scelta di discutere contestualmente anche i provvedimenti oggi all’attenzione della Commissione”;
  • ritenuto però “che i disegni di legge in materia di identificativi delle forze dell’ordine presentino comunque un profilo specifico, che meriti una trattazione separata rispetto agli altri temi relativi alla sicurezza pubblica. Soprattutto presentano un carattere di assoluta urgenza, per ragioni legate alla stessa necessità di tutelare il lavoro svolto dalle forze dell’ordine nel rispetto della legalità”;
  • ricordato che “già la normativa vigente prevede obblighi, per tutto il personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, di dotarsi di un badge di riconoscimento”;
  • proposto, dal momento che l’esame in Commissione è in una fase avanzata, “di concludere la fase referente, votando gli emendamenti sui quali peraltro anche il rappresentante del Governo ha espresso il proprio parere”;
  • ritenuto che l’esame in Assemblea “potrà semmai svolgersi contestualmente, seppur in forme distinte, a quello del disegno di legge d’iniziativa governativa in materia di sicurezza urbana, di cui il Ministro ha annunciato la presentazione alle Camere in tempi rapidi”.

Il senatore CALDEROLI (LN-Aut), ha ricordato “che la Commissione era in attesa dell’annunciata presentazione, da parte del Governo, di alcuni emendamenti. Dal momento che, come sembra trasparire dall’intervento del Ministro, il Governo non presenterà alcun emendamento, ritiene che la Commissione possa riprendere l’esame e concluderlo in tempi rapidi”.

Il ministro ALFANO, ringraziando per lo spirito costruttivo emerso in modo condiviso nel dibattito, ha ribadito la posizione del Governo circa la “necessità che il tema oggetto dei disegni di legge sia affrontato più compiutamente nell’ambito della discussione sulla sicurezza urbana, in considerazione dell’imminente presentazione di un disegno di legge governativo in materia”, rimettendosi in ogni caso “alle determinazioni della Commissione qualora emerga un orientamento maggioritario per la conclusione dell’esame in sede referente”.

La Presidente FINOCCHIARO, in considerazione dell’intervento del ministro Alfano e tenuto conto del dibattito svolto, ha proposto di “sospendere l’esame dei disegni di legge, in attesa della presentazione, da parte del Governo, di un proprio disegno di legge in materia di sicurezza urbana che, come annunciato, sarà trasmesso alle Camere in tempi congrui. La trattazione dei disegni di legge in materia dei identificazione degli appartenenti alle forze dell’ordine riprenderà contestualmente all’inizio dell’esame del disegno di legge d’iniziativa governativa, con l’intesa che i procedimenti resteranno comunque distinti”.

La Commissione ha convenuto sulla sospensione ed il seguito dell’esame congiunto è stato quindi rinviato.

Non posso che valutare con favore la richiesta di coinvolgimento delle Forze dell’ordine nella ricerca di possibili soluzioni condivise, frutto della considerazione che gli operatori del comparto sono da sempre chiamati in primo piano a difendere la legalità e come tali sarebbero legittimati ad esprimere proprie valutazioni sulla disciplina che si intende introdurre in materia di identificazione degli agenti impiegati in servizi di ordine pubblico.

Parimenti, non posso non condividere l’accento posto, in sede di discussione, sul fatto che i casi di abusi da parte degli agenti, per altro sottoposti a forti pressioni emotive, sono del tutto eccezionali e si inseriscono in un quadro di profonda crisi di organici e di risorse economiche che incidono profondamente sulla gestione della sicurezza pubblica, come tali meritevoli di altrettanta attenzione e volontà di celere soluzione.

Ulteriori valutazioni potranno quindi essere formulate quando sarà possibile comparare le iniziative legislative in atto in tema di identificazione e preannunciate dal Governo in materia di sicurezza urbana, onde verificare che realmente si voglia perseguire l’obiettivo di un giusto contemperamento tra le due esigenze emergenti dal dibattito in corso: il riconoscimento della responsabilità personale dei cittadini e di quella degli stessi agenti di polizia e, al tempo stesso, la tutela dell’incolumità degli appartenenti alle forze dell’ordine impegnati nello svolgimento dei loro compiti istituzionali.

*Alessandro Margiotta

– Delegato Cobar Emilia Romagna e Coir Italia Centro Settentrionale

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