Il differimento dell’erogazione del TFR ai pubblici dipendenti approda alla Consulta.

Il 12 Aprile u.s. il Tribunale di Roma, al quale un iscritto del sindacato Confsal-Unsa si e’ rivolto, ha sollevato questione di legittimita’ costituzionale dinanzi alle Corte Costituzionale,  ritenendo la norma del “Salva Italia” attuata dal Governo Monti nel 2011 – che in modo sistemico e duraturo ha stabilito un periodo di 36 mesi per l’erogazione del TFR, in piu’ tranche, ai dipendenti pubblici che lasciano il lavoro attivo – in contrasto con la Costituzione.

I Giudici del Tribunale del Lavoro di Roma hanno ritenuto, in pratica, in forza delle analoghe motivazioni contenute nel provvedimento emesso dall’alta Corte sull’illegittimita’ del blocco dei contratti del pubblico impiego, con sentenza 178/2015, che tali misure possono essere legittime solo qualora disposte in un momento di particolare crisi economica del Paese, ma in un arco temporale ben definito e limitato e non in modo permanente e duraturo.

Per queste ragioni il Tribunale di Roma ha sollevato la questione di legittimita’ costituzionale dinanzi all’alta Corte, che dovra’ pronunciarsi al riguardo.

Associazione Sicurezza Cum Grano Salis

Fonte: articolo realizzato utilizzando notizie acquisite dal sito della CONFSAL-UNSA

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