Decreto Legge 20 febbraio 2017, n. 14. Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città. Prosegue l’esame in I Commissione del Senato.

Nella riunione n. 474 del 06 aprile 2017 della I Commissione permanente del Senato è iniziato l’esame della legge di conversione del Decreto Legge 20 febbraio 2017 n. 14 con il quale sono state emanate in materia di sicurezza urbana, dopo le modifiche apportate in sede di esame presso la Camera dei Deputati.

Nel corso della riunione:

  • il senatore CANDIANI (LN-Aut) ha in particolare dichiarato di condividere alcune delle finalità del provvedimento, il quale – a suo avviso – propone soluzioni da tempo individuate dalla Lega come idonee a promuovere la sicurezza urbana, soprattutto nei contesti più critici ed ha poi rappresentato di ritenere che, con riferimento ai poteri del Sindaco in qualità di ufficiale di Governo, il decreto-legge presenti alcune carenze, in quanto non idoneo a valorizzare adeguatamente la funzione del Sindaco, che invece riveste un ruolo centrale nel controllo della sicurezza della sua città, soprattutto perché ne conosce il territorio e le relative dinamiche sociali;
  • la senatrice LO MORO (Art.1-MDP), nel rilevare preliminarmente che i termini di scadenza per la conversione in legge del decreto non consentiranno di apportare al testo le modificazione necessarie, ha soprattutto rappresentato di ritenere che alcune misure si limitano a riproporre strumenti di natura repressiva e preventiva già presenti nell’ordinamento, seppur con uno sforzo di maggiore compiutezza, e che il tema della sicurezza urbana deve essere affrontato attraverso un adeguato bilanciamento di interessi e di valori. Coloro che possono essere considerati elemento di disturbo per la tenuta sociale di un determinato contesto  meritano in ogni caso attenzione, rispetto e soprattutto aiuto, per la condizione di emarginazione nelle quali si trovano. A suo avviso, inoltre, la scelta legislativa compiuta presenta spiccati caratteri di antigiuridicità ed è palesemente illegittima, soprattutto nella parte in cui l’adozione della misura è consentita in presenza di fatti oggettivi, senza alcun affidamento alla libera valutazione del giudice;
  • la senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL) ha in particolar modo manifestato la propria contrarietà ai contenuti del provvedimento, motivandola, in primo luogo, con il fatto che esso sembra non cogliere quali siano le reali esigenze e i più profondi bisogni delle comunità locali, come pure le difficoltà che quotidianamente affrontano gli amministratori. La stessa senatrice ha poi evidenziato come, a suo parere, le esigenze di sicurezza urbana non richiedono tanto misure di carattere preventivo e punitivo, quanto azioni positive, dirette a rimuovere le cause che determinano i fenomeni di marginalità sociale, e come il potere di ordinanza presenti rischi di possibili abusi di uno strumento che, per la sua particolare natura, appare difficilmente impugnabile e che presenta possibili profili di illegittimità, dal momento che a un’autorità amministrativa sono attribuiti poteri incidenti sulla libertà personale dei cittadini senza adeguate garanzie;
  • il senatore CRIMI (M5S) ha principalmente espresso riserve e perplessità sui contenuti del decreto-legge, in particolare segnalando come permanga irrisolta una questione di assoluto rilievo, ovvero la mancata equiparazione tra la polizia locale e le altre forze di polizia, nonostante la sostanziale omogeneità delle funzioni svolte, tra tutte le disposizioni del decreto, ha valutato positivamente solo la norma,  introdotta dalla Camera dei deputati, che ha ripristinato l’equo indirizzo per la causa di servizio in favore della polizia locale;
  • la senatrice BERNINI (FI-PdL XVII), ha prima di tutto ritenuto che alcune misure, fortemente enfatizzate dal Governo, con particolare riguardo ai patti per l’attuazione della sicurezza urbana, appaiono ormai strumenti non più innovativi, anche perché conosciuti e sperimentati ormai da molti anni. Inoltre, alcune disposizioni presenterebbero un carattere meramente programmatico, pure dichiarazioni di intenti che, seppur condivisibili, non hanno alcuna capacità di incidere sull’ordinamento, in quanto risultano prive di precettività e cogenza, oltre che non adeguatamente accompagnate da idonee coperture finanziarie. La senatrice ha poi rappresentato come, a suo parere, sarebbe stato necessario piuttosto intervenire con misure a sostegno delle forze di polizia, tenendo conto dell’impegno ad esse richiesto non solo per garantire la sicurezza del territorio, ma anche nell’ambito dei procedimenti di identificazione degli immigrati;
  • il senatore ENDRIZZI (M5S) ha prioritariamente rilevato una profonda contraddizione tra i principi enunciati e gli strumenti previsti nel decreto-legge, che sembra orientato a finalità di carattere preventivo e punitivo, allo scopo di contrastare il degrado urbano in quanto foriero di ulteriore degrado. In realtà, lo strumento più idoneo per risolvere i problemi che assillano i centri urbani consiste, a suo avviso, nel porre in essere un’ampia e articolata azione pedagogica e informativa, incentivando comportamenti virtuosi, ed in tale contesto, ai sindaci dovrebbero essere forniti gli strumenti per realizzare politiche di coesione sociale e culturale, anche con il coinvolgimento delle associazioni impegnate nel territorio;
  • il senatore CALDEROLI (LN-Aut) ha segnalato la recente emanazione di una circolare dell’Agenzia delle entrate, volta a tassare l’installazione di strumenti di videosorveglianza pubblici, in tal modo aggravando gli oneri fiscali a carico delle amministrazioni locali, per la realizzazione di interventi che il decreto-legge in esame configura come obbligatori. In proposito, ha reputato opportuno che il Governo si impegni ad assumere un orientamento coerente su questo tema;
  • il relatore PAGLIARI (PD), nel preannunciare di non voler presentare alcun emendamento, ha comunicato che anche il Governo non intende presentare proposte emendative, assicurando che verrà posta la massima attenzione agli ordini del giorno che saranno presentati nel corso dell’esame.

Il seguito dell’esame è stato quindi rinviato.

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