Contratto di lavoro comparto difesa e sicurezza:Niente proiezioni economiche certe ed ancora tante incertezze.

Questa sera dalle ore 18.00, si sta svolgendo l’incontro presso sede della Funzione Pubblica, alla presenza del Sottosegretario per la Pubblica Amministrazionetra Angelo Rughetti, dirigenti delle Relazioni Sindacali di palazzo Vidoni e del MEF, le OO.SS. di Polizia ed i Co.Ce.R. inerente le trattative per il rinnovo del contratto di lavoro – triennio economico e normativo 2016/2018 – del personale del comparto sicurezza e difesa.

L’incontro era stato calendarizzato per ieri sera, ma poi è stata rinviata ad oggi alla stessa ora, molto probabilmente perché il MEF non aveva ancora ultimato e consegnato le tabelle alle amministrazioni ed alle rappresentanze del personale.

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Tabelle, peraltro, che non sono state consegnate nemmeno nel corso della riunione odierna, ancora in corso di svolgimento alle  prime ore serali.

Come sostenuto nei precedenti articoli, l’ipotesi di spalmare tutte le risorse disponibili sul trattamento fisso stipendiale (parametri ed Indennità mensile Pensionabile), avanzato dalle rappresentanze del personale, al fine di mettere materialmente nelle tasche del personale le somme ipotizzate, 80/100 euro medi mensili lordi pro-capite, a partire dal 01 Gennaio 2018 è naufragata già da alcuni giorni.

In queste ore, pertanto, si cerca di trovare una soluzione alternativa che possa comunque portare – qualora la maggior parte delle rappresentanze che compongono il tavolo decidano di firmare il contratto – nella parte fissa dello stipendio, mediante distribuzione del 90% delle stesse sul trattamento fisso (parametri ed IMP) ed il 10% sul Fondo dei servizi istituzionali – FESI), soggetto a concertazione annuale tra le Amministrazioni e le rappresentanze.

Se dovesse prendere corpo questa ipotesi avanzata dal Cocer Gdf e da altre sigle sindacali che non trova, al momento, un consenso diffuso, rimarrebbero non rivalutate le indennità accessorie (notturno, festivo, super-festivo, indennità di ordine pubblico, costo dei pasti, ecc.) e da concertare la parte normativa che attiene all’estensione di istituti che sono già in vigore nel pubblico impiego o all’istituzione di nuovi ed a trovare una soluzione giuridica per l’avvio della previdenza complementare.

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Nel corso dell’incontro, peraltro, e’ stato chiarito dal Sottosegretario che contrariamente a quanto avvenuto nei precedenti contratti, la vacanza contrattuale che è stata erogata mensilmente a tutto il personale contrattualizzato, in attesa del rinnovo del contratto di lavoro – quale elemento provvisorio della retribuzione riassorbibile dal mese di entrata in vigore del contratto – non verrà riassorbita.

E’ del tutto evidente che se dovesse prendere corpo l’ipotesi di sottoscrivere il contratto al verificarsi di tali ipotesi avanzata dal CoCeR GdF, si dovrebbe rinviare la trattazione degli aspetti che verranno tralasciati per mancanza di risorse ad un secondo momento, con una “coda contrattuale”, dopo che il nuovo Governo, con la prossima legge di stabilità, avrà eventualmente stanziato ulteriori risorse per poter far fronte a tali esigenze.

Di pari passo, viaggia la necessità che la ripartizione delle risorse stanziate, per tutto il comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, a seguito dell’approvazione dell’emendamento dell’Onorevole Fiano,  50, 100 e 150 milioni di euro in tre anni, a partire dal 2018 – presentato nell’ultima legge di stabilità – servano per la maggior parte a liberare il finanziamento del costo orario dello straordinario, fino ad oggi drenato dalle risorse contrattuali e messe a disposizione del “tavolo” fin da subito, da parte del Governo, al fine di operare una sorta di concertazione con le rappresentanze del personale.

C’è da rilevare, infatti, come il citato stanziamento, invece, destini in modo specifico le risorse alla rivalutazione della tariffa oraria dello straordinario,  al FESI ed all’attuazione dell’aria negoziale per la dirigenza.

In altre parole, l’esiguita’ delle risorse, le incertezze emerse nella riunione odierna e le divergenze presenti tra diverse OO.SS., alcune delle quali vorrebbero chiudere prima possibile il contratto, al fine di dare al personale le risorse a disposizione ed altre che non ritengono che vi siano le condizioni per farlo, al momento, allungano ulteriormente le distanze gia’ presenti, tra la parte pubblica e le rappresentanze.

Il Sottosegretario ha assunto l’impegno con i componenti il tavolo di confronto ad elaborare al piu’ presto le tabelle inerenti la distribuzione delle risorse, ha dato la disponibilita’ del Governo a concertare anche sulle risorse previste dal DPCM (50, 100 e 150 milioni di euro in tre anni a partire dal 2018).

Il confronto con il Governo e con i tecnici e’ stato riaggiornato a Mercoledi’ 17 p.v., dopodiche’ verra’ prevista almeno un incontro settimanale.

Eliseo Taverna – Delegato Co.Ce.R. GdF

 

 

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