Contratto di lavoro comparto difesa e sicurezza: la sottoscrizione dipendera’ molto dalla posizione delle Amministrazioni sull’allargamento dei diritti

Nel pomeriggio di Lunedi’ 22 Gennaio, dopo gli incontri con il Governo delle settimane precedenti, si e’ svolto un ulteriore incontro presso Palazzo Vidoni – sede del Dipartimento della Funzione Pubblica – tra il Direttore delle Relazioni Sindacali, il MEF, le Amministrazioni, le OO.SS. ed i Co.Ce.R., in merito al contratto di lavoro,  triennio normativo ed economico 2016/2018.

Rispetto alle questioni trattate nei precedenti incontri, piu’ focalizzate alla messa in evidenza dell’esiguita’ delle risorse finanziarie dopo nove anni di blocco contrattuale da parte dei rappresentanti ed al successivo esame delle tabelle inerenti gli aumenti mensili procapite, in questo incontro la parte pubblica :

Ha fornito alcune proiezioni economiche delle ulteriori risorse stanziate dal Governo con DPCM, dopo le proteste delle rappresentanze, quantificate in 50, 100 e 150 milioni di euro a partire dal 2018 per finanziare la specificita’ e che potrebbero essere distribuite prevalentemente sul FESI, cosi’ come richiesto dal Co.Ce.R. Gdf e condiviso dalla maggior parte dei rappresentanti del personale;

E’ stato precisato che la rivalutazione della tariffa oraria del lavoro straordinario verra’ effettuato solo per il personale contrattualizzato (non per i dirigenti);

E’ stato ribadito che se si dovesse optare per un rinvio della sottoscrizione del contratto di lavoro a causa dell’esiguita’ delle risorse complessivamente stanziate, bisognera’ attendere la prossima legge di stabilita’ che verra’ varata a fine anno ed intraprendere, inoltre, un’ulteriore fase di trattative per verificare l’eventuale disponibilita’ del nuovo Governo a stanziare ulteriori risorse.

Da parte dei rappresentanti del personale:

E’ stata rimarcata l’esigenza di avviare anche la discussione sulla parte normativa, al fine di ipotizzare un contratto che contenga innovazioni legislative per il personale,  seppur a costo zero o con un minimo di risorse dedicate (estensione norme sulla tutela della maternita’ e paternita’, ferie solidali, armonizzazione di norme tra gli appartenenti al comparto);

E’ stato condiviso dalla quasi totalita’ delle OO.SS. e dei Co.Ce.R. la necessita’ di rafforzare e meglio definire il ruolo delle rappresentanze nella fase di concertazione del FESI, al fine di mettere tutte le organizzazioni, anche quelle militari, su un piano d’azione piu’ o meno omogeneo.

Alla fine del confronto:

E’ stato richiesto dal Direttore delle Relazioni Sindacali di far pervenire entro domani alcune delle esigenze piu’ rilevanti, concernenti la parte normativa, possibilmente con riflessi a fattor comune su tutti i Corpi, che possano subìto trovare l’approvazione del tavolo ed essere inserite, gia’ nel primo steep, che potrebbe portare all’emanazione del decreto in tempi ristretti.

In altre parole, preso atto dell’impossibilita’ di ottenere, non prima della fine dell’anno in corso, eventuali ulteriori risorse, si sta optando per la chiusura tempestiva della parte economica e normativa piu’ significativa, senza o con riflessi economici contenuti, per poi proseguire con una piu’ ampia contrattazione per la parte normativa residua, ma non certamente meno importante, che possa permettere anche la rivendicazione di ulteriori risorse.

In settimana verranno di nuovo riconvocate le rappresentanze, alle quali sara’ sottoposta una bozza di articolato che, se condiviso, potrebbe essere sottoscritto dal Governo e dalle organizzazioni del personale con il fine di mettere al piu’ presto in busta paga gli aumenti previsti che, rammentiamo, oscillano rispettivamente tra i 50 ed i 65 euro netti mensili e gli arretrati per l’anno 2016/17 che oscillano tra 450 a 550 euro lordi procapite.

E’ del tutto evidente che al di la’ del metodo di ripartizione delle risorse (90 per cento sul trattamento stipendiale fisso – Imp e parametri – e 10 per cento sul trattamento accessorio) che la parte politica e le Amministrazioni hanno accettato, a questo punto l’esito positivo del contratto dipendera’ molto anche dalle aperture che le Amministrazioni, soprattutto quelle militari, faranno in tema di ampliamento dei diritti.

La naturale conseguenza di una chiusura a tali legittime rivendicazioni, infatti, sara’ senz’altro quella della mancata sottoscrizione del contratto.

Eliseo Taverna, Daniele Tisci, Guglielmo Picciuto e Marco Roda – Delegati Co.Ce.R. GdF

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