Consiglio di Stato. Trasferimento per incompatibilità ambientale. E’ sufficiente che il prestigio dell’Amministrazione sia messo in pericolo.

Il Consiglio di Stato – Sezione III – con sentenza n. 03784/2018 del 20 giugno 2018 ha respinto l’appello proposto da un appartenente alla Polizia di Stato avverso la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Calabria n. 1692/2010 concernente un trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale.

Nel respingere l’appello il Consiglio di Stato ha evidenziato, in particolare, che:

  • alla luce della consolidata giurisprudenza di questo Consiglio di Stato, ai fini dell’adozione di un provvedimento di trasferimento per incompatibilità ambientale non è significativa l’origine della situazione venutasi a creare, nel senso che questa può prescindere da ogni giudizio di rimproverabilità della condotta all’interessato, essendo sufficiente che il prestigio dell’Amministrazione sia messo in pericolo”;
  • “il riferimento … anche ai legami di parentela con soggetti quanto meno contigui ad ambienti della criminalità organizzata, …, ben può assumere valenza rafforzativa della motivazione dell’atto”;
  • “il trasferimento per incompatibilità ambientale, in quanto conseguente ad una valutazione dei fatti che sconsigliano la permanenza in una determinata sede, fa sì che la sua adozione non possa presupporre né una valutazione comparativa delle esigenze organizzative dei propri uffici da parte dell’Amministrazione, né l’ espressa menzione dei criteri in base ai quali vengono determinati i limiti geografici della ritenuta incompatibilità ai fini dell’individuazione della sede più opportuna; con la conseguenza che le condizioni personali e familiari del dipendente recedono di fronte all’interesse pubblico alla tutela del buon funzionamento degli uffici e del prestigio dell’amministrazione stessa”.

Il massimo organo giurisdizionale ha quindi rigettato l’appello, confermando la sentenza di primo grado e compensando tra le parti le spese di lite.

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