Consiglio di Stato. Parto gemellare. Nelle Forze di polizia il congedo parentale retribuito spetta per entrambi i figli.

Il Consiglio di Stato – Sezione VI – con la sentenza n. 7098/2018 del 17 dicembre 2018 ha respinto il ricorso presentato dal Ministero della Giustizia – Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – avverso la sentenza del T.A.R. Toscana n.00775/2012, con la quale era stato accolto un ricorso concernente la retribuzione deel congedo parentale in un caso di parto gemellare.

L’adìto T.A.R. aveva accolto il ricorso mettendo in evidenza che l’art. 21 della disciplina contrattuale per le forze di polizia è esplicito nel prevedere la deroga alla disciplina generale contenuta nel testo unico con riferimento a tutte le ipotesi in cui il congedo parentale spetta, e, “quindi, con riferimento ad entrambi i figli, nel caso di parto gemellare”.

In linea con quanto sostenuto nella impugnata sentenza di primo grado, il Consiglio di Stato ha ribadito che:

  • “il primo giudice ha fatto corretta applicazione della norma contrattuale e della deroga in essa prevista rispetto alla disciplina generale”;

  • “l’art. 21 dell’accordo, nel prevedere la deroga economica, richiama l’art. 32 del t.u.; quest’ultimo, nel configurare l’istituto, fa testualmente riferimento ad “ogni bambino” e nessuno (tranne il D.A.P. a quanto sembra) ha mai dubitato che tale espressione comprenda ciascuno dei nati da parti gemellari”.

Il massimo organo giurisdizionale ha quindi rigettato l’appello proposto dall’Amministrazione Penitenziaria.

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