Consiglio di Stato. Illegittimo il cumulo di sanzioni disciplinari per la medesima condotta (ne bis in idem).

Il Consiglio di Stato – Sezione II –, nell’adunanza del 28 febbraio 2018, con parere n.1190/2018, pubblicato il 3 maggio 2018, fornito nell’ambito di un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, ha osservato che la potestà sanzionatoria disciplinare è una, con la conseguenza che una medesima condotta non può essere sanzionata, in cumulo, da una sanzione di corpo e da una di stato, dovendovi essere tra le due sanzioni un rapporto di necessaria alternatività.

Il gravame era stato presentato da un appartenente alla Guardia di Finanza avverso il rigetto di un ricorso gerarchico sull’applicazione di una sanzione disciplinare di stato in esito ad una vicenda penale relativa ad una condotta per la quale l’interessato era stato già sanzionato con una “Consegna di Rigore” (disciplina di Corpo) per aver inviato una e-mail al proprio Comandante Provinciale “contenente affermazioni lesive del prestigio della Guardia di Finanza e della dignità personale di alcuni appartenenti al Corpo, specificatamente individuati, nonché ingiurie e minacce rivolte al citato superiore”.

Nell’occasione, il collegio giudicante, osservando come la condotta posta alla base dei procedimenti disciplinari fosse la medesima (invio della e-mail), ha ritenuto che la sanzione disciplinare di Corpo adottata nei confronti del ricorrente avesse esaurito la potestà disciplinare in capo all’Amministrazione che, come previsto dall’articolo 1371 del Codice dell’Ordinamento Militare, non poteva più esercitarla per il medesimo fatto.

Il Consiglio di Stato ha quindi espresso il parere che il ricorso dovesse essere accolto, con conseguente annullamento della sanzione disciplinare di stato.

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