Consiglio di Stato. Applicazione alle Forze di Polizia dell’articolo 42 bis del D.Lgs. n.151/2001 (assegnazione temporanea – tutela e sostegno maternità e paternità).

Il Consiglio di Stato, invertendo il più recente proprio orientamento sulla medesima materia (sentenze n.1317/2016; n.2426/2015 e n.6016/2013), con propria sentenza n.5068/2018 del 29 agosto 2018, ha accolto l’appello proposto dal Ministero dell’Interno avverso la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Toscana n. 01246/2010 – concernente il diniego di trasferimento ad altra sede ai sensi dell’articolo 42 bis del D.Lgs. n. 151/2001 opposto ad un appartenente ai Vigili del Fuoco.

Contrariamente, l’adito T.A.R. aveva accolto il ricorso annullando il diniego formulato dall’Amministrazione, richiamando, in particolare, la propria precedente sentenza n.632/2009 in cui, pronunciandosi su caso analogo, aveva affermato, tra l’altro, che le peculiarità che caratterizzano i rapporti di lavoro del personale non contrattualizzato, pur se innegabili, tuttavia non sono sufficienti per escludere l’applicabilità dell’art. 42 bis, che fa “testuale ed indistinto riferimento ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni”.

Nel merito della nuova sentenza del Consiglio di Stato, che come detto inverte clamorosamente il suo più recente e consolidato orientamento, evidenziamo come, tra gli impegni assunti dal Governo in sede di sottoscrizione dell’accordo sindacale e del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare «Triennio normativo ed economico 2016-2018», vi era esplicitamente quello “a verificare che le Forze di polizia favoriscano la tutela della famiglia anche attraverso circolari applicative dell’articolo 42-bis della legge 26 marzo 2001, n. 151, ferma restando la rispettiva specificità e peculiarità organizzative”.

Riformando l’impugnata sentenza di primo grado, il Consiglio di Stato ha ora sostenuto che:

  • al personale dei VV. FF, inserito nel novero del personale con rapporto di lavoro di diritto pubblico, non risulta applicabile la normativa di cui all’art. 42 bis del D.LGS. n. 151/2001”;
  • “l’inapplicabilità del beneficio del trasferimento temporaneo al personale amministrativo dei VV.FF. trova fondamento nel particolare stato giuridico di quel personale, le cui specifiche funzioni giustificano un regime differenziato, che, per questa ragione, non incorre in vizi di illegittimità costituzionale per violazione del principio di eguaglianza ed irragionevole disparità di trattamento”;
  • “con riguardo alla applicabilità del beneficio al solo personale civile in regime di diritto privato, il Collegio, peraltro, rileva che a diverse conclusioni è giunto altro (seppur minoritario) indirizzo (vedi Cons.St. n. 6016/2013), secondo il quale l’art. 42 bis in questione (rubricato “Assegnazione temporanea dei lavoratori dipendenti alle amministrazioni pubbliche”) non può che essere letto (quanto alla delimitazione del suo àmbito di applicazione) in uno con l’art. 1 dello stesso decreto, che afferma che per “lavoratrice” o “lavoratore”, qualora non sia altrimenti specificato, debbano intendersi (ai fini della disciplina dal decreto stesso recata) tutti “i dipendenti, compresi quelli con contratto di apprendistato, di amministrazioni pubbliche…”; né (prosegue la sentenza n. 6016/2013) può letteralmente e logicamente intendersi che un regime differenziato per il personale, di cui trattasi nella presente controversia, sia stato introdotto dalla indicazione, contenuta nel citato art. 42 bis, “dipendente di amministrazioni pubbliche di cui all’art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”, giacché tale “specificazione” non risulta certo chiaramente idonea ad escludere dall’àmbito di applicazione della norma le categorie di personale, di cui all’art. 3 dello stesso D. Lgs. n. 165/2001, che ne prevede semplicemente l’esclusione dalla “privatizzazione” e dalla “contrattualizzazione”, di cui ai commi 2 e 3 del precedente art. 2”;
  • “tuttavia, il Collegio, valutate le riportate argomentazioni, non ha tratto dalle medesime ragioni sufficienti per non confermare l’orientamento consolidato, secondo il quale “L’istituto del trasferimento temporaneo previsto dall’art. 42 bis, comma 1, D.LGS.26 marzo 2001, n. 151, è applicabile al solo personale civile dipendente delle pubbliche amministrazioni di cui all’art. 1, comma 2, D.LGS. 30 marzo 2001, n. 165, e non anche al personale militare e delle Forze della Polizia di Stato, il quale resta assoggettato alla disciplina speciale dei rispettivi ordinamenti” (Consiglio di Stato n. 2294/2012, conforme a Consiglio di Stato n. 5730/2011)”;
  • “inoltre, “…..Soltanto in generale, in effetti, l’art. 1, comma 2, del decreto da ultimo citato, qualifica come amministrazioni pubbliche tutte le amministrazioni dello Stato, ivi compresi gli istituti e scuole di ogni ordine e grado e le istituzioni educative, le aziende ed amministrazioni dello Stato ad ordinamento autonomo, le Regioni, le Province, i Comuni, le Comunità montane, e loro consorzi e associazioni, le istituzioni universitarie….; “Senonché non può non essere osservato che proprio in tema di disciplina del rapporto di lavoro, nel successivo art. 3 dello stesso decreto, viene chiarito che rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti: i magistrati ordinari, amministrativi e contabili, gli avvocati e procuratori dello Stato, il personale militare e le Forze di polizia di Stato, il personale della carriera diplomatica e della carriera prefettizia nonché i dipendenti degli enti che svolgono la loro attività nelle materie contemplate dall’articolo 1 del decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato 17 luglio 1947, n. 691, e dalle leggi 4 giugno 1985, n. 281, e successive modificazioni ed integrazioni, e 10 ottobre 1990, n. 287….” “Ne deriva che l’ampia individuazione delle pubbliche amministrazioni, contenuta nel secondo comma dell’articolo 1 del D.L.vo n. 165 del 2001, va integrata – ai fini dell’applicazione dell’art. 42-bis del decreto n. 151 del 2001 – col peculiare disposto del successivo art. 3, per il quale il personale militare e le Forze di polizia di Stato rimangono disciplinati dai rispettivi ordinamenti” (Consiglio di Stato, Sezione Sesta, n. 3278/2010)”.

Il massimo organo giurisdizionale ha quindi ritenuto fondato l’appello proposto dall’Amministrazione e, per l’effetto, in riforma della sentenza di primo grado, respinto il ricorso proposto in primo grado dall’appartenente ai VV.FF., compensando tra le parti le spese di lite.

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