Concorso per 70 S.Ten. nella Guardia di Finanza, riservato ai Luogotenenti Cariche Speciali. Ancora qualche domanda e alcune riflessioni. di Mario Russo*.

Il 10 e 11 luglio scorsi si è svolta a L’Aquila la prova preliminare consistente nella somministrazione di test a risposta multipla, particolarmente selettiva perché, come da copione, solo n. 193 partecipanti l’hanno superata e saranno chiamati ad affrontare quelle successive. Ai concorrenti idonei rivolgo innanzitutto un grande in bocca al lupo.

Nella prova i titoli e i meriti professionali sono stati “neutralizzati”, assumendo valore, esclusivamente, la conoscenza e l’abilità dei concorrenti nell’aver “azzeccato” la risposta esatta.

E’ stato sicuramente lo step più selettivo, cui a seguire seguiranno altri, altrettanto impegnativi, i cui punteggi, però, concorreranno con quelli dei titoli e dei meriti professionali a formare la graduatoria finale.

E’ indubbio che l’intera prova concorsuale è impegnativa, articolata e onerosa e su tale prova pare utile fare qualche riflessione e porsi alcune domande.

La prima domanda, naturalmente, la vorrei rivolgere al COCER uscente, la cui mancata presa di posizione su una prova concorsuale così ideata lascia perplessi, non essendo emersa ufficialmente in alcun modo, come Organismo, la sua condivisione o meno sulle scelte fatte dall’Amministrazione, lasciando quindi il suo silenzio un “alone di mistero” che non ci si aspettava, in ragione delle molteplici manifestazioni di malumore palesate da buona parte dei potenziali partecipanti al concorso.

Pur nella consapevolezza che la fase di insediamento del nuovo Cocer richiede un momento di assestamento, confido quindi che si riesca prima possibile a soddisfare un’esigenza informativa sentita dal personale in merito e nel contempo possano essere effettuati gli opportuni approfondimenti e le dovute riflessioni sulla congruità e sulla adeguatezza delle procedure concorsuali adottate, rispetto alle qualità, professionali e non, di cui sono in possesso, indiscutibilmente, gli ispettori interessati ai futuri concorsi straordinari per l’accesso al ruolo Ufficiali.

Considerata la transitorietà delle straordinarie procedure concorsuali e gli obiettivi che potevano prefissarsi in un lasso di tempo relativamente breve se rapportato all’anzianità di servizio ed anagrafica degli aspiranti, viene altresì spontaneo domandarsi perché mai sia stata scelta una procedura così complessa, in luogo di quella più semplificata e veloce basata sui titoli, adottata dai Carabinieri e della Polizia di Stato, che offriva parimenti ampie garanzie sotto il profilo della proficuità e della rispondenza alle finalità perseguite.

In sostanza si trattava di selezionare Ispettori che, nella realtà quotidiana, già svolgono i medesimi incarichi degli Ufficiali nel grado di S.Ten e Tenente.

Va ricordato al riguardo che il profilo di impiego dei Luogotenenti trova espressa regolamentazione nella direttiva del Comando Generale, emanata con il foglio n. 218000 del 6/7/2005, nella quale, già con la normativa ante riordino veniva previsto che i marescialli aiutanti luogotenenti (ora Luogotenenti c.s.) ”””””..omissis…..quali figure apicali tra gli ispettori, sono destinati all’assolvimento degli incarichi di massima responsabilità ed impegno operativo del ruolo. I relativi profili di impiego comportano, conseguentemente, la titolarità di incarichi di più qualificato rango che, come tali, presuppongono ancor più spiccate funzioni di “propulsione”, “indirizzo” e “coordinamento”. Essi, pertanto, fermi restando gli incarichi attribuiti a ufficiale, assumono il comando di Tenenze, Sezioni e Sezioni Mobili di Nucleo Provinciale pt; Drappelli di Nucleo Speciale, di Nucleo Regionale pt e di Nucleo Provinciale pt; Sezioni Operative di Gruppo e di Compagnia per le quali siano richiesti più elevati livelli di responsabilità; articolazioni di reparti speciali e dell’area addestrativa, sale operative e Sezioni I di Comando Provinciale….omissis…….””””.

Dunque, non bastavano questi elementi e gli altri titoli di merito qualificanti per selezionare i futuri S.Ten?

A questa domanda non è arduo ipotizzare che si possa obiettare che la procedura si giustifica col fatto che ne discende il transito in un’altra categoria ovvero in quella degli Ufficiali.

Da un punto di vista formale, l’obiezione potrebbe anche essere legittima, tuttavia, essendo abituato a valutare le situazioni anche dal punto di vista sostanziale, a mio parere l’obiezione non reggerebbe, anche in considerazione poi che diverso criterio è stato invece adottato nel concorso dei Brigadieri Capo ad Allievi Marescialli al 19° corso, basato sui soli titoli. Dove sta quindi l’unitarietà di indirizzo e la coerenza nelle scelte relative all’alimentazione interna dei ruoli?

Il tutto quando ancora oggi, nel Corpo della Guardia di Finanza, si accede al massimo ruolo dirigenziale, fino al grado vertice di Generale di Corpo d’Armata, sulla base di procedure di avanzamento che prevedono la valutazione di soli titoli, non ritenuti invece sufficienti per accedere al grado di S.Ten. da parte dei Luogotenenti Cariche Speciali, come a dire che i titoli hanno valore intrinseco differente a seconda di chi li abbia conseguiti.

Tutto questo appare chiaramente non comprensibile e lascio a voi lettori ogni valutazione e riflessione.

Mi sbaglierò, ma è mio personale convincimento che con tale prova si sia ritenuto di “congelare” i luogotenenti anziani, demotivandone la partecipazione ai menzionati concorsi straordinari, quasi a ritenerli in prospettiva non più utili alla causa. Sarà pure una conclusione errata ma questa rimane l’idea di base che ne deriva.

Se così fosse, sento il dovere di far notare che gli attuali luogotenenti “anziani”, che tra qualche anno saranno posti in congedo, sono quelli che rivestono oggi gli incarichi di massima responsabilità e che nel futuro prossimo saranno comunque chiamati ad assicurare un contributo importante per il raggiungimento degli obiettivi assegnati annualmente al Corpo.

Vorrei concludere con una riflessione circa il fatto che una Amministrazione che non sappia adeguatamente riconoscere e valorizzare i meriti dei propri amministrati possa o meno rispondere adeguatamente alle crescenti richieste di efficienza ed efficacia dell’azione amministrativa relative alle finalità istituzionali demandatele, al raggiungimento delle quali risultano determinanti proprio le risorse umane.

*Luogotenente C.S. Mario Russo

   Delegato Co.Ba.R. Marche

Lascia un commento