Concorsi nella Guardia di Finanza. Non obbligatorio lo scorrimento delle graduatorie.

T.A.R. Lazio – Sezione II – Sentenza n. 07873/2015. Concorsi per il reclutamento nella Guardia di Finanza e scorrimento delle graduatorie. In ragione delle peculiari modalità di reclutamento dei sottufficiali della Guardia di Finanza, tuttora vigenti, le disposizioni relative al pubblico impiego contrattualizzato appaiono inapplicabili nella fattispecie, perlomeno in assenza di norme che raccordino, in maniera razionale, le diverse e, talora opposte esigenze, sottese ai due sistemi normativi.

Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, con la menzionata sentenza, ha confermato ancora una volta il suo precedente orientamento relativo alla possibilità, per le Amministrazioni del comparto sicurezza e difesa (nel caso in esame: reclutamento ispettori del Corpo della Guardia di Finanza), di indire una nuova procedura concorsuale in luogo di procedere all’utilizzazione, mediante scorrimento, della precedente graduatoria.

Più precisamente, secondo le conclusioni del T.A.R. Lazio:

  • la previsione dello scorrimento delle graduatorie e dell’efficacia pluriennale delle graduatorie concorsuali ha avuto una progressiva estensione, attraverso una pluralità di disposizioni contingenti, riguardanti settori specifici del pubblico impiego, volte a prevedere l’utilizzabilità delle graduatorie in ambiti oggettivamente molto più estesi rispetto a quelli originari;
  • come precisato dalla Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato (decisione n. 14/2011), nell’ordinamento positivo si è verificata l’inversione del rapporto tra l’opzione per un nuovo concorso e la decisione di scorrimento delle graduatorie precedenti ancora valide ed efficaci, costituendo quest’ultima la regola generale ed essendo l’indizione di un nuovo concorso l’eccezione;
  • tuttavia, secondo la stessa Adunanza Plenaria, la prevalenza delle procedure di scorrimento rispetto all’indizione di un nuovo concorso non ha carattere assoluto e incondizionato, recedendo la stessa di fronte a “speciali disposizioni legislative che impongano una precisa cadenza periodica del concorso, collegata anche a peculiari meccanismi di progressioni nelle carriere, tipiche di determinati settori del personale pubblico” per cui in tali eventualità emerge “il dovere primario dell’amministrazione di bandire una nuova procedura selettiva, in assenza di particolari ragioni di opportunità per l’assunzione degli idonei collocati nelle preesistenti graduatorie”;
  • la speciale disciplina che regola il reclutamento degli Allievi Marescialli – cui si riferisce il gravato bando di concorso – osta allo scorrimento della precedente graduatoria riferita al medesimo profilo di impiego;
  • decisivo in senso preclusivo alla sussistenza di un obbligo per il Corpo della Guardia di Finanza di utilizzare precedenti graduatorie per nuove assunzioni di personale è l’art. 35 del D.Lgs. n. 199 del 1995, il quale prevede che “I marescialli della Guardia di Finanza siano tratti, annualmente nella percentuale del 70% dei posti complessivamente messi a concorso attraverso un concorso pubblico per titoli ed esami, aperto a tutti i cittadini in possesso dei prescritti requisiti, e il rimanente 30% attraverso un concorso interno per titoli ed esami riservato, sulla base di quote prestabilite, ai brigadieri capo, ai brigadieri e vice brigadieri e al personale del ruolo appuntati e finanzieri;
  • a fronte di tali previsioni, giustificate dalla specificità del comparto di impiego e, in generale, dalla specificità dell’amministrazione militare, non può esservi spazio per l’applicabilità della disciplina generale dettata dall’art. 35, comma 5-ter del d.Lgs. n. 165 del 2001, la cui latitudine espansiva si arresta dinnanzi a speciali discipline di settore che regolano diversamente la materia;
  • che per il Corpo della Guardia di Finanza sussista una mera facoltà, e non un obbligo, di procedere allo scorrimento delle precedenti graduatorie è confermato dal comma 7 dell’art. 43 del d.lgs. n. 199 del 1995, ove l’utilizzo del termine “può” rinvia necessariamente ad una scelta discrezionale dell’amministrazione derogatoria rispetto alla regola generale del concorso;
  • la specialità della disciplina di settore, che prevede una specifica cadenza periodica delle procedure concorsuali, unitamente alla espressa previsione della facoltatività del ricorso allo scorrimento delle graduatorie, risulta incompatibile con lo scorrimento (quest’ultimo, peraltro, non configurabile in assoluto nemmeno nell’ambito del pubblico impiego contrattualizzato).

L’Organo giurisdizionale ha concluso quindi che “alla luce di quanto in precedenza sintetizzato circa le peculiari modalità di reclutamento dei sottufficiali della Guardia di Finanza, tuttora vigenti, le disposizioni relative al pubblico impiego contrattualizzato, invocate dai ricorrenti, appaiono inapplicabili nella fattispecie, perlomeno in assenza di norme che raccordino, in maniera razionale, le diverse e, talora opposte esigenze, sottese ai due sistemi normativi. E’ infatti evidente che la trasposizione della disciplina prevista per il pubblico impiego contrattualizzato, sic et simpliciter, nell’ordinamento della Guardia di Finanza, renderebbe inoperante, se non privo di senso, l’intero sistema di reclutamento e di avanzamento attualmente vigente”.

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