Ciao Massimiliano

di Daniele Tisci.


Ciao Massimiliano,

eccoci all’ultimo saluto, non l’avrei mai detto… e probabilmente non l’avrebbe detto nessuno di quelli che ti hanno conosciuto.

Ci siamo incontrati agli inizi degli anni 2000 in uno dei nuclei che in quegli anni costituivano il Comando Unità Speciali, all’epoca non facevo ancora rappresentanza, ero agli albori, ma ricordo che ci trovammo a discutere su una questione che riguardava il personale con visioni, all’inizio, apparentemente opposte.

All’inizio mi guardasti scettico, poi quando ebbi finito di parlare, da buon Comandante di uomini, di quelli che sanno ascoltare senza eccessi di ego, mi guardasti annuendo, appoggiasti la schiena allo stipite della porta, come per cercare un supporto alle argomentazioni e tirasti fuori la risposta giusta, quella che senza tante parole dice tutto: riconosce, anche se sottintendendole, le buone ragioni, ricorda il fine comune ed invita ad andare avanti insieme. Era l’atteggiamento giusto, quello che riesce a disarmarti più di tante belle parole.

Ci siamo incontrati altre volte successivamente, per caso, senza il vincolo del rapporto gerarchico e ho sempre apprezzato il reciproco saluto cordiale, la tua naturale simpatia scandita da quella leggera “erre alla francese”, che distingueva, accentuando, se possibile, la tua signorilità; lo sguardo sempre lieve e sorridente, il capello biondo con il taglio simile a quello degli angioletti del presepe e la statura da gigante buono…

Ora questa notizia arriva inaspettata e feroce e si aggiunge a quella di tanti altri colleghi che prima di te sono arrivati all’insano gesto.

Mi sconvolge e mi ricorda che non sei l’unico collega che ho conosciuto personalmente ad aver subito questa scelta e questa sensazione di un male sempre più vicino, ormai quasi familiare è propria di tanti colleghi con cui mi sono confrontato e che hanno conosciuto direttamente un collega amico che si è tolto la vita.

Non doveva accadere, a te come ad altri!

Ti auguro di trovare nell’aldilà quella beatitudine e quella leggerezza che avevi sul viso e nello sguardo e che, ora lo sappiamo, non hai trovato nel mondo terreno.

Ciao Massimiliano, che la terra ti sia lieve…

 

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