C.G.A.R.S. – Sentenza n.00209/2018. Trasferimento per esigenze assistenziali. La protezione del bene tutelato non può essere condizionata da scelte discrezionali di carattere amministrativo.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha riformato la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Sicilia – Sede Catania (Sez. III n. 02929/2016) -, con la quale era stato rigettato il ricorso di primo grado proposto da un appartenente alla Guardia di Finanza avverso il diniego opposto ad una istanza con la quale era stato richiesto il trasferimento definitivo presso un reparto del Corpo, dove il militare era stato già trasferito per un periodo di 180 gg., successivamente prorogati di altri 180 gg., per gravi motivi di salute della moglie, al fine di prestare assistenza alla stessa e svolgere le proprie funzioni di genitore nei confronti dei due figli minori.

Ritenendo fondato l’appello presentato dal finanziere, il C.G.A.R.S., riformando il giudizio di primo grado, ha in particolare evidenziato che:

  • “il beneficio che può essere concesso al dipendente, come regolato dalla circolare 11.11.2009 n. 379389 del Comando generale Guardia di Finanza, ancorché abbia come diretto ed immediato destinatario il dipendente, in realtà tende a proteggere e a salvaguardare la salute dello stretto congiunto (in questo caso la moglie), affetto da grave patologia. Può quindi ritenersi che la norma richiamata tenda, sia pure in maniera mediata, a salvaguardare il bene della salute, che l’art. 32 della Costituzione definisce “fondamentale””;
  • “il giudizio relativo alle scelte che debbono compiersi per assicurare la protezione del bene considerato, non può, quindi essere affidato a scelte discrezionali di carattere amministrativo, ma a scelte che debbono compiersi utilizzando le conoscenze della scienza medica. Si intende dire che una volta che sia accertato che il congiunto del dipendente ha bisogno di assistenza a causa della grave patologia, da cui è affetta, le modalità di tale assistenza non possono essere stabilite sulla base di circolari ministeriali e a seguito di valutazioni che coinvolgono l’uso della discrezionalità amministrativa, ma, come si è detto, debbono compiersi scelte che siano guidate dalla scienza medica. Solo in tal caso la scelta dell’amministrazione sulla misura da adottare si sarà allineata all’obiettivo da raggiungere, quello di assicurare assistenza adeguata ed efficace (non una qualunque assistenza) al congiunto gravemente ammalato”.

Il Collegio giudicante ha quindi accolto l’appello presentato dal finanziere, compensando tra le parti le spese di giudizio.

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