C.G.A.R.S. – Sentenza n.00172/2019. Trasferimento per incompatibilità ambientale. Il provvedimento deve sempre essere motivato.

Il Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana ha confermato la sentenza di primo grado emessa dal T.A.R. Sicilia – Sezione Prima (n. 2369/2014) -, con la quale era stato accolto il ricorso di primo grado proposto da un appartenente alla Guardia di Finanza avverso il provvedimento di trasferimento d’autorità per incompatibilità ambientale.

Ritenendo infondato l’appello presentato dalla Guardia di Finanza, il C.G.A.R.S., ha in particolare evidenziato che:

  • al Consiglio non sfugge che il provvedimento dell’Amministrazione si inserisce nel genus degli ordini: categoria alla quale appartengono una serie di atti amministrativi che non devono essere assistiti da una particolare motivazione ed ai quali non si applicano le garanzie partecipative della l. n. 241/1990 a favore del destinatario del provvedimento finale”;
  • “purtuttavia, il Collegio rileva che anche per l’Amministrazione militare vi è l’obbligo di conformarsi, per ispirazione costituzionale (art. 52, co. 3 Cost.) allo spirito democratico della Repubblica, ragione per la quale deve ritenersi che la gestione del personale e le fasi di organizzazione dello stesso debbano essere informate ai principi che governano la materia del pubblico impiego, quantomeno per quella parte che non vi si differenzia per procedimento e finalità: ciò comporta che il militare è titolare di un interesse tutelabile in sede di conservazione della sede di servizio, seppure recessivo rispetto a quello pubblico della migliore gestione del personale ovvero delle altre esigenze di funzionalità”;
  • “consegue che il provvedimento di trasferimento d’autorità deve pur sempre essere supportato da una motivazione che, per quanto anche solo minima, sia connotata da logicità intrinseca ed estrinseca e che essa sia intellegibile da parte del Giudice”;
  • “la motivazione del provvedimento in scrutinio presta il fianco ad assoluto difetto di motivazione. Pur infatti tenendosi in debito conto l’ampia discrezionalità che connota i trasferimenti d’ufficio e quindi la non necessità di un’estesa e analitica motivazione (Cons. St., IV, 21 maggio 2010 n. 3227; Id., 11 novembre 2010 n. 8022) sembra indubbio che un principio di motivazione anche in questa materia comunque occorra”;
  • “l’atto impugnato in prime cure reca solo un generico richiamo “a elementi logici e chiari a rendere la figura dei due graduati offuscata da ombre idonee a nuocere, attraverso il loro comportamento, al prestigio dell’Amministrazione di appartenenza ed alla funzionalità del servizio” enunciazione adattabile a indefinite situazioni, e inoltre lo stesso risulta omissato per ben sei pagine delle sette che lo compongono; la astrattezza del richiamo operato non permette alcun sindacato giudiziale della misura assunta”.

Il Collegio giudicante ha quindi respinto l’appello presentato dalla Guardia di Finanza, condannando l’Amministrazione al pagamento delle spese di giudizio.

Lascia un commento