BITCOIN …EXPENDO ERGO SUM. Di Marco Martucci

BITCOIN …EXPENDO ERGO SUM

Rassegna del fenomeno Bitcoin e prospettive di una ricognizione giuridica.

Marco Martucci – aprile 2018

– ABSTRACT –

Versione integrale a questo link:http://www.sicurezzacgs.it/wp-content/uploads/2018/05/articolo-Bitcoin-BLU-SCGS-WEB.pdf

 

  • PRESENTAZIONE E DEFINIZIONE.
  • FUNZIONAMENTO
  • VALUTAZIONE
  • NATURA GIURIDICA
  • PERSONE FISICHE
  • PERSONE GIURIDICHE
  • LE PRESTAZIONI DEI MINERS
  • PROSPETTIVE DI UN ACCERTAMENTO SOSTENIBILE
  • ELEMENTI E SCENARI DI DIGITAL FORENICS

 

  • CONCLUSIONI

 

# moneta virtuale

# blockchain

# miner

# peer to peer

# distributed ledger technology

# giurisprudenza bitcoin

# computer forensic and data analysis

# riciclaggio

# I.O.T. – internet of things

# deep web

# accertamento

# digital forenics

 

Il fenomeno Bitcoin si impone all’attenzione delle istituzioni e del mondo economico come un sistema dotato di “vita propria” il quale, secondo le prime pronunce dell’Agenzia delle Entrate «si fonda sull’accettazione volontaria da parte degli operatori del mercato che, sulla base della fiducia, [ne riconoscono] il valore di scambio indipendentemente da un obbligo di legge». Il Bitcoin è una cripto-valuta consistente in flussi di comunicazioni in ambiente peer to peer (condiviso tra “pari” senza l’interposizione di un’entità sovraordinata o accentratrice) attraverso il quale vengono riconosciuti crediti e debiti.

Tali comunicazioni si sedimentano in “blocchi di informazioni” (blockchain) che restano disponibili nel web seppure coperti da uno psudo-anonimato che garantisce totale riservatezza sull’identità fisica (e digitale) degli operatori. La parifica delle transazioni viene sancita dall’azione di una moltitudine di computer (miners) che decodificano le operazioni associando chiavi pubbliche e chiavi private conferendo carattere di “irripudiabilità” alle operazioni. In tal modo il sistema conferisce certezza alle transazioni riducendo a termini quasi inapprezzabili la possibilità di transazioni fasulle o truffaldine.

Il sistema Bitcoin si trova progressivamente al centro dell’attenzione di un fenomeno di “diritto vivente” ovvero di esperienze giurisprudenziali che indirettamente ne stanno tracciando una identità giuridica.

In tal senso l’elaborato integrale, da cui viene estratta questa sintesi, rappresenta nel dettaglio le prime pronunce comunitarie e nazionali, giudiziarie e tributarie. E’ ragguardevole considerare il processo inclusivo con cui si sta cercando di poter “apprezzare” il fenomeno bitcoin anche sotto i profilo antiriciclaggio. L’Unione Europea, e con essa l’Italia, ha già consolidato importanti posizioni costituenti punti di orientamento nell’ambito di un settore che, per sua natura, rende estremamente difficile la ricognizione e l’individuazione di transazioni e flussi di capitali “smaterializzati” nel web.

Costituisce pregevole performance quella del Ministero delle Finanze, il quale ha pubblicato la bozza di un decreto volto ad individuare e regolamentare la figura degli intermediatori finanziari di criptovaluta. E’ una iniziativa singolare che esprime la crescente necessità di rendere malleabile e resiliente la produzione normativa rispetto a fattispecie reali sempre metamorfiche e dinamiche.

Proseguendo su tale traccia vengono espresse delle ipotesi di contestualizzazione fiscale del fenomeno. Vengono, altresì, prospettati degli scenari circa la ricognizione e l’accertamento delle transazioni di bitcoin e la loro ponderazione in un contesto volto a prevenire e contrastare fenomeni illeciti come l’evasione fiscale, il riciclaggio ed il finanziamento di frange terroriste. Le criptovalute costituiscono un fenomeno finanziario che si impone all’attenzione delle Istituzioni per gli effetti oggettivi sul piano economico. Inoltre, non si può sottacere, hanno riscosso grande interesse da parte di tutti gli operatori che possono avere interesse a garantire irrintracciabilità ed anonimato alle proprie attività illegali criminali.

ISIS-funds

Questo scenario impone la considerazione secondo cui il bitcoin è sicuramente un’entità del deepweb nella misura in cui non è possibile una chiara percezione o intellegibilità delle transazioni. La sua collocazione nel darkweb è subordinata alla necessità di una valutazione etica, giuridica, in quanto il bitcoin si trasforma in strumento illegale in relazione dell’uso che ne fa l’utente.

Il documento cui si rimanda rappresenta un concreto percorso logico utile ad ipotizzare scenari ed elementi di digital forenics suffragati dalle conclusioni pubblicate anche dall’A.G.I.D. (Agenzia per l’Italia Digitale).

La diffusa letteratura sul tema consente di apprezzare interessanti riflessioni tratte da approfondimenti dei servizi di intelligence italiani che non si sono sottratti dalla necessità di metabolizzare un fenomeno “pseudo-valutario” che, seppure circoscritto rispetto a quello tradizione della fiat moneta, assume rilevanza per la sua espansione pandemica.

bitcoin chart dice 2017

La legislazione comunitaria ed italiana si rivolge verso il fenomeno bitcoin con grande curiosità, interesse, ma anche perplessità. Ciò che deve essere fatto rilevare è che il sistema bitcoin esprime il suo valore genetico nel criterio di rappresentazioni delle transazioni: le blockchain ovvero dei blocchi concatenati di informazioni criptate. Non a caso le Istituzioni europee ed italiane volgono con grande interesse lo sguardo verso questo sistema trasmissione e dell’archiviazione di grandi moli di informazioni valutandone i vantaggi in diversi contesti tra cui quello sanitario e della pubblica sicurezza ed antiterrorismo.

Infine si esprimono considerazioni circa la sostenibilità giuridica ed operativa delle analisi prospettate alla luce del fatto che il sistema giudiziario italiano si appresta a metabolizzare i primi tentativi di esplorare queste nuove dimensioni digitali con interventi legislativi che hanno da poco accreditato i “captatori digitali”.

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