Assunzioni nel Comparto Sicurezza. Chiarimenti del Governo.

Pubblichiamo stralcio del resoconto della seduta n. 67 del 19 ottobre 2018 della Camera dei Deputati nel corso della quale il Governo ha risposto ad una interpellanza urgente in merito alle assunzioni di personale nel Comparto Sicurezza.

STRALCIO DEL RESOCONTO

Chiarimenti in merito alla posizione del Governo circa le assunzioni di personale nel comparto sicurezza e iniziative volte a evitare il ridimensionamento delle forze dell’ordine sul territorio – 2-00146)

PRESIDENTE. Passiamo all’interpellanza urgente Siracusano ed altri n. 2-00146 (Vedi l’allegato A).

Chiedo alla deputata Matilde Siracusano se intenda illustrare la sua interpellanza o se si riservi di intervenire in sede di replica.

MATILDE SIRACUSANO (FI). Presidente, illustro la mia interpellanza urgente.

PRESIDENTE. Prego, a lei la parola.

MATILDE SIRACUSANO (FI). Grazie, Presidente. Onorevoli colleghi, sottosegretario Candiani, siamo qui a interpellarla per chiederle delucidazioni in merito al piano straordinario di assunzioni che era stato annunciato dal Ministero dell’interno per quanto concerne il comparto sicurezza. Si parlava anche di un piano di redistribuzione sul territorio delle forze dell’ordine, in modo da seguire l’andamento delle emergenze criminali nelle diverse zone. Nel piano citato verrebbe confermata la priorità in città come Roma, Milano e Napoli, che dovranno ottenere un contingente superiore a quello attuale e, invece, si dice che in altre questure verrà fissata una quota limite sotto la quale non si potrà scendere, ovviamente, in termini di unità di personale, ma senza che questo escluda la possibilità di effettuare eventuali tagli.

Quanto appena riportato causerebbe notevoli disagi nelle zone in cui si registrano già episodi di criminalità che in questo modo resterebbero del tutto prive di un piano di sicurezza adeguato per reprimere e combattere tali episodi, perché sappiamo bene che ci sono alcune zone che magari non rispecchiano alcuni criteri, in termini di dimensioni o di abitanti, ma dove si registrano quotidianamente degli episodi di criminalità e, quindi, anche queste zone rientrerebbero tra quelle città e quei comuni che necessitano di un aumento di personale.

A ciò dobbiamo aggiungere di conoscere che, nel Documento di Economia e finanza, ossia la base economica da cui si parte poi per elaborare la legge di bilancio per il prossimo anno, sono state dimenticate in parte le Forze Armate, le forze di polizia e i vigili del fuoco, emarginati. Il Ministro interrogato, il Ministro dell’Interno, aveva poi annunciato a Bari che nel “decreto sicurezza” sarebbero previste le assunzioni straordinarie di uomini delle forze dell’ordine. Si era parlato di 2.500 poliziotti e 1.500 vigili del fuoco quando poi nei fatti è stato smentito, poiché nel decreto citato non è prevista alcuna spesa aggiuntiva.

Proprio sulle assunzioni emergono evidenti perplessità, sottosegretario, poiché, come riportato anche dai maggiori organi di stampa e dalle note diramate dal Ministero, è stabilito che le assunzioni nel comparto sicurezza sono considerate un obiettivo da raggiungere. Oltre, quindi, alle mancate assunzioni, ad avviso dell’interpellante, il Governo non ha fatto altrettanto per valorizzare economicamente il lavoro svolto dagli oltre 470 mila operatori del comparto sicurezza che ogni giorno sono a servizio del Paese per la tutela dell’incolumità dei cittadini e del territorio e che non svolgono un mestiere, ma una missione. Nel DEF 2018, infatti, non sono previste risorse per far partire la nuova stagione contrattuale, vista la scadenza ormai prossima del contratto in essere e non solo. A dispetto delle promesse fatte nelle scorse settimane, nel DEF, non ci sono le risorse per procedere a un nuovo riordino delle carriere, attraverso il quale rivedere le storture provocate dal precedente.

Nel decreto sicurezza è prevista, inoltre, l’istituzione di un fondo per i correttivi relativi al riordino interno delle carriere, alimentato da risorse già disponibili per le Forze di polizia, 30 milioni per il 2017, 15 milioni dal 2018 e da ulteriori 5 milioni di euro a decorrere dal 2018 per le Forze armate. Si tratta, dunque, di un fondo di 20 milioni di euro per l’anno in corso, che risulta costituito per tre quarti da risorse già stanziate dal precedente Governo, che potrebbero essere utilizzate al massimo per qualche piccola miglioria e, in ogni caso, servirà una nuova legge delega e nuovi decreti legislativi.

Inoltre, aggiungo che, lo scorso 10 settembre, la Ministra della Pubblica Amministrazione aveva risposto all’interrogazione dell’onorevole Molinari in merito, appunto, al piano straordinario di assunzioni nel pubblico, affermando che vi sarebbe stato un potenziamento delle Forze di polizia, con un piano straordinario nel periodo 2019-2023, senza però fornire alcun dettaglio in merito né alle risorse stanziate, né alle tempistiche di realizzazione.

Quindi, sottosegretario, le chiediamo di fornirci, appunto, degli opportuni chiarimenti in merito alle dichiarazioni rese dal Governo, poi non supportate effettivamente dai fatti, circa i termini e le risorse stanziate per le assunzioni del personale del comparto sicurezza e quali iniziative intenda assumere, a nostro parere abbastanza urgenti, al fine di scongiurare un ridimensionamento delle Forze dell’ordine che stanno prestando servizio nelle nostre città italiane.

PRESIDENTE. Il sottosegretario di Stato per l’Interno Stefano Candiani ha facoltà di rispondere.

STEFANO CANDIANI, Sottosegretario di Stato per l’Interno. La ringrazio, signor Presidente. Ringrazio anche l’onorevole Siracusano per avere posto questa interpellanza, che consente di ulteriormente precisare, oltre a quelle precisazioni che sono già state fatte sia in sede, qui, di interrogazioni la scorsa settimana, sia nell’altro ramo del Parlamento e le do subito un’anticipazione, ancora prima di passare alla lettura dello svolgimento della risposta. Tutto quello che lei ha elencato lo si trova non nel decreto fiscale, ma si trova nella legge di bilancio, quindi deve ancora essere portato all’attenzione degli organi parlamentari.

Signor Presidente, signori deputati, la linea di intervento che il Governo intende portare avanti, con assoluta determinazione, sul versante della sicurezza dei cittadini ha come obiettivo primario l’innalzamento dell’azione di prevenzione e contrasto delle Forze di polizia rispetto ai diversi fenomeni di illegalità. Il raggiungimento di tale risultato richiede, come passaggio necessario, il potenziamento della capacità operativa delle diverse componenti del sistema sicurezza, da realizzare sia attraverso l’attuazione di un più efficace modello organizzativo degli uffici e dei reparti esistenti sia attraverso un mirato piano di potenziamento straordinario degli organici in alcuni settori strategici. È ovvio che bisogna riorganizzare, perché ci sono anche strutture “vecchie” e ci sono necessità anche di contrasto al crimine nuove. In tale quadro, posso intanto confermare che il Dipartimento della pubblica sicurezza ha già predisposto un progetto per la revisione delle dotazioni organiche delle questure e per la definizione di un nuovo modello organizzativo delle stesse e dei commissariati di pubblica sicurezza, ciò sulla base di parametri e indicatori che fanno riferimento alla complessità dei contesti territoriali di riferimento e, in particolar modo, agli indici di delittuosità generali e al radicamento della criminalità organizzata, all’esistenza di condizioni di particolare conflittualità sociale, oltre naturalmente all’incidenza dei fenomeni migratori. Sul progetto in questione è in corso un confronto con le organizzazioni sindacali della Polizia di Stato.

In merito ai tempi di attuazione, come ho già avuto modo di riferire la scorsa settimana, proprio in quest’Aula, il progetto di riorganizzazione potrà divenire operativo già della primavera 2019, dopo la fase di predisposizione dei necessari atti normativi e ordinamentali.

In merito, poi, all’eventualità di possibili tagli al personale paventata dall’onorevole interpellante, posso assicurare che non è prevista alcuna riduzione di organico ma, al contrario, il potenziamento degli stessi per tutte le questure e a questo rinvio al futuro piano che sarà inserito, appunto, in legge di bilancio come potenziamento degli organici.

Proprio sul versante delle iniziative per il potenziamento degli organici, segnalo lo stanziamento di circa 500 milioni di euro inserito nel disegno di legge di bilancio approvato dal Consiglio dei ministri il 15 ottobre scorso, finalizzato al piano straordinario di assunzioni per poliziotti, magistrati e personale amministrativo. Più in particolare per quanto riguarda il Ministro dell’Interno, faccio presente che il piano straordinario di potenziamento riguarderà, oltre alla Polizia di Stato, anche il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco, il personale della carriera prefettizia e quello contrattualizzato dell’amministrazione civile, al fine di assicurare il mantenimento dei necessari standard di funzionalità anche in relazione a peculiarità specifiche e a compiti in materia di immigrazione, di ordine pubblico, e di favorire altresì necessario ricambio generazionale. E anche su questo intendo sottolineare molto, le nuove assunzioni straordinarie consentiranno di abbassare l’età media, che è un fatto, purtroppo, che nel nostro comparto sicurezza si fa sentire. Per la Polizia di Stato l’intenzione è quella di procedere ad un ripianamento al 100 per cento del turnover del personale attraverso l’attuazione di un piano quinquennale di assunzioni, per azzerare completamente le carenze di organico. Come ha dichiarato il Ministro Salvini in questi giorni, l’obiettivo è quello di arrivare, fin dal prossimo anno, alla progressiva assunzione di 10 mila giovani, uomini e donne, tra Forze dell’ordine, Vigili del fuoco e altri addetti del comparto sicurezza.

Intanto, l’attenzione dell’Esecutivo su questi temi si è già tradotta con l’introduzione di specifiche misure nel decreto-legge n. 113 del 4 ottobre 2018, il cosiddetto decreto sicurezza e immigrazione che è in fase di conversione a partire dal Senato. In questo modo, mi riferisco, in particolare, allo stanziamento di 15 milioni di euro per il 2018 e di 49 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2019 al 2025, destinati al potenziamento degli apparati tecnico-logistici della Polizia di Stato e dei Vigili del fuoco, allo stanziamento di circa 38 milioni di euro per il pagamento dei compensi per il lavoro straordinario svolto dal personale della Polizia di Stato, all’incremento di circa 6 milioni di euro per l’anno 2019, di 5 milioni di euro a partire dall’anno 2020, degli stanziamenti per la retribuzione del personale volontario dei Vigili del fuoco, all’istituzione di un fondo per i correttivi del riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia e delle Forze armate, ivi comprese le capitanerie di porto, pari a 15 milioni di euro per il 2018 e a 15 milioni di euro a decorrere dal 2019, non utilizzati per l’emanazione dei decreti correttivi. A tali risorse va aggiunta una quota pari a 5 milioni di euro a decorrere dall’anno 2018, risorse recuperate a seguito dell’attuazione del processo di revisione dello strumento militare e di risparmi realizzati in relazione all’attuazione di misure di ottimizzazione e organizzazione finanziaria. Al riguardo si comunica, inoltre, che è intenzione del Governo incrementare di 100 milioni di euro, a decorrere dal 2019, le risorse del predetto fondo. Al fine di dare compiuta attuazione al progetto di riordino e corrispondere agli impegni già assunti in sede di audizioni degli organismi sindacali e del Cocer del personale, è, poi, allo studio una proposta per la proroga della delega dei decreti correttivi, da inserire già in sede di conversione del decreto-legge sicurezza.

In conclusione, il Governo confida che le misure in atto e quelle che si realizzeranno nei prossimi mesi consentiranno di innalzare ulteriormente gli standard di operatività e di efficacia di tutte le componenti del sistema sicurezza, sistema che rappresenta un asset strategico per garantire quel quadro di legalità necessario ad assicurare le precondizioni per lo sviluppo e la crescita del nostro Paese.

Quindi, concludo e dico senza problemi all’onorevole interpellante, che le risorse che sta mettendo a disposizione il Governo, e che sotto l’impegno del Ministro Salvini le forze dell’ordine potranno utilizzare, consentono di garantire non solo il turnover, quindi con l’abbassamento dovuto all’età anagrafica più bassa del personale, ma un incremento straordinario che non ha eguali per decenni nel nostro comparto sicurezza, e un’immissione di risorse a disposizione che non ha uguali per molti decenni nel comparto sicurezza.

Ovviamente occorrerà riorganizzare, perché anche le fattispecie di criminalità che debbono essere contrastate sono differenti: ci sono specialità che devono essere incrementate, e specialità che ormai hanno passato il tempo e quindi vanno riorganizzate. Su tutto questo il nostro impegno le posso garantire che è massimo.

PRESIDENTE. La deputata Matilde Siracusano ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interpellanza.

MATILDE SIRACUSANO (FI). La ringrazio, sottosegretario, per la risposta. Siamo parzialmente soddisfatti per gli obiettivi che lei con molta determinazione si sta prefissando; però le devo dire che non siamo soddisfatti per le misure poste in essere finora da questo Governo, anche perché le risorse stanziate ci risultano veramente poche.

Anche per quanto riguarda il bilancio che lei prima mi ha citato, si era parlato di 1 miliardo per le assunzioni straordinarie, e dopo un minuto abbiamo sentito che questo miliardo era diventato 500 milioni, in questi 500 milioni poi sono stati aggiunti i magistrati e il personale amministrativo. Per cui siamo qui a sollecitare un impegno sempre crescente verso quelle che sono per noi emergenze prioritarie, cioè le necessità delle forze dell’ordine, del nostro comparto sicurezza che è sottodimensionato, che opera con straordinari risultati al netto di risorse esigue, di stipendi inadeguati, di dotazioni obsolete e con scarse garanzie dal punto di vista anche legale e previdenziale.

Devo riconoscere che obiettivamente noi siamo un po’ dispiaciuti nel vedere che nella legge di bilancio c’è il reddito di cittadinanza che prevede un’erogazione di 780 euro per i disoccupati, e contestualmente gli stipendi dei poliziotti non superano i 1.200 euro al mese, quando le nostre forze dell’ordine tutti i giorni svolgono una missione per noi, rischiando la vita per la nostra incolumità; e quindi noi siamo sempre a sollecitare rispetto a questa direzione. Io le ricordo che nel nostro programma elettorale, che abbiamo condiviso e sottoscritto, grazie al quale abbiamo ottenuto il massimo consenso da parte degli italiani, il punto 5 recitava: più sicurezza per tutti; e tra gli obiettivi vi era: tutela della dignità delle forze dell’ordine, delle Forze armate, con stipendi dignitosi, dotazioni adeguate di personale, mezzi e tecnologie adeguati al contrasto del crimine e del terrorismo.

Questo punto ce lo dobbiamo fissare come obiettivo e come emergenza; e quindi noi combatteremo tutti i giorni finché non vedremo un effettivo cambio di rotta, e onestamente fino adesso dalle premesse questo non ci risulta. Combattiamo quindi insieme, perché questa è una priorità: le nostre forze di sicurezza non possono continuare a lavorare in queste condizioni di emergenza, noi non possiamo cullarci neanche della loro straordinaria capacità di sopperire alle emergenze in cui si trovano.

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