Assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’Arma dei Carabinieri. Iscrizione alla Cassa di previdenza delle Forze Armate. Parere del Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato, nell’adunanza del 20 dicembre 2016, ha emesso un nuovo parere (n. 175/2017) sul D.Lgs. n. 177/2016, reso a seguito della proposizione di un quesito da parte del Ministero della difesa – Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, al fine di dirimere ““alcune problematiche” relative all’iscrizione del personale prima appartenente al disciolto Corpo Forestale dello Stato alla Cassa di previdenza delle Forze Armate, disciplinata dal Codice dell’ordinamento militare e dal Testo Unico dell’ordinamento militare, data la sostanziale differenza di “natura giuridica” e di “scopi” tra tale Cassa e la Cassa mutua di previdenza ed assistenza al personale del Ministero delle politiche agricole e forestali, istituita con il d. P.R. n. 327 del 1960, cui il predetto personale è attualmente iscritto”.

In particolare, Il Ministero della Difesa, nell’evidenziare che:

  • la Cassa mutua da ultimo citata è costituita dai dipendenti del Ministero delle politiche agricole e forestali, ivi compresi gli appartenenti al Corpo Forestale dello Stato, che possono aderirvi “a titolo volontario” e, oltre a scopi previdenziali, si pone anche finalità mutualistiche ed assistenziali”;
  • “la Cassa di previdenza delle Forze Armate, viceversa, …, ha carattere obbligatorio per il personale delle Forze Armate, che è tenuto alla contribuzione e non può recedere dal vincolo del versamento (art. 1913 del Codice); …; fornisce “prestazioni previdenziali integrative” quali l’indennità supplementare e l’assegno speciale; non ha natura assistenziale o mutualistica”,

ha ritenuto di dover “acquisire un qualificato parere sulla problematica in argomento” e, in particolare, in merito:

  • all’obbligatorietà della contribuzione alla Cassa di previdenza delle Forze Armate da parte del personale del Corpo Forestale dello Stato che transiterà nell’Arma dei Carabinieri “per sopravvenuta disposizione di legge e non per arruolamento volontario”;
  • “all’“evidente e ingiusto danno economico” che si verificherebbe per il predetto personale del Corpo Forestale dello Stato che, obbligato alla contribuzione alla Cassa di previdenza delle Forze Armate e trovandosi a meno di sei anni di servizio dal congedo, non maturerebbe il diritto a percepire l’indennità supplementare”;
  • “alla “possibile sospensione” delle trattenute stipendiali al personale del Corpo Forestale dello Stato che transiterà nell’Arma dei Carabinieri “in attesa della eventuale definizione della tematica a livello legislativo”.

Nel merito di quanto richiesto, il Consiglio di Stato, nel rappresentare come:

  • le delicate questioni evidenziate dall’Amministrazione non sono state affrontate, dal punto di vista normativo, dal decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 177 (“Disposizioni in materia di razionalizzazione delle funzioni di polizia e assorbimento del Corpo Forestale dello Stato…”), il quale ha attuato la delega di cui all’art. 8, comma 1, lett. a), della legge 7 agosto 2015, n. 124 (“Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”)”;
  • “tuttavia, le disposizioni normative attualmente vigenti appaiono inequivoche nello stabilire che, a seguito del transito ope legis del personale del Corpo Forestale dello Stato nell’ambito dell’Arma dei Carabinieri, tale personale dovrà essere iscritto d’ufficio alla Cassa di previdenza delle Forze Armate”;
  • “le problematiche evidenziate dall’Amministrazione richiedente il parere possano trovare adeguata risoluzione – in ossequio al principio di gerarchia delle fonti – tramite l’adozione di specifiche disposizioni di rango primario. Tale possibilità è, peraltro, esplicitamente prevista dallo stesso articolo 8 della legge di delega n. 124 del 2015, in precedenza richiamata, in base al quale, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del decreto legislativo con cui si è proceduto all’assorbimento del Corpo Forestale dello Stato nell’ambito dell’Arma dei Carabinieri – ovvero il già citato d. lgs. n. 177 del 2016 – il Governo può adottare “…uno o più decreti legislativi recanti disposizioni integrative e correttive”;
  • “nell’ambito dei suddetti decreti, sarà possibile prevedere una puntuale disciplina relativa alle questioni di cui si converte, anche intervenendo – se del caso – con apposite norme transitorie che possano ovviare alle eventuali criticità della disciplina di prima applicazione ravvisate con il quesito in oggetto, senza alterare la portata della riforma”,

ha comunque evidenziato come “le questioni sottoposte al suo esame riguardano anche le competenze di altre Amministrazioni rispetto al Ministero della difesa – Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e, in particolare, quelle del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e del Ministero dell’economia e delle finanze”, così sospendendo l’espressione del parere in attesa che l’Amministrazione proceda ad acquisire “l’avviso dei richiamati Ministeri in merito alle questioni di cui al quesito; …l’avviso anche di ulteriori organi amministrativi ritenuti competenti per materia, qualora ciò appaia opportuno al fine di fornire alla Sezione un quadro il più possibile esaustivo delle questioni di cui si converte, data la loro peculiare complessità”.