Assegnazione temporanea del personale GDF che ha figli minori di tre anni

L’assegnazione temporanea, a richiesta dell’interessato, ove presta attività lavorativa il coniuge, per il personale della Guardia di Finanza che ha figli minori di tre anni, discende da un’applicazione contemperata dell’art. 42 bis del Testo Unico per la Tutela della Maternità e Paternità.

Tale norma, infatti, risulta di una portata più ampia e riguarda la generalità di tutto il personale della Pubblica Amministrazione, con figli minori di tre anni, che può chiedere l’assegnazione nella Provincia o Regione ove presta servizio il coniuge, anche in un’Amministrazione diversa da quella di appartenenza.

Dopo anni di battaglie portate avanti in tutte le sedi politiche ed istituzionali, da alcuni delegati Co.Ce.R. e da alcune sigle sindacali, contro un orientamento di completa chiusura sull’applicazione di tale istituto nel comparto difesa e sicurezza e grazie ad una giurisprudenza ormai pressoché consolidata, a breve, la Guardia di Finanza, su sollecitazione del Consiglio Centrale di Rappresentanza, emanerà una specifica circolare che sancirà l’applicabilità di tale istituto e ne disciplinerà i criteri esplicativi.

In particolar modo, la circolare prevedrà che:

  1. Il personale della GdF, di ogni ordine e grado, che ha figli minori di tre anni potrà chiedere l’assegnazione a domanda, per un reparto del Corpo ubicato nella Regione o Provincia ove il coniuge presta la propria attività lavorativa, anche autonoma;
  2. La domanda potrà essere presentata entro i tre anni del bambino, in qualsiasi momento e la conseguente assegnazione, qualora accolta, avrà una durata successiva di tre anni;
  3. L’istanza potrà essere presentata a prescindere  se il coniuge svolge attività dipendente a tempo indeterminato o determinato, a tempo pieno o parziale o se svolge attività professionale, artigianale o di lavoro autonomo;
  4. L’istanza dovrà essere presentata al comando di appartenenza e sarà soggetta a valutazione da parte della linea gerarchica e condizionata, così come previsto dalla stesso art. 42 bis, alla disponibilità di un posto vacante della qualifica corrispondente a quella ricoperta, presso il reparto che viene richiesto;
  5. Il periodo di tre anni potrà essere richiesto anche in modo frazionato per periodi di almeno sei mesi;
  6. Il procedimento amministrativo dovrà concludersi entro 120 giorni dalla presentazione dell’istanza;
  7. Il trasferimento ottenuto ai sensi dell’art. 42 bis, comporterà l’interruzione degli anni già maturati ai fini della presentazione dell’istanza di trasferimento nel piano degli impieghi annuali.

Al momento, rimane da valutare se l’Amministrazione emanerà, così come richiesto dal Co.Ce.R., un’analoga circolare esplicativa anche per il personale del ruolo ufficiali, atteso che la legge in esame è stata emanata dal legislatore per tutelare princìpi di rango costituzionale quale la tutela del bambino ed il diritto ad esercitare la genitorialità.

Un altro aspetto, inoltre, da monitorare con attenzione, sarà quello riferito alle istanze presentate dal personale qualificato o specializzato, che avrà senz’altro qualche difficolta in più nell’assegnazione, atteso che la stessa potrebbe risultare di più difficile attuazione proprio in ragione della potenziale indisponibilità di posti nella qualifica corrispondente presso il reparto che verrà richiesto.

E’ auspicabile, infine, che l’Amministrazione, ai vari livelli, non attui forme di ostruzionismo opponendo alle richieste che presenterà il personale sonori dinieghi contenenti le ormai note “esigenze di servizio”, ritenute, peraltro, anche dalla giustizia amministrativa, generiche e non idonee, se non supportate da fatti concreti, ad impedire la fruibilità di un diritto di rango Costituzionale, qual è appunto l’accudimento di un figlio minore.

 

Eliseo Taverna

*Delegato Co.Ce.R. della Guardia di Finanza

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