Appuntati scelti transitati nel ruolo superiore: Una sperequazione priva di ogni logica razionale e giuridica

 

Il D.Lvo 95/2017 che ha riordinato carriere e ruoli delle forze di Polizia, approvata recentemente dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e “bollinata” dalla Ragioneria Generale dello Stato, ha previsto, tra l’altro, all’art 45 comma 3, che al personale in servizio al 31 dicembre 2016 che, secondo la legislazione vigente alla medesima data, aveva conseguito la promozione al grado di appuntato scelto entro il 1° gennaio 2017, la corresponsione – entro il 31 dicembre 2017- di un assegno lordo una tantum, di natura accessoria, di euro 800 (con almeno 8 anni nel grado) o di euro 1000 (con almeno 12 anni nel grado).

Ne è disceso, pertanto, che anche agli appuntati scelti + 8 e + 12 al 1° gennaio 2017, che stavano frequentando o che avevano frequentato, a far data dal 1° gennaio 2017 al 30 settembre 2017, un corso per accedere al grado superiore, è stato corrisposto l’assegno una tantum in parola.

Prima dell’entrata in vigore del riordino, peraltro, agli Appuntati scelti + 8, così come a tutti i gradi apicali delle categorie sovrintendenti ed ispettori, in caso di passaggio al grado superiore, per il quale era previsto un parametro stipendiale inferiore a quello in godimento, si applicava un emolumento, assegno personale pensionabile (cosiddetto assegno ad personam), ai sensi dell’art. 3, comma 6, del Decreto Legislativo n. 193/2003, pari alla differenza tra il vecchio ed il nuovo parametro es: (App. sc+8 parametro 113,50 promosso Vicebrigadiere parametro inferiore 112,25, gli veniva attribuito una misura economica pari alla differenza).

Di fatto, nella fase che ha connotato il passaggio tra il vecchio ed il nuovo sistema (entrata in vigore dei nuovi parametri 01 ottobre 2017) al personale che ha svolto il corso per la nomina a Vicebrigadiere, conseguendo il nuovo grado prima del 01 Ottobre 2017 (data di entrata in vigore dei nuovi parametri), è stato attribuito il parametro attualmente in vigore per i vicebrigadieri – pari a 112.25 – previsto con la vecchia normativa, più l’assegno “ad personam” per colmare la differenza tra il più vantaggioso parametro, precedentemente attribuito, spettante all’Appuntato scelto+ 8 (113,50) ed il meno vantaggioso parametro del Vicebrigadiere.

Alla data del 1° Ottobre 2017, tuttavia, con l’entrata in vigore dei nuovi parametri valorizzati, agli stessi è stato applicato il nuovo parametro previsto per il Vicebrigadiere, pari a 116,75.

L’art. 45 commi 5 e 6, disposizioni finali, finanziarie e di coordinamento, del Decreto Legislativo emanato, recante “disposizioni in materia di revisione dei ruoli delle forze di polizia”, inoltre, ha stabilito che al personale delle Forze di Polizia che per effetto dell’entrata in vigore delle disposizioni del riordino percepisce un trattamento fisso e continuativo inferiore a quello percepito prima dell’entrata in vigore delle nuove regole è attribuito un assegno ad personam pari alla differenza riassorbibile con i successivi aumenti delle voci fisse e continuative.

Analogo emolumento, riassorbibile con i successivi incrementi retributivi conseguenti a progressione di carriera o per effetto di disposizioni normative a carattere generale, peraltro, è attribuito allo stesso personale in caso di passaggio di qualifiche o gradi degli stessi o di diversi ruoli o di transito ai ruoli civili che comporta il pagamento di un trattamento fisso e continuativo inferiore a quello in godimento prima del passaggio.

Nonostante tali norme di salvaguardia economica, tuttavia, il citato personale, attualmente, si vede attribuito un parametro inferiore rispetto a quando ricopriva il grado più basso e, quindi, un trattamento economico inferiore.

E’ noto come la maggior parte degli appuntati scelti frequentatori dei predetti corsi avevano maturato, alla data del 1 gennaio 2017, gli 8 anni di permanenza nel grado, che avrebbero garantito loro il parametro stipendiale di 121,5 previsto dalla riforma.

Frequentando il corso, con l’intento di ottenere un elevazione professionale e d’impiego non solo nell’interesse personale, ma anche dell’Amministrazione, sono stati promossi al grado di vicebrigadiere prima del 1 ottobre 2017, perdendo in questo modo il diritto a percepire il predetto parametro individuato dalla riforma, ed ottenuto quello meno favorevole pari a 116,75.

Si stima che tale discrasia, abbia cagionato un danno patrimoniale di circa 600 euro, per i cinque anni di permanenza nel grado da vicebrigadiere, ovvero fino al raggiungimento del grado di brigadiere che prevedrà l’attribuzione del parametro superiore.

Una sperequazione, peraltro, già evidenziata nel parere rilasciato alla bozza del decreto dalle Commissione Parlamentari I^ e 4^ e non recepita dal Governo solo ed esclusivamente per insufficienza di risorse economiche.

E’ del tutto evidente, pertanto, come una simile discrasia economica, del tutto ingiustificata, debba essere necessariamente riequilibrata in occasione dell’emanazione dei decreti correttivi previsti dall’articolo 8, punto 6,delle legge 7 Agosto 2015, n. 124,da emanarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi (7 Luglio 2017) di cui al comma 1.

F.to: Umberto Orlandi, Moreno Cargiolli, Antonio Aldo Croce, Antonello Pietro Depalno, Antonio Michele Franzo, Lorenzo Franceschi, Nazario Lobascio, Raffaele Logiurato, Marcello Lombardo, Roberto Magazzù, Federico Magliacane, Fabrizio Mancini, Luigi Manna, Domenico Marrazzo, Sergio Moscagiuri, Massimiliano Mura, Angelo Nardin, Salvatore Nicosia, Fabio Ottaviani, Alfredo Papa, Paolo Parigi, Giuseppe Passarello, Giovanni Pepe, Gennaro Petricciuolo, Emilio Petrilli, Carmelo Piccinino, Marco Piscopo, Giovanni Polidoro, Angelo Prato, Michele Sanna, Walter Santarelli, Rino Saraceno, Giuseppe Sardone, Francesco Senese, Giandomenico Serra, Alberto Speziali, Fabio Tabolacci, Paolo Stefano Toro, Francesco Troiano, Rinaldo Urru, Giuseppe Urso, Giovanni Ventrone, Antonio Villano.

 

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