Approvato definitivamente in I Commissione del Senato il disegno di conversione del Decreto Legge 20 febbraio 2017, n. 14. Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città.

Nella riunione n. 475 dell’11 aprile 2017 della I Commissione permanente del Senato è stato definitivamente approvato, in attesa di pubblicazione, il disegno di legge n. 2754 di conversione del Decreto Legge 20 febbraio 2017 n. 14 con il quale sono state emanate norme in materia di sicurezza urbana.

Nel corso della riunione si è anche collateralmente trattato il tema dell’identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine in attività di ordine pubblico, oggetto di diversi disegni di legge giacenti presso le Commissioni di Camera e Senato (A.C. 3016; A.S.803; A.S.1307; A.S.1337; A.S.1412). In particolare:

  • la senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL), in riferimento ad alcuni emendamenti dichiarati improponibili, in materia di identificazione degli appartenenti alle Forze dell’ordine che espletano attività di ordine pubblico, ha osservato che il Governo, durante l’esame presso la Camera dei deputati, aveva inizialmente presentato un emendamento in tal senso, poi ritirato, nonché ricordato che, da molto tempo, è all’esame della Commissione affari costituzionali un disegno di legge di analogo tenore, in riferimento al quale erano stati assunti precisi impegni, da parte del Governo, per una compiuta regolamentazione legislativa della materia, che consenta all’Italia di conformarsi agli altri ordinamenti democratici d’Europa. La Senatrice ha quindi chiesto al sottosegretario Bubbico se sia possibile conoscere l’orientamento e le reali intenzioni dell’Esecutivo, non ritenendo più tollerabile un rinvio ulteriore dell’esame parlamentare di una questione così sensibile e così fortemente avvertita dall’opinione pubblica;
  • la senatrice LO MORO (Art.1-MDP), nel comprendere le sollecitazioni avanzate dalla senatrice De Petris, ha ritenuto che sia necessario assumere un indirizzo coerente sul tema della identificazione degli appartenenti alle forze dell’ordine in occasione di attività di ordine pubblico. Si associa quindi alla richiesta, indirizzata al Governo, di fornire chiarimenti su quali possano essere gli strumenti normativi, da apprestare in tempi congrui, per poter risolvere una questione tanto sensibile e che, allo stesso tempo, debba essere compiuto ogni sforzo per poter concludere l’iter parlamentare del disegno di legge volto ad introdurre nell’ordinamento il reato di tortura. Anche in questo caso, si tratta, a suo avviso, di un profilo che attiene alla civiltà giuridica del Paese e che merita, pertanto, la massima attenzione;
  • il vice ministro BUBBICO ha rassicurato circa la volontà del Governo di giungere ad una soluzione quanto più possibile rapida affinché, anche nell’ordinamento italiano, sia previsto un sistema di identificazione degli appartenenti delle forze dell’ordine nello svolgimento di attività di ordine pubblico, ricordando che, in sede di esame presso l’altro ramo del Parlamento, il Governo ha presentato un emendamento in materia, che però ha ritirato per ragioni tecniche, con l’intento di ripresentarlo nel corso dell’esame in seconda lettura in Senato. Purtroppo, l’approssimarsi della scadenza per la conversione in legge del decreto non consente di apportare modifiche che, se accolte, determinerebbero la necessità di un terzo passaggio parlamentare. Il vice ministro ha poi ribadito, però, l’immutato intendimento del Governo per una definizione legislativa della questione, manifestando pertanto un orientamento favorevole affinché l’iter di esame del disegno di legge di iniziativa parlamentare, già avviato in Commissione, possa concludersi in tempi congrui. Per quanto attiene all’ulteriore questione sollevata dalla senatrice Lo Moro, il vice ministro ha assicurato che rappresenterà tale sollecitazione nelle sedi competenti, esprimendo, a titolo personale, la propria condivisione sulla necessità di provvedere, anche in questo caso in tempi certi, ad una definizione normativa del reato di tortura.

Più strettamente nel merito poi del disegno di legge di conversione:

  • il senatore CRIMI (M5S), nell’annunciare – a nome del Gruppo – che si sarebbe astenuto dalla votazione, ha rilevato che il provvedimento appare segnato da estrema incoerenza, in quanto, a fronte di interventi promessi in favore della sicurezza, non sono corrispondentemente stanziate adeguate risorse. Peraltro, si affidano ai sindaci poteri che potranno essere interpretati anche in modo improprio e, in alcuni casi, autoritario. Ha quindi segnalato la scarsa attenzione riservata alle periferie urbane e al degrado sociale, che si preferisce nascondere piuttosto che affrontare e paventato il rischio di una sostanziale “apolidia” per quei cittadini raggiunti da provvedimenti di allontanamento, che oltretutto – in base alla norma del decreto – non possono avere durata inferiore ad un anno;
  • il senatore MAZZONI (ALA-SCCLP), nell’annunciare il voto contrario del suo Gruppo, ha rilevato che – al di là delle intenzioni – il decreto si limita a conferire poteri e competenze in materia di sicurezza agli enti locali, senza che tale devoluzione di competenze sia accompagnata dal contestuale trasferimento di adeguate risorse finanziarie, criticando, inoltre, l’estensione del DASPO, già prevista per le manifestazioni sportive, anche ad altri ambiti, evidenziando, in particolare, le difficoltà di una concreta applicazione e, in ogni caso, ritenendo estremamente incerti i limiti entro i quali la misura può essere disposta. Pur valutando in modo positivo l’introduzione dell’arresto in flagranza differita,  il Senatore Mazzoni ha espresso le proprie riserve sull’impianto generale del decreto-legge, soprattutto perché non appare idoneo a risolvere i problemi reali che assillano i centri urbani, con particolare riguardo al crescente degrado delle periferie;
  • la senatrice DE PETRIS (Misto-SI-SEL), nell’annunciare il voto contrario del suo Gruppo, ha ritenuto che il decreto sia il prodotto di una operazione puramente propagandistica, volta ad alimentare la paura percepita dai cittadini e che l’attribuzione ai sindaci di poteri di gestione della sicurezza sia al limite della compatibilità costituzionale. Non sono, invece, affrontate adeguatamente, a suo avviso, le criticità che assillano le periferie urbane, le quali meriterebbero, al contrario, politiche di riqualificazione ambientale, capaci di rivitalizzare anche il commercio di quartiere, potente fattore di aggregazione e di socialità. L’operazione compiuta appare, invece, di natura puramente cosmetica, finalizzata ad allontanare dalla vista dei cittadini i fenomeni più evidenti di degrado, determinando peraltro un’insopportabile criminalizzazione della marginalità e della povertà, operazione che appare molto discutibile sul piano ideologico. La Senatrice ha poi ribadito le sue critiche sulla scelta di estendere la misura del DASPO, originariamente prevista per le manifestazioni sportive, anche ad altri ambiti, segnalando, al riguardo, profili di incostituzionalità, in quanto la libertà personale può essere limitata, in assenza di un provvedimento di natura giurisdizionale, come conseguenza di un atto amministrativo;
  • la senatrice BERNINI (FI-PdL XVII) ha osservato, in primo luogo, che le misure previste nel decreto riproducono, in maniera pedissequa e poco efficace, norme già adottate dai governi di centro-destra. Inoltre, le numerose disposizioni manifesto contenute nel provvedimento sono prive di adeguate coperture finanziarie e, quindi, sostanzialmente inattuabili. Nel criticare molte delle scelte legislative compiute, ha ribadito in particolare le sue riserve sull’articolo 11, in materia di occupazioni abusive, in riferimento alle quali – nonostante le rassicurazioni fornite dal rappresentante del Governo – ritiene che la soluzione individuata contraddica gli scopi prefissati, essendo suscettibile di rendere ancor più arduo il diritto dei proprietari di rientrare in possesso dei loro immobili. La Senatrice ha quindi annunciato il voto contrario del suo Gruppo;
  • il senatore CONSIGLIO (LN-Aut) ha espresso la propria delusione rispetto ad un provvedimento, che – al momento della sua presentazione – si presentava meritevole di attenzione, anche perché recuperava alcune proposte avanzate dalla sua parte politica. Ha poi rilevato che la devoluzione di poteri e di competenze ai sindaci, che peraltro in materia di scurezza si sono sempre spesi per le loro comunità, non tiene conto delle mutate condizioni sociali e dei contesti nei quali essi sono costretti ad operare. Il progressivo trasferimento di poteri e competenze agli enti locali, inoltre, non è adeguatamente supportato da risorse finanziarie idonee a far fronte ai compiti affidati, annunciando, quindi, a nome del suo Gruppo, un voto contrario.

La Commissione ha quindi conferito mandato al relatore Pagliari a riferire favorevolmente in Assemblea sul disegno di legge n. 2754, di conversione del decreto-legge n. 14 del 2017, e a richiedere lo svolgimento della relazione orale.

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