Achille Serra: “Il nuovo reato di tortura? Oltraggio alle forze dell’ordine”. da libero quotidiano.it

7 Luglio 2017

Achille Serra: “Il nuovo reato di tortura? Oltraggio alle forze dell’ordine”. Da Libero Quotidiano.it

Caro Achille Serra, ex questore di Milano, ex prefetto di Ancona, Palermo, Firenze, Roma, ex deputato, simbolo vellutato di legge o ordine, le comunico che la «tortura» è un reato…
«Bella roba»

Non è d’accordo?
«Sono d’accordo solo sul punto delle espulsioni: in base all’articolo 3 della convenzione Onu “nessuno può essere espulso o estradato verso paesi dove vi sia rischio fondato che si pratichi la tortura”. Alcuni paesi dell’Africa non sono raccomandabili. Altresì non capisco come tale reato interessi l’Italia, Paese dove tendenzialmente le torture non ci sono»

Il Pd, in cui lei ha militato dieci anni fa (ha militato anche in Forza Italia, dieci anni prima), la pensa in modo diametralmente opposto
«Veramente io non stavo col Pd, stavo con Veltroni, un amico. E non parlo da politico, né di destra, né di sinistra. Mi affido semplicemente alla mia esperienza…«

Lei la pensa come Carlo Nordio. Il quale scrive che questo neo-reato è «un messaggio ostile alle forze dell’ordine, ne mina la serenità e la fiducia nello Stato».
«Certo. Ovvio che poi ci sono stati casi di reati gravissimi, anche con morti. Ma non si può parlare genericamente di tortura, semmai di singoli poliziotti o carabinieri che sbagliano»

Perché in molti dicono «aspettavamo da 33 anni il disco verde dopo la convenzione Onu»?
«Perché si parla alla pancia, si fa politica. In molti mi dicono: ma il reato di tortura ce lo chiede l’Europa. Vabbè. Ma pure noi vorremo tanto una mano dall’Europa sui migranti, per esempio…»

Ma, onestamente, non è che, in certi casi, le forze dell’ordine ci sono andate giù pesanti?
«Certo, gliel’ho detto. Ma, in Italia, tra sbirri, di solito chi sbaglia paga»

Beh, oddio…
«Guardi, la grande famiglia delle forze dell’ordine in Italia è di 350mila unità, come l’intera popolazione della città di Bologna. Secondo lei non ci possono essere le pecore nere?»

Questa discussione, se non erro, lei non la fece già nel 2009, in Parlamento?
«Esatto. E allora mi appoggiò il centrodestra. Anche allora l’emiciclo era diviso tra chi diceva “la vuole l’Europa” e chi non la voleva proprio».

E, allora, lei tirò fuori la storia che le pene, in Italia, in realtà già ci sono.
«Certo: l’abuso di potere, la lesione, la lesione aggravata, se uno muore esiste l’omicidio. Se il reato lo commette un pubblico ufficiale ci sono le aggravanti. Questo paese trabocca di norme e di pene, non ne servono altre. Basterebbe applicare quelle che già ci sono»

Nella legge appena approvata si applica la prescrizione ordinaria. Molti giuristi a sinistra sostengono che la tortura dovrebbe essere imprescrivibile. Lei, su questo, come la pensa?
«Non sono d’accordo col delitto di tortura, figuriamoci sul fatto che dovrebbe essere imprescrivibile. Imprescrivibile è l’omicidio. E, per entrare nel tecnico, ci sono vari tipi di tortura, di vario livello. Generalizzare sa veramente di provocazione. E la prescrizione è già abbastanza pesante per i reati più gravi, tutti quelli con pena da 4 a 12 anni. La rapina va da 3 a 10 anni di reclusione, 15 se si tratta di rapina a mano armata»

Con la tortura si sta discutendo anche dello ius soli…
«Guardi, se un bambino nasce da due genitori stranieri che vivono in Italia da tempo, hanno un lavoro, si sono integrati, non delinquono e rispettano le leggi; be’ io non vedo il motivo per cui il bambino che nasce non possa essere italiano. Altro è se un straniera viene a sgravare apposta in Italia, quello è sbagliato».

Lo ius soli è urgente come la tortura?
«Per me urgenti sono i 6 milioni di italiani in stato di povertà che non riescono a portare il piatto a tavola. E gli altri 4 milioni che si apprestano a raggiungerli. Parlo di italiani. Solo che quando tocchi l’argomento la politica si gira dall’altra parte. E qui entrano in gioco l’urgenza della tortura, e lo ius soli»

L’altro giorno, tanto per non farci mancare nulla, si è parlato anche di riforma del processo penale. E della prescrizione che si interrompe per 18 mesi dopo la sentenza di primo grado.
«Per me la prescrizione va interrotta. I cavilli degli avvocati e la lentezza della giustizia, qui, allungano i processi fino 15 anni. In questo sono per l’immediatezza del processo, all’americana. E l’interruzione è lo strumento…»

di Francesco Specchia

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/12432669/achille-serra-reato-tortura-oltraggio-forze-dell-ordine.html

Lascia un commento