2 giugno 2018. La Festa della Repubblica Italiana diventa anche la festa dei diritti dei militari.

Nella giornata dello scorso 2 giugno si è celebrata la Festa della Repubblica Italiana, tradizionalmente incentrata anche sull’impiego delle Forze Armate e delle Forze di Polizia a tutela della collettività e delle Istituzioni democratiche.

Ebbene, quella del 2 giugno 2018 sarà certamente ricordata, da tutto il personale militare e delle forze di polizia ad ordinamento militare, anche quale la festa dei diritti dei militari.

Non sono infatti sfuggite le forti parole pronunciate in merito dal nuovo Ministro della Difesa Elisabetta Trenta nel corso di una manifestazione tenutasi a Roma in Piazza della Bocca della Verità, alla presenza di migliaia di persone.

Il neo Ministro della Difesa, nel suo accorato discorso ha non solo evidenziato che “la distanza tra il mondo militare ed il mondo civile è ancora molto consistente” e che “si è fatto poco per riavvicinare le categorie”, ma ha anche formulato alcune promesse importanti sui “diritti dei lavoratori ponendo la massima attenzione ai temi della retribuzione, della previdenza e della salute dei militari”.

Nel suo intervento il Ministro della Difesa ha poi enucleato una serie di obiettivi che si pone il Governo ed il suo dicastero nel mandato appena avviatosi, affermando che ci si concentrerà soprattutto “sulla tutela del personale militare e civile. Vale a dire sul benessere e sulla qualità del lavoro e della vita del personale”, sostenendo chiaramente che “oltre ai doveri che sono importanti ci sono e debbono esserci i diritti”. Nel fare questo Elisabetta Trenta ha anche affermato che ciò costituisce un principio costituzionale che ha intenzione di seguire come un faro nell’ambito della sua attività ministeriale.

Il Ministro della Difesa ha poi affrontato il tema del rapporto tra le Forze Armate Italiane e quelle europee, affermando che “se apriamo un confronto tra i nostri militari ed i miliari degli altri paesi dell’unione europea scopriamo una voragine. In Italia i diritti dei militari italiani non sono ancora tutelati a dovere mentre nel resto di Europa si contano associazioni e sindacati, almeno in una ventina di paesi”.

Elisabetta Trenta ha quindi citato espressamente la recente e nota sentenza della Corte Costituzionale in tema di tutela sindacale degli appartenenti alle forze armate, sostenendo che “è una tematica importante che dovremo affrontare valutando attentamente sia le esigenze del personale sia quella della funzionalità delle forze armate”.

Nella parte conclusiva del suo intervento il Ministro ha poi inteso affermare di avere altresì intenzione di impegnarsi in “altri temi quali la tutela della salute, delle condizioni di lavoro e la tutela dei rapporti familiari che riguarda trasferimenti temporanei, alloggi, legge 104, maternità”.

Nel prendere atto delle parole chiare e decise del Ministro della Difesa ed in attesa della pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale con la quale è stato sancito il venir meno del divieto di costituire associazioni sindacali per i militari, non possiamo che cogliere con estremo favore l’orientamento del nuovo Governo su temi che riteniamo importantissimi e per i quali ci siamo sempre battuti, quali la condizione lavorativa dei militari e, soprattutto, la tutela della salute e dei diritti dei militari.

Sicurezza Cum Grano Salis

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