Notizie dalla Rappresentanza Militare della GdF

Consiglio Centrale di Rappresentanza della GdF

Il Delegato

Oggetto: Presidenza del Co.Ce.R. Interforze e ruolo della Sezione Co.Ce.R. della Guardia di Finanza.

Mozione del delegato Brig. c.QS Guglielmo  Picciuto.

 

Presidente, colleghi Delegati,

 

come ebbi già ad anticipare nel corso della prima riunione di insediamento di questo Consiglio, espressi oralmente la presente mozione, che andrò meglio ad esplicitare, sulla quale si concordò di fare rimando ad affrontarne la discussione, in attesa che i lavori assembleari riprendessero dopo la pausa estiva.

La questione che pongo all’attenzione del Consiglio è l’attuale incarico di presidenza del Co.Ce.R. Interforze, che in questo mandato è stata assegnato, per ovvie ragioni procedurali del C.O.M., al Presidente della Sezione Guardia di Finanza.

Caro Presidente, mi preme ricordarle che da sempre, e ancor più negli ultimi anni, gli appartenenti al Corpo non si sono mai identificati in quel contesto che ingloba senza alcuna distinzione, sia il Comparto Difesa che quello Sicurezza.

Il lavoro svolto da una forza di polizia, qual è quello economico-finanziario, caratterizzato quindi da una specificità unica nel panorama della sicurezza, nulla attiene al mondo della Difesa militare, dove i suoi operatori svolgono con professionalità un compito rispettabilissimo, ma completamente diverso da quello che attiene alle funzioni proprie di polizia.

La commistione dei ruoli, delle funzioni e degli obiettivi di polizia e difesa ha portato negli anni ad una gran confusione e ad un ostacolo alla corretta ed auspicata evoluzione dei due corpi di polizia ancora militarizzati, quali la Guardia di Finanza e l’Arma dei Carabinieri.

Principi incondivisibili, quali l’equiordinazione tra Corpi dello Stato del tutto diversi, con esigenze diametralmente opposte, con ruoli sociali che non trovano esperienze comparabili, non hanno permesso di avanzare legittime richieste per migliorare quelle condizioni lavorative specifiche.

Seppur sensibili da sempre all’esigenze di garantire maggiori tutele giuridiche per tutti coloro che svolgono il proprio lavoro nei Corpi militari dello Stato, quali la rappresentatività sindacale o la salute sui luoghi di lavoro, vi sono delle necessità che ci differenziano nettamente dai militari.

Con riguardo al Corpo della Guardia di Finanza inoltre, da parte del personale vi sono sempre state delle spinte propulsive al cambiamento che superano, purtroppo solo negli intenti al momento, le “logiche della vita militare” che investe invece e caratterizza precipuamente le tre Forze Armate.

Tralascio ogni considerazione sull’Arma dei Carabinieri, in quanto mi aspetto dai loro appartenenti la convinzione se aprire o meno una riflessione del loro ruolo all’interno del Co.Ce.R. Interforze.

Ma voi tutti sapete, vista l’esperienza di rappresentanza maturata negli anni, che i cambiamenti auspicati sono sempre stati connotati da aspetti controversi, soprattutto da parte di settori più conservatori, sia interni all’Amministrazione che nell’arco parlamentare, condizionati in gran parte da motivi ideologici e preconcetti che hanno impedito di pervenire all’evoluzione di una polizia economico-finanziaria non caratterizzata dallo status militare.

In uno Stato democratico la differenza tra un soldato ed un poliziotto deve essere chiara e netta, in quanto tesi poco sostenibili addotte ad omologare le due professioni, quali il plusvalore della militarità, non trovano argomentazioni aderenti ad un profilo lavorativo molto delicato che superi l’impasse della sociologia delle forze di polizia, dovuta alla scarsa riflessione sui mutamenti che le polizie, e in genere la sicurezza, hanno conosciuto nelle società dominanti: l’articolazione tra esemplarità e negoziazione, la gestione delle regole del disordine, lo sviluppo del rapporto tra polizia e cittadini, la diffusione delle funzioni di polizia tra altri attori sociali e in genere tra tutti i cittadini inclusi.

Con riguardo alla funzionalità del Co.Ce.R. Interforze, stiamo assistendo dall’inizio di questo mandato ad un ribaltamento delle sue regole di funzionamento, in quanto il c.d. Comparto Difesa, che trova legittimazione di operatività solo in sede di concertazione, delibera autonomamente in ogni occasione e su ogni materia. Su questo anomalia connotata da chiara illegittimità bisognerebbe stigmatizzare la posizione delle altre Sezioni delle FF.AA..

Quindi, visto il percorso che ci distingue per la nostra connotata diversità dalle FF.AA., dare un segno di discontinuità rispetto a questi anni di rappresentanza militare, in attesa che si concluda quanto prima il processo di sindacalizzazione e si chiuda con il passato, Le chiedo espressamente, caro Presidente, di rinunziare all’incarico di presiedere il Co.Ce.R. Interforze, nonché, rivolgo analogo invito alla nostra Sezione di non partecipare alle assemblee del Co.Ce.R. Interforze.

Quando esposi oralmente nella prima riunione di questo mandato alcuni dei concetti sopra riportati, Ella anticipò che non sarebbe stata sua intenzione di ritirare le sue funzioni di Presidente.

Non mi dilungo oltre nelle motivazioni, per evitare di tagliarmi con il rasoio di Occam, ma spero che la presente mozione induca questo Consiglio ad una propria riflessione.

Roma,  17  ottobre 2018

 

Il Delegato Co.Ce.R. GdF

Guglielmo Picciuto

 

 

One thought on “Notizie dalla Rappresentanza Militare della GdF

  1. Una riflessione lucida, sensata ed attuale che non fa una piega. Fortunatamente il sindacato e la riforma della rappresentanza sono sempre più vicini, perché temo che le ss.gg. difficilmente avrebbero mai preso una posizione in linea con queste posizioni illuminate. Purtroppo le amministrazioni militari sono per loro stessa natura estremamente conservatrici. Infatti oltre ad una, spero, veloce e piena sindacalizzazione, la speranza è anche in una prossima presa in considerazione di smilitarizzare la Guardia di Finanza.

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