Cumulabilità dell’indennità di aeronavigazione: diritto di opzione “a domanda” o agire d’imperio dell’amministrazione?*

Cumulabilità dell’indennità di aeronavigazione: diritto di opzione “a domanda” o agire d’imperio dell’amministrazione?

 

Il trattamento economico complessivo corrisposto al personale della componente aerea specializzata del Corpo è suddiviso in due distinte voci: il trattamento economico principale e il trattamento economico accessorio.

Le norme vigenti che regolano tale materia, sono la Legge n. 505/1978, la Legge n. 121/1981, la Legge n. 78/1983, il D.P.R. n. 69/1983 e la Legge n. 34/1984.

Il trattamento economico principale, per sua natura ha carattere fisso e continuativo e le voci che hanno maggiore rilevanza, riguardo la retribuzione, sono lo stipendio tabellare e l’indennità mensile pensionabile.

Quest’ultima, viene corrisposta come parte integrante della retribuzione mensile essendo stata introdotta dall’art. 5 del D.P.R. n.69/1984. La ratio dell’istituzione dell’indennità mensile pensionabile, così come i due istituti di cui ha preso il posto, indennità di istituto di cui alla Legge 23 Dicembre 1970, n. 1054, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché l’assegno personale di funzione previsto dall’articolo 143 della legge 11 luglio 1980, n. 312, è quella di riconoscere la specificità delle funzioni espletate dagli appartenenti alle forze di polizia.

La Legge n. 34/1984, approvata per la copertura finanziaria del D.P.R. 69/1984 (accordo contrattuale Personale Polizia di Stato), prevede l’estensione del trattamento economico principale alle altre forze di polizia e nello specifico:

  • l’art. 2 – comma 5, riporta che “In relazione al disposto di cui all’articolo 43 della Legge 1 aprile 1981, n. 121, è esteso il trattamento economico per stipendio e per indennità mensile previsto per il personale della Polizia di Stato all’Arma dei Carabinieri e ai Corpi della Guardia di Finanza, degli Agenti di Custodia e Forestale dello Stato”;
  • l’art. 3 comma 3, ribadisce che: “L’Indennità mensile pensionabile è cumulabile con l’indennità di aeronavigazione e di volo ed annessi supplementi di cui alla legge 23 marzo 1983, nr. 78, nei limiti e con le modalità previste dall’art. 1 della legge 5 agosto 1978, nr 505. L’eventuale eccedenza fruita a detto titolo sulla base delle precedente normativa è mantenuta a titolo di assegno ad personam riassorbibile”;
  • l’art. 3 – comma 4, riporta che: “Nell’esercizio del diritto all’opzione di cui all’art. 2 della Legge 23 marzo 1983, n. 78, l’indennità pensionabile sostituisce la soppressa indennità mensile per servizio di istituto. La predetta indennità è pensionabile per intero importo per i Comandanti Generali dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della Guardia di Finanza all’atto della cessazione, come tale, dal servizio permanente”.

Il trattamento economico accessorio comprende, invece, tutte quelle indennità che vengono corrisposte quale compenso per il rischio, per i disagi e per le responsabilità connessi alle diverse situazioni di impiego derivanti dal servizio; tra queste si possono annoverare le indennità di impiego operativo della componente aerea.

Quest’ultime sono disciplinate dalla legge n. 78/1983, con la previsione di un’indennità di “impiego operativo di base” e di altri emolumenti che, correlati ai diversi tipi di impiego “operativo”, e dal possesso di qualificazioni o specializzazioni”, sono determinati in misura percentuale rispetto alla prima.

In particolare, il personale specializzato o comunque facente parte degli equipaggi fissi di volo, per effetto della loro specialità, percepisce l’indennità di Volo e l’indennità supplementare per pronto intervento aereo.

La Legge n. 505/78, all’art. 1 – comma 2 – riporta che: “A decorrere dalla stessa data (1 aprile 1978) e fino al momento della ristrutturazione delle retribuzioni del personale dei corpi di polizia, le indennità di aeronavigazione e di volo ed annessi supplementi, previsti dalla legge 5 maggio 1976 nr. 187, sono cumulabili con l’indennità mensile per il servizio d’istituto e relativo supplemento giornaliero spettante ai sensi della legge 23 dicembre 1970 nr. 1054, e successive modificazioni delle quali indennità, la più favorevole, è cumulabile in misura intera e l’altra in misura limitata al 50 per cento”.

La Legge n. 78/83, che ha normato “Aggiornamento della legge 5 maggio 1976, n.187, relativa alle indennità operative del personale militare”, definisce l’area di applicazione, i destinatari delle indennità, nonché le modalità di corresponsione. L’art. 17 – “Norme di corresponsione e cumulabilità delle indennità” , recita che: “Le indennità previste dai precedenti articoli 2, 3, 4, 5, 6 e 7, salvo il diritto di opzione per il trattamento più favorevole e le eccezioni stabilite dalla presente legge, non sono cumulabili fra loro. Le stesse indennità e le indennità di cui al comma primo e secondo dell’articolo 9 della presente legge non sono cumulabili con le indennità per servizio d’istituto di cui alla legge 23 dicembre 1970 nr. 1054, e successive modificazioni, salvo quanto disposto dal secondo comma dell’articolo 1 della legge 5 agosto 1978, nr. 505”.

I provvedimenti di concertazione che si sono succeduti nel tempo, nel riscrivere l’articolo relativo alle indennità operative, hanno sempre riportato la formula:

“Ferme restando le vigenti disposizioni relative all’equiparazione tra i gradi e le qualifiche del personale delle Forze di Polizia e quello delle Forze Armate, l’indennità di impiego operativo per attività di aeronavigazione, di volo, di pilotaggio e di imbarco, nonché le relative indennità supplementari attribuite al personale delle Forze di Polizia ad ordinamento civile, sono rapportate, con le medesime modalità applicative e ferme restando le vigenti percentuali di cumulo tra le diverse indennità, agli importi ed alle maggiorazioni vigenti per il personale delle Forze Armate impiegato nelle medesime condizioni operative”.

E’ proprio dagli ultimi capoversi che nascono tutte le problematiche retributive relative al personale specializzato della componente aerea, ovvero alle modalità applicative delle percentuali di cumulo delle diverse indennità.

Infatti, l’applicazione del trattamento economico più favorevole in regime di cumulabilità applicato fino al mese di dicembre 2015, con cedolino Guardia di Finanza, prevedeva la corresponsione dell’indennità mensile pensionabile nella misura ridotta al 50% e le indennità di volo e supplementare di pronto intervento aereo in misura intera al 100%.

Dal mese di gennaio 2016, in seguito all’adesione alla piattaforma nazionale NOIPA e con la prima emissione del cedolino, a numerosi militari specializzati o comunque facenti parte degli equipaggi fissi di volo, in applicazione del regime di cumulabilità, venne corrisposta, d’imperio, l’indennità mensile pensionabile nella misura intera al 100% e le indennità di volo e supplementare di pronto intervento aereo in misura ridotta al 50%. Per tale applicazione, rispetto ai periodi precedenti e a quanto riportato sui cedolini emessi dagli Enti amministrativi periferici prima e, in seguito, dal Centro Informatico Nazionale amministrativo, si ebbe una evidente e sostanziale diminuzione del trattamento economico complessivo (cd. netto alla mano).

Dal mese di giugno 2018, a seguito dell’aggiornamento dei nuovi importi del trattamento stipendiale tabellare (voce stipendio) e dell’indennità mensile pensionabile, in applicazione del provvedimento normativo D.P.R. 15 marzo 2018, n. 39, “Recepimento dell’accordo sindacale e del provvedimento di concertazione per il personale non dirigente delle Forze di polizia ad ordinamento civile e militare «Triennio normativo ed economico 2016-2018»”, si è verificato che ulteriori e numerosi militari specializzati, in particolare i gradi apicali dei diversi ruoli o comunque di notevole anzianità, precedentemente non destinatari della discrasia economica, sono stati oggetto delle medesime modalità applicative in regime di cumulabilità dell’indennità mensile pensionabile in misura intera e delle indennità accessorie del personale specializzato in misura ridotta.

Tale applicazione ha comportato una sostanziale diminuzione del trattamento economico complessivo (netto alla mano) rispetto a quanto percepito nel mese di maggio 2018, vanificando di fatto gli incrementi del provvedimento contrattuale e con l’aggravio di un ulteriore decremento stipendiale.

Risulta chiaro che, a differenza di quanto viene applicato dalle altre forze di polizia ad ordinamento civile e militare, non viene considerato come trattamento economico più favorevole quello risultante dal calcolo della cumulabilità delle indennità al netto della tassazione e delle ritenute previdenziali ed assistenziali. Inoltre, non viene riconosciuto il “diritto all’opzione, a domanda, del regime di cumulabilità delle indennità”, in relazione al trattamento economico più favorevole, così come peraltro enunciato negli articolati di cui alla Legge n. 78/1983.

La normativa di riferimento, ai fini dell’applicazione della formula del calcolo del trattamento economico più favorevole, non cita in maniera inequivocabile quale tipo di importo, lordo o netto, sia da considerare.

Queste evidenti incongruenze, nell’applicazione del regime del cumulo delle indennità e rispetto anche a quanto applicato dalla maggior parte delle altre forze di polizia, già causa di malumore, potrebbero portare il personale ad adire a ricorsi presso la giustizia amministrativa.

Delegati della Rappresentanza Militare della GdF ai vari livelli

                                                       Eliseo Taverna, Luigi  Iannone e  Pietro Maienza

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