Prescrizione contributiva: cosà dovrà fare il personale delle forze di polizia? Di Eliseo Taverna

29 Novembre 2017

Si tratta di un problema non da poco, causato dai trasferimenti di dati negli archivi dell’ex Inpdap (la gestione previdenziale alla quale è iscritta la generalità dei dipendenti pubblici), segnalato in diverse circolari dell’Inps già da tempo.

L’Inps, con proprie circolari che si sono succedute nel tempo, ha informato le pubbliche amministrazioni e, di riflesso, tutti i dipendenti pubblici iscritti alla gestione, circa la prescrizione quinquennale dei versamenti contributivi.

Se mancano dei periodi di versamento nell’estratto conto Inpdap o oppure che un riscatto o una ricongiunzione che è stata pagata non risulta, bisognerebbe fare una segnalazione all’ente. Per segnalare l’omissione o l’errore riscontrato, si dovrà accedere al sito dell’Inps – sezione Fascicolo previdenziale del cittadino – RVPA.

Attraverso questa funzione si potrà riferire subito all’Inpdap errori e omissioni, e l’ente correggerà l’estratto conto.

Per accedere, tuttavia, il personale deve essere in possesso del codice pin dispositivo,  dell’identità unica digitale (Spid di 2° livello o della carta nazionale dei servizi), ovvero tramite un patronato.

La prima cosa che potenzialmente potrà fare il personale  è quello di controllare i contributi che mancano verificando l’estratto conto dell’Inpdap. si potrà trovare l’estratto conto all’interno del sito web dell’Inps, nella sezione Fascicolo previdenziale del cittadino.

Se qualcuno si renderà conto che mancano dei periodi lavorativi nell’estratto conto Inpdap o dei contributi figurativi accreditabili d’ufficio, oppure che un riscatto o una ricongiunzione che ha pagato interamente non risulta, dovrebbe subito fare una segnalazione all’ente. Per segnalare l’omissione, si potrà accedere al sito dell’Inps, sezione Fascicolo previdenziale del cittadino, funzione RVPA e comunicare subito all’Inpdap errori e omissioni e l’ente provvederà a correggere l’estratto conto.

Il problema, tuttavia,  risiede nel fatto che la stragrande maggioranza di appartenenti al comparto, al momento, difficilmente potrà avere a disposizione i dati da confrontare con la propria situazione oggettiva.

Si precisa, infatti, che i dati presenti sull’estratto conto INPS riferiti al personale del comparto sono incompleti, in quanto la banca dati dalla quale vengono attinte le informazioni necessarie non è stata ancora aggiornata dal citato Istituto di Previdenza.

In merito a tale criticità, tuttavia, non sussistono problemi per quanto riguarda il collocamento in congedo del personale che ha maturato i requisiti.

Infatti, qualora ne ricorrano i presupposti, i centri amministrativi delle singole amministrazioni redigeranno ed invieranno all’INPS un apposito modello riepilogativo dei servizi complessivamente prestati e delle retribuzioni percepite (PA04), che supererà, di fatto, qualsiasi situazione ad oggi esistente nella banca dati INPS, peraltro sanando eventuali presunte interruzioni dei periodi di contribuzione.

E’ orientamento comune delle Amministrazioni del comparto, al fine di gestire al meglio il regolare passaggio delle posizioni assicurative del personale alla nuova piattaforma informatica dell’INPS  (com’è noto, verrà utilizzata dallo stesso Istituto per calcolare e liquidare in futuro i trattamenti pensionistici e previdenziali di tutti gli iscritti alle diverse forme dell’assicurazione generale obbligatori – (AGO),  fare approfondimenti con il predetto Ente previdenziale  finalizzati a verificare la completezza dei dati giuridici, retributivi e contributivi ivi riportati per ogni singolo dipendente.

In attesa che si completi tale operazione di verifica sia la pensione, sia il trattamento di fine servizio, continueranno a essere calcolati ed erogati dall’INPS utilizzando il modello “PA04” compilato dai centri amministrativi delle singole amministrazioni, in prossimità del collocamento in congedo, sulla base delle anzianità giuridiche e retributive maturate dal personale interessato.

La scadenza inerente gli adempimenti di correzione dei dati incompleti o mancanti, tra l’altro, è stata posticipata al 31.12.2018 con circolare  INPS 15 novembre 2017, n. 169, che sostituisce la precedente circolare INPS 31 maggio 2017, n. 94.

La questione più rilevante, peraltro, è quella che vede le Amministrazioni del comparto aver avviato, ormai da mesi, specifici contatt i con l’INPS per pervenire ad una generalizzata regolarizzazione dei dati in questione.

Questa iniziativa, pertanto, lascia presagire che pur rimanendo anche in capo al dipendente un obbligo soggettivo di verifica e di correzione delle incongruenze, saranno le stesse Amministrazioni  a regolarizzare le singole posizioni.

Rimane il fatto, che gli appartenenti al comparto si aspettano legittimamente delle direttive dalle amministrazioni di appartenenza, che possano fare ulteriore chiarezza sulla tematica e sulle procedure da seguire.

*Delegato Co.Ce.R. GdF

 

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