Stipendio statali bloccato: via al maxi risarcimento. La legge per tutti

14 Novembre 2017

Stipendio statali bloccato: via al maxi risarcimento.

Fonte: La legge per tutti

Di Chiara Samperisi

Pubblicato il 13 Novembre 2017

I dipendenti statali possono richiedere allo Stato il risarcimento e l’indennizzo per aver patito il blocco  incostituzionale dello stipendio

Sono circa 86mila gli impiegati statali che hanno visto bloccato il loro stipendio.

I dipendenti pubblici, infatti, da gennaio 2010 ad oggi – quindi per quasi otto anni consecutivi – non hanno avuto nessun adeguamento stipendiale rispetto all’aumento del costo della vita.

L’illegittimità e incostituzionalità del mancato rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici è stata dichiarata dalla Corte Costituzionale nel 2015 [1] che ha riconosciuto che il blocco della contrattazione collettiva viola la legge [2] che stabilisce, per i dipendenti pubblici, il diritto all’adeguamento annuale dello stipendio rispetto all’aumento del costo della vita.

Stipendio statali: sblocco contratti

In attesa del via libera allo sblocco dei contratti degli statali, che dovrebbe avvenire a breve e nonostante le promesse del Governo dell’esiguo rimborso una tantum in busta paga resta il problema relativo al danno subito dai lavoratori pubblici negli anni passati: gli stipendi, infatti, sono fermi dal 2010.

L’illegittimità del blocco degli stipendi, però, è limitata al periodo successivo alla pubblicazione della sentenza stessa. Ciò non significa che per il periodo pregresso non sia possibile ottenere il risarcimento. Sul punto, però, è bene compiere delle precisazioni.

Stipendio statali bloccato: risarcimento e indennizzo

Il blocco della contrattazione collettiva per gli stipendi statali è stato previsto da una legge del 2010 [3]. Ciò significa che dal 2010 al 2015 – anno in cui questa legge è stata dichiarata illegittima – il mancato adeguamento degli stipendi è stato il frutto dell’osservanza di una disposizione normativa e pertanto, sebbene produttivo di un danno, dal compimento di un’attività formalmente lecita.

Dal momento in cui, invece, questa legge è divenuta incostituzionale, il mancato adeguamento – produttivo del medesimo danno – è diventato un’attività illecita e dunque idonea a far sorgere in capo al dipendente pubblico il diritto al risarcimento del danno.

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